Archivio dell'autore: Giorgia Di Sabatino

Gamberi al forno con il limone

Quando pubblico ricette molto semplici in genere le cucinate in tempo record.
Ecco, diciamo che vedo già questi gamberi al forno sulle vostre tavole.

Code di gamberi…dall’Irlanda

Un, due tre… è il momento di prendere appunti per andare a fare la spesa.
Bè, questa spesa sarà molto leggera perché gli ingredienti sono pochissimi e secondo me, a parte i gamberi, avete già tutto in casa.
Se non amate i gamberi usate le mazzancolle e se non li trovate freschi provate con i surgelati.
Io ho comprato delle code di gamberi irlandesi, ma solo perchè non sono molto brava a scegliere il pesce e mi sono lasciata convincere dalla provenienza.
L’Irlanda…io ho i capelli rossi…mi dicono tutti che sembro irlandese. Mi sembra un ottimo motivo per selezionare gli ingredienti di una ricetta, no?
Ah, la professionalità di una foodblogger, questa sconosciuta!

Ricetta dei gamberi al limone

INGREDIENTI
10 code di gamberi
1 limone
pangrattato qb
sale e pepe
prezzemolo
olio evo

PREPARAZIONE
Pulite le code di gamberi lasciando la corazza solo nella codina finale.
Eliminate il filetto nero sul dorso e tamponatele per bene con carta assorbente.
Conditele con olio e succo di mezzo limone e poi passatele nel pangrattato.
Disponete sulla base di una teglia da forno le fettine sottili del mezzo limone rimasto e sistemate sopra i gamberi.
Un pizzico di sale e pepe, prezzemolo tritato, un filo di olio e in forno a 200° per 15 minuti.

L’ingrediente jolly: l’avocado

Io accompagnerei questo gambero con una crema di avocado, tipo guaiamole, ma molto più semplice. Silo polpa di avocado schiacciata con la forchetta e condita con sale e limone.

Il consiglio in più

Potete servire questi gamberi come spiedini, magari per un aperitivo in piedi.

Sformato di zucchine

Ricetta appena fatta, fotografata e assaggiata.
La scrivo subito perchè so che vi piacerà. Quando dici, la dedizione al lavoro…

Non è una frittata

Ecco, specifichiamolo subito.
Sembra, ma non è. Si tratta di un incrocio tra una torta salata e uno sformato.
Nell’impasto ci sono farina e lievito e quindi il senso è che ne venga fuori una sorta di pane, ma pane non è. Ma insomma cos’è?
Dipende un po’ da voi. Se mettete dentro più zucchine del previsto sarà uno sformato, se ne mettete meno sarà una torta salata, se mettete meno farina sarà una frittata.
Vi dico cosa ho fatto io intanto: ho abbondato con le zucchine.

Tutto in forno in un colpo solo

Evviva si, non bisogna cuocere nulla a parte!
Avete capito bene, le zucchine non vanno cotte prima, ma si aggiungono al resto da crude.
Che poi, le avete mai mangiate le zucchine crude nell’insalata? Io ne vado matta. Provatele.

Ricetta dello sformato di zucchine

INGREDIENTI
2 uova
100 g di ricotta di mucca
2 zucchine grandi
70 g di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate (non lievito di birra)
sale e pepe
prezzemolo
Parmigiano grattugiato qb

PREPARAZIONE
Lavate e tagliate le zucchine a rondelle sottili con una mandolina.
A parte sbattete le uova con la ricotta, il sale e il pepe.
Aggiungete al composto la farina setacciata con il lievito e poi le zucchine e mescolate.
Versate tutto in uno stampo rotondo (22 cm di diametro) rivestito con carta forno e cospargete la superficie con il parmigiano.
Cuocete a 180° per circa 25-30 minuti.

L’ingrediente Jolly: La cipolla
Lo sapete che io la metterei da tutte le parti, un po’ come l’aglio.
Affettatela sottilmente sempre con la mandolinata e aggiungetela all’impasto.
Se non volete uno sformato troppo cipolloso allora provate a dargli solo un po’ di colore e un pizzico di sapore in più con l’erba cipollina.

Il consiglio in più
Se volete preparare una vera e propria torta salata con tanto di pasta alla base, sapete cosa potete fare? Stendete un rotolo di brisè sullo stampo, bucherellatelo con la forchetta e poi versateci dentro l’impasto preparato.
Cuocete in forno a 200° per 35 minuti e otterrete una sorta di quiche.
Non vi consiglio la pasta sfoglia perché non la amo molto, ma voi fate come preferite!

Muffin acqua e limone

La torta all’acqua calda è una delle ricette più lette e rifatte del blog, ecco perchè ho deciso di preparare qualcosa di molto simile, cioè questi muffins acqua e limone che hanno un impasto leggero e una consistenza super soffice. Li adorerete!

Senza burro e senza latte

In questa ricetta ci sono le uova come anche in quella della torta, quindi non si tratta di un dolce vegano, anche se mancano burro e latte che sono sostituiti da olio e acqua.
Potete utilizzare un olio di semi delicato o un olio extravergine di oliva dal gusto fruttato.
L’acqua, invece, deve essere a temperatura ambiente e naturale e se volete potete sostituirla completamente con il succo di limone. Otterrete muffin più umidi e dall’intenso gusto di limone…o arancia. Sì potete utilizzare anche altri agrumi!

Processed with Snapseed.

Ricetta dei muffin acqua e limone

INGREDIENTI
2 uova
150 g di zucchero
80 g di olio di semi
80 g di acqua naturale a temperatura ambiente
una bustina di lievito
150 g di farina 00 (o anche 0)
un limone (succo e scorza)
estratto di vaniglia qb

PREPARAZIONE
Montate molto bene le uova con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche.
Aggiungete 80 g di olio di semi (o olio di cocco) e 80 g di acqua naturale a temperatura ambiente.
Montate ancora per bene a aggiungete due cucchiai di spremuta di limone e la scorza del limone grattugiata.
Setacciate a parte 160 g di farina 0 (o anche 00) e una bustina di lievito e aggiungete agli altri ingredienti.
Infine, se vi piace, profumate tutto con dell’estratto naturale di vaniglia o con dei semi.
Distribuite il composto in uno stampo da muffin oliato e infarinato o riempito con pirottini di carta.
Cuocete a 180° per 30 minuti circa in forno statico già ben caldo.
Decorate con lo zucchero a velo.

L’ingrediente jolly: le mandorle

Ho deciso che da oggi aggiungerò alle ricette un ingrediente in più che potete scegliere se utilizzare o meno.
In questo caso si tratta delle mandorle che con il gusto del limone stanno benissimo.
Potete aggiungerle a lamelle sui muffin prima di cuocerli oppure potete utilizzare nell’impasto un cucchiaio di farina di frutta secca preparata semplicemente tritando finemente delle mandorle.
Mandorle con o senza pellicina? Non fa differenza. Cambia solo un po’ il colore e la grana della farina. Per me vanno bene entrambe.

Il consiglio in più: lo sciroppo

Potete preparare uno sciroppo con succo di limone, acqua e zucchero (un bicchiere scarso di succo (spremuta), un cucchiaio di acqua e tre cucchiai di zucchero) sciolti a fuoco lento.
Versatelo ancora caldo sui muffin appena sfornati dopo averli bucherellati con una forchetta sulla superficie.
Lo sciroppo penetrerà all’interno rendendo questi dolcetti umidi e gustosi.
Certo, dovete amare proprio molto il sapore del limone!

Caponata di mele

Come trovo le ricette?
Semplice! Navigo molto online e studio, un po’ per lavoro e un po’ per passione.
La stessa passione che mi porta ogni giorno a trascorrere ore a sfogliare libri di ricette e riviste di cucina pieni di fotografie.
Questa caponata di mele per esempio, non è una mia idea. L’ho trovata per caso mentre cercavo ricette con le mele in giro per il web. Mai e poi mai avrei pensato di rifarla.
Mele con il pomodoro? Ma stiamo scherzando? Eppure…

Caponata d’inverno

La caponata d’inverno suona un po’ come una bestemmia perchè le melanzane si cucinano solo d’estate e i siciliani se fai una caponata a febbraio ti bacchettano – Se poi la fai pure con le mele non lo so cosa succede!
Eppure questa è la ricetta di un ristorante di Palermo che ha pensato bene di realizzare per i suoi clienti una versione invernale del piatto più richiesto del menù.

Quali mele?

Qui parliamo solo di mele verdi, dure e aspre, le granny smith tanto per intenderci, perchè sono le uniche che si prestano a mio avviso ad essere abbinate ad un condimento tanto sapido e saporito.
Non provate nemmeno per sbaglio a preparare questa ricetta con mele golden o renette perchè ne verrebbe fuori una cosa dolciastra e immangiabile e non voglio assumermi questa responsabilità.
Con le mele verdi non vi accorgerete nemmeno di mangiare mele.

La ricetta della caponata di mele

INGREDIENTI

3 mele granny
200 g di passata di pomodoro
sedano, carota e cipolla
una manciata di capperi sotto sale
olive verdi denocciolate qb
sale e olio evo

PREPARAZIONE

Per prima cosa tagliate grossolanamente sedano, carota e cipolla e lasciateli soffriggere con l’olio extravergine di oliva per 10 minuti a fuoco medio-basso.
Aggiungete la passata e lasciatela rapprendere per circa 5 minuti.
Intanto tagliate le mele a cubotti abbastanza grandi dopo averle sbucciate e private del torsolo.
Cuocetele nel sugo insieme ai capperi ben sciacquati e strizzati e alle olive.
Le mele devono rimanere consistenti e non ammorbidirsi troppo. Cuocetele per poco più di 5 minuti a fuoco medio e alla fine salate.
Servite su una bruschetta di pane abbrustolito o come contorno.

Torta di pere al cucchiaio

Questa torta di pere al cucchiaio è un dolce buonissimo che mi piace preparare spesso per colazione. Purtroppo a casa mia non ha lunga vita e la finiamo giusto il tempo di una colazione!
È morbida e umida e ti lecchi le dita dopo ogni fetta.
Una di quelle torte che sembrano super burrose e invece sono leggere e piene zeppe di frutta.

Un cucchiaio come dosatore

La cosa divertente di questa ricetta è che non dovete utilizzare la bilancia, ma solo un cucchiaio da minestra. I cucchiai sono sempre 9 per ogni ingrediente. Difficile fare pasticci!
Talmente facile che potrebbe farla un bambino.

Pere o mele…o tutte e due

Mi ricorda tanto la torta di mele di mia Nonna Emilia perché è piena di frutta che diventa morbida come una crema durante la cottura.
Io la faccio sia con le pere che con le mele e a volte aggiungo qualche variante come la cannella oppure le gocce di cioccolato o anche due tre cucchiai di farina di cocco.
Se avete da finire una mela e una pera prima che vadano a male, potete provare ad aggiungerle entrambe nell’impasto.
La quantità di frutta è facoltativa e potete decidere se mescolare le pere nell’impasto oppure aggiungerle direttamente in teglia prima della cottura.
Più frutta c’è più la torta sarà cremosa.

A proposito, date un’occhiata alla ricetta della torta di mele di Nonna Emilia.

Quali pere e come tagliarle

Potete utilizzare le pere che preferite.
Io vi suggerisco le kaiser che sono dolci e molto morbide, oppure le abate che mantengono un po’ la consistenza e restano più sode e compatte al taglio.
Se invece utilizzate le mele, le golden sono sempre l’ideale in queste preparazioni.

Ricetta della Torta di pere al cucchiaio

INGREDIENTI
2-3 pere abate o kaiser
2 uova
9 cucchiai di yogurt bianco intero
9 cucchiai di farina 0
9 cucchiai di zucchero
9 cucchiai di olio EVO
1 bustina di lievito

PROCEDIMENTO
Sbattete le uova con 9 cucchiai di zucchero e 9 cucchiai di yogurt.
Aggiungete 9 cucchiai di olio EVO sempre mescolando con una frusta a mano.
Aggiungete 9 cucchiai di farina e 1 bustina di lievito setacciati.
Tagliate a fette o a cubetti le pere oppure grattugiatele e mescolatele con il resto.
Versate il composto in una teglia rivestita con carta forno bagnata e ben strizzata.
Spolverizzate con dello zucchero semolato e infornate a 180° per circa 35 minuti.
Decorate con lo zucchero a velo prima di servire.

Uno Nessuno e 100K

Tante volte mi sono lamentata del fatto che alcuni colleghi non si comportino onestamente.
Mi sono arrabbiata, ho sollevato polveroni, mi sono sentita dire che sono un’incazzosa invidiosa, che sono pesante, che non mostro il meglio di me, ma solo il peggio parlando di queste cose in maniera polemica e poco costruttiva.

Da zero a 1 milione

Ho visto gente passare da 10 a 100k like in 10 minuti, ricevere millemila commenti fatti di cuori e sorrisi da account stranieri e improbabili oppure un solo commento e dalla propria madre.
Ho visto scambi di commenti – io a me tu a me, il do ut des del nuovo millennio.
Ho letto sul mio stesso profilo, sotto le mie foto, commenti scritti a caso, per sbaglio, sotto una caption che parlava d’altro. Commenti buttati lì forse nemmeno da una persona, ma da una app scaricata per seminare commenti un po’ alla cazzo su profili scelti senza criterio, solo per far numero e per ricevere qualche visita al proprio profilo.
Ho visto amicizie nate per interesse. Ho visto gente che pretende rispetto pur non avendone per gli altri, solo perchè “io ho i numeri e tu non sei nessuno”.
Ho sentito dire prima una cosa e poi il suo esatto contrario, perchè faceva più like.

Compro anche io?

Io stessa molte volte ho pensato che se funziona così e se tutti barano forse dovrei barare anche io. Lo dico sempre, ma non c’è stata una sola volta in cui io abbia pensato davvero di scrivere su google “Comprare followers”.
Qualcuno che lavora nel settore da molto tempo e che si intende di queste dinamiche mi ha suggerito di farlo “perchè tanto lo fanno tutti e se resti indietro gli altri continueranno a superarti”.
Qualcuno invece mi ha detto di smettere di parlarne perchè fare polemica non è bello, ma è molto più costruttivo mostrare una bella vetrina di quello che si è capaci di fare.
Basta denunciare, stai zitta, vai avanti e fai il tuo…se sei capace!
Una persona mi ha detto che semplicemente dovrei riflettere sul fatto che io non sono capace di fare quello che fanno gli altri, evidentemente molto meglio di me. Che non so comunicare chi sono e cosa faccio, che non so fare altro che cucinare e lo faccio pure poco.

Ai posti di partenza

Per carità, non dico di aver fatto del mio meglio in questi anni, ma nemmeno tanto male.
Ho fatto tantissime cose belle e con un entusiasmo che solo chi ha lavorato con me può raccontare. 
Non posso vantarmi di essere una professionista, ma posso affermare di essere una che se si prende un impegno lo porta a termine nel migliore dei modi, nel rispetto del lavoro e della fiducia altrui.
Ho scritto per me stessa e per altri, ho pubblicato un libro, sono finita in TV. Non sono cose da poco anche se essendo io EGOMINUTA tendo sempre a farle passare per cazzate! Però no.
Sono cresciuta tanto per le mie possibilità e con i limiti dell’essere lontana dal centro di tutto, dagli eventi, dagli incontri con le persone giuste e con le amicizie giuste. Sono cresciuta imparando dai miei sbagli perchè non c’è un manuale che ti insegna a fare questo mestiere se no da brava secchiona lo avrei studiato.
Quando sono partita con questo lavoro non eravamo in molti e non c’erano questi numeri, forse questo non era nemmeno un vero lavoro. Di sicuro, non c’era Instagram.
A mio parere è stato proprio Instagram a ribaltare tutto, a cambiare le carte in gioco perchè su Facebook ce la facevi a raggiungere un bel pubblico – bello forse no, ma numeroso si e ci riuscivi di più se sponsorizzavi i post e se avevi dei bei contenuti, ma che io sappia non si poteva barare. Sponsorizzare era lecito, come lo è su IG. Ma barare è più facile.
Stessa cosa valeva per Youtube. Eravamo in pochi e quelli che sono cresciuti sono stati i più bravi e costanti.
 Poi ho scoperto che anche lì si può barare, ma questo davvero non me l’aspettavo e ci sono rimasta tanto male.
Sarei una brava youtuber anche io se in questi anni fossi stata costante, avessi comprato le attrezzature giuste e avessi fatto dei corsi per imparare a fare dei bei video. Lo ammetto, non sono stata lungimirante in questo, ma non è mai troppo tardi e noto con un certo conforto che almeno nei video paga l’essere se stessi e quelli che si mostrano con una maschera vengono scartati al volo. Su Youtube poca finzione e più fatti. Amen!
Poi è arrivato IG e molte delle persone che sono partite con me, e anche dopo di me, hanno fatto un salto enorme.
Qualcuno meritatamente, altri non so ancora spiegarmi come.

Ci sono anche quelli bravi

Non voglio dire che tutti sono brutti, cattivi e disonesti perchè non è così.
Ci sono persone bravissime e professionali che hanno trovato la chiave giusta per parlare ad un pubblico enorme.
C’è chi fa ridere, chi sa scrivere, chi propone dei contenuti diversi da tutti gli altri, chi sa tenere il video e in 15 secondi ti rapisce, chi crea un rapporto speciale con i followers e che riesce a riportarli a sé giorno dopo giorno come un appuntamento fisso e imperdibile.
Poi ci sono i personaggi pubblici, ma questa è un’altra storia. Qui parliamo di gente normale.
Io stessa seguo delle persone che amo, stimo, ammiro e non mi perdo una loro story cascasse il mondo. Tra quelli che c’erano anni fa insieme a me c’è gente davvero tanto tanto brava che merita quello che ha ottenuto, altri bravi rimasti come me dov’erano e altri ancora bravissimi entrati per sempre nel dimenticatoio perchè si sono rotti le palle di certe dinamiche e hanno mollato il colpo.

Fatti furbo!

Poi ci sono i furbi, perchè è inutile dire che non ci sono.
C’è chi ha creato dei gruppi di scambio, chiamiamoli così. E per gruppi di scambio non intendo solo chi si commenta reciprocamente, ma anche gente che si lega magari ad un portavoce importante per ottenere consensi tramite i suoi tag e qualche comparsata nelle story.
Io credo nell’amicizia sui social, molto, e lo dimostra il fatto che ho amiche che da virtuali sono diventate reali.
Ho perso negli anni anche alcune amiche social e questa cosa mi ha fatto soffrire come quando perdi un’amica nella vita reale. Succede. È la vita. Ma che non si dica che non tengo alle amicizie.
Comunque, tutto questo preambolo per dire che li sgamo subito i rapporti di convenienza. Voi no?

Soldi soldi soldi

Non voglio nemmeno parlare di quelli che i numeri grandi li hanno comprati, 100 al giorno…per giorni, mesi e anni. Un po’ alla volta perchè se te ne compri 50k in una settimana sei fesso e ti sgamano subito., se ne compri 10 oggi, 50 domani e 30 dopodomani non ti becca nessuno e poi social blade tanto non lo guarda nessuno e ti buoi oscurare pure se vuoi! I report alle agenzie come li mandi se non hai raggiunto gli obiettivi? Bè ma che ci vuole? C’è photoshop.
– Io non l’ho nemmeno mai acquistato quel programma e non saprei come utilizzarlo. Quanto sono sfigata! –
Queste persone lì io le paragono a quelli che per vincere una gara di corsa fanno lo sgambetto all’avversario oppure scelgono di battersi solo con i più deboli. Queste persone non sono proprio degne della mia stima e mi stupisco ancora del fatto che qualcuno li faccia lavorare.
Occhio perchè queste persone si nascondono benissimo tra noi e sono molte volte le stesse persone che fanno campagne contro i disonesti dei social pensando che avendo acquistato tutti i loro followers anni fa il reato sia praticamente caduto in prescrizione. E ci credono davvero.
“L’ho fatto molto tempo fa, non se ne accorgerà mai più nessuno. Non è mai successo.”
In effetti quelli che li fanno lavorare non se ne accorgono davvero…

Il pubblico che vorrei

Tra tutti quelli che non sono stati onesti in questi anni però c’è chi ha conquistato comunque una bella fetta di pubblico. Ok, non hanno giocato ad armi pari, ma devo riconoscere che alla fine da qualche parte sono arrivati e il loro seguito ce l’hanno.
E questo è il punto. Di che seguito stiamo parlando?
Mi lamento magari del fatto che i contenuti di queste persone siano finti, studiati, spesso ridicoli eppure super commentati e amati.
Ma le questioni sono due: Io pubblicherei mai certi contenuti? Io vorrei mai avere quella fetta di pubblico?
Io sarei capace di mostrarmi diversa da come sono, di snaturarmi solo per avere l’approvazione di un grande pubblico? Mi piacerebbe essere osannata perchè ostento qualcosa che non esiste nella realtà?
 Vorrei dei followers che commentano tutto quello che faccio, qualsiasi cosa io faccia, senza alcun senso critico, ma sempre con un cuore, un “sei stupenda”, “sei fantastica”?
Vorrei dei bei numeri, questo si, ma di sostanza!
Io voglio il riscontro vero.
Sono felice di “influenzare” in  modo positivo e reale.
Sono contenta quando vi consiglio la cioccolata e dopo un minuto siete al supermercato a comprarla solo perchè vi fidate di me, sono felice quando mi chiedete un consiglio, quando mi scrivete che avete provato una mia ricetta, quando mi segnalate qualcosa che sapete mi piacerà o forse no.
Vedo che tante influencer di successo non hanno questo rapporto di fiducia con i followers e mi chiedo allora cosa trasmettano con i loro post programmati e pure un po’ paraculo!

Incapace, onesta, serena

Dopo una lunga discussione con un’amica che stimo molto, oggi sono giunta ad una conclusione.
Forse aveva ragione la persona che tempo fa mi ha detto che non sono brava come quelli che hanno più numeri di me e che invece di lamentarmi dovrei lavorare meglio sulla mia persona e su quello che voglio “vendere” di me.
Io, continuando a credere fortemente che l’onestà e la sincerità in quello che faccio mi porteranno da qualche parte, voglio comunque promettere a me stessa che lavorerò meglio, che studierò perchè non bisogna mai smettere di imparare, che prenderò quello che di positivo portano i social e allontanerò la negatività. Mi migliorerò perchè c’e sempre da migliorare e ascolterò i vostri consigli, anche quando saranno critiche.
Non posso promettere di non arrabbiarmi mai più davanti alla disonestà, ma continuerò a credere fortissimamente in quello che faccio come facevo un po’ di anni fa prima di entrare in questo vortice.
 Le cose cambieranno forse, ma dovrebbero cambiare dal profondo.
Io da parte mia vorrei imparare ad avere più rispetto per me stessa e credere di più in quello che faccio, e vorrei vedere negli altri più rispetto per chi segue, chi legge, chi mette un like e chi scrive un commento, perchè non si prendono in giro le persone che ripongono fiducia in noi che di mestiere facciamo comunicazione.
Poi se vogliamo parlare di INFLUENCER, allora io non sono la persona giusta!

Monday I’m in love: 5 ricette al cioccolato per San Valentino

Spesso mi scrivete: “Dove trovo una torta buona per la colazione?”, “Che dessert preparato per una cena con amici?” “Un dolcetto light?” “Un dolce per il mio fidanzato?”.
Io rispondo sempre “Con il cioccolato ovviamente?”

Allora, facciamo così, io vi metto qui le 5 ricette del blog che non potete non provare almeno una volta nella vita e poi voi mi dite.
Sono tutte al cioccolato perchè a San Valentino si mangia il cioccolato. Punto.
Non che tutte le altre 500 non vadano bene, ma queste sono proprio la TOP5 tra i dolci, le fondamentali, quelle che vi faranno sempre dire “Uh mamma che bontà!” e poi sono anche le più facili.

La torta al cacao senza uova né burro

Forse la ricetta più richiesta e rifatta da chi mi segue.
Ogni volta che la nomino o la preparo poi devo dare la ricetta.
Perché dovete farla? Perchè facile, perché ha pochi ingredienti, perchè ve lo giuro piace a tutti, perchè è un peccato di gola ma fino ad un certo punto e perchè sembra una torta di quelle piene zeppe di burro e invece non è.
Ah tra gli ingredienti non troverete il cioccolato, ma il cacao e comunque se la farcite con la Nutella avete la mia benedizione.

Ecco la ricetta della torta al cacao senza burro e uova

I brownies vegani

Se siete alla ricerca di un dolce da urlo che però non sia nemmeno troppo pesante eccolo qua. L’unico problema è che vorrete mangiarlo tutto!
Provate questi brownies e ditemi sinceramente se notate la differenza con quelli classici.

Ecco la ricetta dei brownies vegani 

Gelatini

Questi biscotti ripieni di gelato – che poi gelato non è – sono il dolce che preparo più spesso durante l’anno perchè mette tutti d’accordo.
Potete fare i biscotti in casa (ahahaha state ridendo vi devo), oppure potete comprarli.
Se li comprate io vi consiglio i cookies americani o gli OroSaiwa con gocce di cioccolato perchè se una cosa bisogna farla bene…
Dimenticavo, il gelato in realtà non c’è in questa ricetta.
Quella che vedete in mezzo è panna montata che una volta congelata diventa un vero e proprio gelato. Provate per credere.

Ecco la ricetta dei gelatini
Ma provate anche la versione dei gelatini con i wafer
E già che ci siete anche i cookies con il gelato.

Torta Barozzi

Caffè e cioccolato fondente in una torta che sembra una Tenerina per la consistenza friabile all’esterno e cremosa nel cuore.
Non sento di dover aggiungere altro!

Ecco la ricetta della torta Barozzi

Finger tiramisù

Ero indecisa sull’ultima delle 5 ricette al cioccolato da inserire, ma poi ho pensato che una proposta veloce e alla portata di tutti doveva esserci e quindi ecco qui non una, ma ben due versioni dei miei finger tiramisù. Uno tira l’altro…
Finger tiramisù con i Pavesini
Finger tiramisù con gli amaretti anche noti come baci di dama facili

Buon San Valentino a tutti.
Mangiate cioccolato, baciatevi tante e siate felici!
Se siete single siate felici comunque anzi di più e mangiate cioccolato a volontà perchè male non fa.

Pasta e fagioli facile e veloce

Pasta e fagioli è una di quelle ricette che quando sei piccolo le odi, ma poi da grande le mangeresti ad ogni ora.
Io la faccio così, molto semplice e veloce e perdonatemi se compro i fagioli già cotti.
Sono una foodbogger, non sono una Santa!

Faccio una confessione

I puristi della pasta e fagioli con le cotiche non saranno d’accordo con questa mia versione semplificata, ma sono certa che tanti di voi che come me hanno voglia di cucinare piatti buoni, ma con una scorciatoia, annoteranno la ricetta.
Io faccio mea culpa, ma a volte compro i fagioli cotti e conservati in barattolo di vetro.
Quando sono super fortunata, però utilizzo quelli che mi regala mia suocera che li fa con la zucca. Che bontà!
Però, e qui datemi pure della pazza, la pasta fresca mi piace farla in casa perchè la voglio spessa, carnosa, che si senta.
Detto questo, andiamo avanti con la ricetta.

Ricetta della pasta e fagioli veloce

INGREDIENTI
Un barattolo di fagioli Spagna o cannellini da 350 g
Pancetta affumicata o guanciale a cubetti
Sedano, carota, cipolla e uno spicchio di aglio
Erbe aromatiche miste fresche (origano, maggiorana, salvia, timo, prezzemolo)
Olio, sale e pepe
Brodo vegetale insaporito con qualche pomodorino

INGREDIENTI per la pasta: 2 uova e 200 g di farina
oppure 250 g di maltagliati all’uovo freschi o confezionati

La pasta:
Basta mettere la farina a fontana su una spianatoia e aggiungere al centro le uova.
Lavorate per bene l’impasto con le mani e lasciatelo riposare per 30 minuti coperto con al pellicola.
Io lo stendo a mano con il matterello perchè mi piace spesso e gli do la forma di maltagliati. Vanno bene anche i tagliolini.
Una volta pronta la pasta copritela mentre preparate il resto.

I fagioli:
Per prima cosa soffriggete in una pentola dai bordi alti l’olio con sedano, carota e cipolla tritati e uno spicchio di aglio intero.
Aggiungete anche la pancetta e lasciate andare finché non sara dorata.
Poi scolate e lavate bene i fagioli e uniteli al soffritto. Se vi va profumate tutto con un trito di erbe aromatiche (maggiorana, salvia, prezzemolo, origani fresco e timo).
Dopo qualche minuto prelevate un parte di fagioli e sfumate il resto con il brodo vegetale.
Quando il brodo sarà arrivato ad ebollizione buttate la pasta e fatela arrivare a cottura.
A parte frullate i fagioli con del brodo caldo e aggiungeteli al resto.
Io non aggiungo il parmigiano, ma solo un filo di olio.

Monday I’m in love. 10 Canzoni nel cuore

In questo Monday I’m in love vi parlo di canzoni.
10 Canzoni che ho nel cuore.
10 canzoni perché 5 erano poche.
Questa non è una classifica, perchè non riesco a scegliere la mia preferita.
Sono semplicemente le canzoni della mia vita, quelle che mi raccontano.

Le amo tutte, per motivi diversi, perché mi ricordano momenti belli, perchè rappresentano una persona, un periodo particolare, un’emozione.
Sono quelle canzoni che mi mettono i brividi, che riconosco alla prima nota, che mi fanno venire la pelle d’oca, che mi fanno battere il cuore e mi catapultano nel passato.

Alcune mi danno una carica infinita, altre mi fanno piangere, altre mi fanno ballare, altre mi fanno sorridere.
Probabilmente tra una settimana ne avrei scelte altre 10, ma oggi, senza pensarci troppo, ho deciso che sono quelle giuste.
Partiamo subito con questa classifica non classifica del cuore.
Avrei pubblicato tutti i videoclip, ma Youtube non me lo permette.

I Beatles sono il primo gruppo, insieme alle Equipe84 e ai Rokes che ho scoperto da bambina.
Non è vero, ci sono stati prima i KISS e i Ricchi e Poveri, ma partiamo da qui che è meglio!
Non so quale canzone scegliere dei Beatles, ma mi butto su questa perchè amo i concerti a sorpresa, quelli organizzati sui tetti in particolare.
Non so se i Beatles siano stati i primi, ma di certo sono stati i primi nei miei ricordi di bambina.
Ogni volta che guardo questo video il mio unico pensiero è “Ma che culo quelli che c’erano!”

Ascolta con me: The Beatles – Don’t let me down

Quanto si divertono gli U2 ad apparire all’improvviso per strada, su un tetto, in metropolitana o in un centro commerciale?
Ma soprattutto, che culo hanno ‘sti presenti lo vogliamo dire? Lo so, è il mio unico pensiero. L’ho già detto.
Che dire degli U2? Sono per me un pezzo de core e quando penso a loro penso a mio padre che mi ha cresciuta con la musica, con i racconti del Cantagiro e dei suoi viaggi in autostop povero in canna per andare ai concerti all’estero e ripenso a me a 6 anni al cinema con lui a vedere il mio primo film: The Wall.
Ancora oggi alla tenera età di 60 e qualcosa anni mio padre suona e canta in un gruppo che si chiama Geriatrika – quando il nome di una band dice tante cose!
Con lui ho visto per la prima volta gli U2, il primo concerto vero della mia vita, a Reggio Emilia, a Campovolo. Capite.

Ascolta con me: U2 – U2 – Where The Streets Have No Name

For non blondes. Ve la ricordate lei che tipa assurda? Dread nei capelli e occhiali da aviatore.
Da ragazzina avrò cantato questa canzone a squarciagola e in lacrime per ore ed ore, giornate intere.
– che poi, il motivo per cui da ragazzine cantiamo piangendo e disperandoci verrà prima o poi spiegato dalla scienza –
Ovviamente conoscevo a memoria il testo, ma non mi sono mai preoccupata di capirne il significato. Piangevo e basta pensando all’ultimo belloccio figo della scuola che non mi cagava di striscio.
Non proprio ragazza popolare del liceo io. Secchiona sì, popolare no.
Ma comunque…sono cresciuta abbastanza equilibrata.

Ascolta con me: 4 Non Blondes – What’s Up

Non essendo appunto la ragazza popolare della scuola mi sparavo grandi film di rivincita di donne potenzialmente sfigate che poi hanno la gran botta di culo, incontrano un figo pazzesco che si innamora di loro e trovano pure il posto fisso.
Mai nessuno potrà superare nel mio cuore Melanie Griffith in “Una donna in carriera” e la colonna sonora mi mette una voglia di fare che sfiora quasi il delirio di onnipotenza.
Detto questo, Caffè, te, me?

Ascolta con me: Let The River Run – Carly Simon

Il figo di turno nella mia immaginazione era Jason Orange ai tempi dei Take That, poi Luke Perry ai tempi di Beverly Hills 90210, poi Peacy ai tempi di Dawson’s Creek e poi Brandon Boyd degli Incubus ormai in età adulta.
A 23 anni sono andata ad un concerto non so quante ore prima per arrivare sotto il palco.
Il concerto è iniziato e al minuto tre io ero in iperventilazione e poi sono svenuta proprio sotto il palco causa calca dietro di me. Breve storia triste.
Lui non mi ha fatta salire sul palco per ballare la sua canzone più romantica core a core per poi propormi di fuggire insieme in America per cavalcare le onde dell’oceano sul surf.
No, al concerto c’era anche la sua fidanzata modella stragnocca…sogni di ragazza infranti in una manciata di secondi e soldi buttati. Ma ricordo indelebile.

Ascolta insieme a me: Incubus – Megalomaniac

Poi ho iniziato a lavorare con la musica e per la musica e un giorno ho incontrato Ben Harper…nel senso che abbiamo fatto una rampa di scale insieme, o meglio io scendevo le scale di corsa perchè lui era dietro di me. Stavamo andando nello stesso posto e avevo paura mi chiedesse qualcosa.
Alla me giovane oggi direi “Peccato tu sia così scema!”
In pratica quel giorno lui era ospite a TRL in Duomo e doveva correre in via Mecenate per registrare un live per MTV.
Io lavoravo a quel live ed ero emozionantissima.
Avevo scritto la scaletta e anche la sua intervista. Dovevo solo prendere una cassetta da TRL per portarla da uno studio all’altro in una giornata delirante in cui sapevo che l’avrei visto…ma non immaginavo sarebbe capitato sulla rampa delle scale del centro sardo di Piazza Duomo a Milano.
Cosa ho fatto quando l’ho incrociato a mezzo metro? Semplicemente non ho fatto nulla, non l’ho salutato, non l’ho guardato, non ho parlato. Forse non ho nemmeno respirato.
Non so se l’ho raccontata bene questa storia, ma mi emoziono ancora adesso quando ne parlo.
Comunque poi lui quella sera ha cantato il mio pezzo preferito. Questo.

Ascolta con me: Ben Harper – Better way

Faccio un salto temporale e torno indietro di qualche anno per spiegare perchè con una laurea in legge sono finita a lavorare ad MTV.
Ero una ragazzina – sempre la sfigata e non popolare del liceo di cui sopra – in vacanza a New York con mio padre e in tv, su MTV, passavano il video di un pezzo cantato da tre ragazze bellissime e super stilose.
Premesso che io non avevo mai visto un video musicale forse nella mia vita, ma proprio non avevo idea di cosa fosse MTV a quei tempi.
Ricordo che ogni giorno durante quella settimana restavo incantata a guardare video di artisti per me sconosciuti come Seal che ai tempi cantava la colonna sonora di Batman e pensavo che sarebbe stato bello un giorno lavorare per quel canale.
Anni dopo, nel 1997 ero al Pop Mart Tour a Reggio Emilia (già detto sopra) e in quell’occasione venne lanciato un nuovo rivoluzionale canale musicale in Italia: MTV Italia. Quando dici, le coincidenze!
Mi ero appena iscritta all’università e dovevo ancora sostenere il primo esame, ma quel giorno capii che non avrei più fatto il notaio dopo la laurea.

Ascolta con me: TLC – Waterfalls

Comunque all’università ci sono andata e di quegli anni ho mille ricordi e mille canzoni in testa.
Una è questa e mi rivedo a ballare come una matta al Plastic nella serata del venerdì.

Ascolta con me: Franz Ferdinand – Take Me Out

No però aspettate un attimo perchè quando si tratta di ballare qui non si scherza per nulla.
Se mi chiedete “Qual è la tua canzone preferita da ballare?” io vi risponderò sempre e comunque Footlose.
E intanto che la linko mi faccio un balletto. Lo so che state alzando il volume anche voi.

Ascolta (e balla) con me: Footloose – Kenny Loggins

Concludo con una canzone importantissima nella mia vita per un sacco di ragioni, ma queste non ve le racconto perché sono molto, troppo personali.
Baci baci. Alla prossima settimana.

Meal prep rivisitato: come organizzo i miei pasti settimanali senza impazzire

Ho scoperto il meal prep lo scorso anno e per settimane ho guardato con ammirazione i video su YouTube di quelle che riescono ad organizzarsi la vita tanto bene preparando in anticipo tutti i pasti della settimana.

Ci tengo subito a rassicurarvi: io non ci riesco.

Il mio meal prep non è preciso preciso perchè:

Siamo in tre in casa e gli altri due vogliono essere sorpresi a tavola ogni giorno e soprattutto non sempre mangiano quello che mangio io. In effetti sapere la domenica sera esattamente cosa mangerò per i giorni a venire, a pranzo e a cena, a me mette un po’ d’ansia.
– Io e mio marito non mangiamo porzioni umane di verdure cotte quindi dovrei cuocere al vapore una cosa come 10 kg di broccoli, 10 di patate, 10 di carote e così via per coprire tutti i pasti settimanali. Poi comunque diffidate da chi vi dice che le verdure bollite restano ottime per cinque giorni in frigorifero.
– Sapere di aver già tutto porzionato mi mette tristezza e mi fa sentire perennemente a dieta. Voglio poter pensare di mangiare quello che voglio. Non so come spiegare!
– La carne e il pesce mi piacciono appena fatti e la pasta riscaldata non la tollero.
La colazione non si organizza. Non sai mai come ti sveglierai al mattino!

Le regole della mia organizzazione settimanale

– Faccio una spesa bella grande il sabato e qualche spesuccia durante la settimana se manca qualcosa o ho voglia di qualcosa.
– Tra sabato e domenica cucino quello che posso per la settimana, diciamo che mi porto avanti con il lavoro.
– Non so quello che mangerò dal lunedì al venerdì, ma so che avrò quasi tutto il necessario

Cosa compro e cosa ho sempre in dispensa

Compro

Verdure in quantità, ma quelle che si conservano a lungo.
Non mancano nella spesa del sabato: broccoli, finocchi, pomodorini, patate, cipolle, zucca, cavolfiori, carote, cicoria, bietola, verza, lattuga.
Frutta tanta e anche di più anche se non basta mai perchè in famiglia siamo grandi amanti delle mele e ne facciamo fuori un bel po’. Oltre alle mele spesso compro qualcosa di tropicale come il mango che è la mia passione e l’ananas e poi i frutti di bosco che mi piacciono tanto nello yogurt a colazione.
E poi ovviamente l’avocado, che inserisco nella frutta perchè è un frutto anche se un po’ strano. Ne prendo sempre un po’ e non troppo maturi. Li mangio sul pane o nell’insalata.
Yogurt. Sempre greco con 0% di grassi. Talvolta alternative allo yogurt come kefir e skir.
Latte. Io prendo un vegetale diverso ogni settimana, ma quello vaccino parzialmente scremato non manca mai perchè per macchiare il caffè non c’è storia, scusate!
Ma dai, il latte di riso con il caffè è un affronto e no…non si monta!
Carne. Principalmente bianca oppure del macinato per fare le polpette, ma solo se so che le preparerò il giorno stesso. Carne rossa quando ne ho voglia, ma la prendo al momento.
Pesce. In genere è surgelato, ma se sono libera vado il martedì o il venerdì in pescheria a prendere quello fresco. In genere compro un mix per preparare il sugo degli gnocchi, il piatto preferito di mio figlio.
Uova e formaggi. Le uova salvano sempre una cena a settimana. Io e mio figlio le amiamo al tegamino e mio marito strapazzate. Ne ho sempre una bella scorta in frigorifero anche per tutte le volte che voglio fare un ciambellone o i biscotti.
Formaggi sempre freschi e quasi sempre ricotta, feta e primosale.
Il parmigiano a tocchi così si può grattugiare o mangiare a pezzi.
Salmone affumicato. Si conserva a lungo quindi ne faccio sempre scorta.
Pane. A volte lo faccio con le farine integrali e di cereali, ma ho sempre una scorta di pane del fornaio affettato e surgelato, solo rigorosamente integrale a casa mia.
Lupini. Sì, lupini e non dite nulla. Grazie Sofia Bronzato!

Cosa ho sempre in freezer

– Pesce. Principalmente filetti di merluzzo, ma anche tonno e pesce spada.
Minestroni a volontà.
– Edamame, cioè fagioli di soia. Li ho scoperti da poco, ma ne sono dipendente.
Avanzi buoni delle cene con gli amici. Cannelloni, timballo, polpette e polpettoni…qualcosa c’è sempre perchè cucino in abbondanza per mettere da parte.
– Una bottiglia di limoncello e una di Jägermeister…perchè si!

Cosa ho sempre in dispensa

– Passata di pomodoro, molto spesso fatta in casa e ricevuta in dono.
– Conserve e confetture. Sempre doni. Vedi sopra.
– Filetti di tonno sott’olio, alici e sgombro. La salvezza nelle insalate, sulla pasta e sul pane.
– Legumi in vetro. Mi piacciono tutti, ma devo dire che ho una passione particolare per i ceci perchè faccio l’hummus un giorno si e uno no.
– Legumi secchi. Spesso sono fave perchè amo il purè con al cicoria.
– Pasta. Integrale sempre e anche artigianale. Da un po’ amo quella di legumi perchè mi sazia senza appesantirmi, si cucina in meno tempo e ha poche calorie.
– Cereali integrali (tutti quelli che trovo e anche dei mix)
– Latte a lunga conservazione
– Farine varie se mi viene voglia di fare torte, pane e biscotti e quindi anche lieviti di ogni sorta.
– Zucchero. Solo di canna e il miele per te e tisane
– Caffè, orzo, tè, infusi e tisane.
– Frutta secca e essiccata. Dovete averne sempre un po’ in casa per i momenti di fame improvvisa. Mandorle e noci a casa mia, ma anche datteri da inserire nella categoria frutta per attacchi di voglie golose improvvise. Solo datteri di Medjoul ovviamente!
– Spezie e erbe aromatiche secche per non aggiungere troppo sale alle mie ricette.
– Cioccolato. Vabè, davvero devo spiegare?
Cioccolato 75-80 % sempre. Almeno 6 tavolette a settimana perchè a casa ce lo litighiamo.
Io ne ho una scorta in un luogo nascosto, ma non ditelo a nessuno.

Cose per la colazione

Scusate ma alla colazione voglio dedicare un capitolo a parte perchè è il pasto più importante della mia giornata.
Io vado a letto ogni sera pensando già a quello che mangerò al mattino.
In genere a casa mia non manca mai il pane di segale, una crema di frutta secca come burro di arachidi o di mandorle o tahina e poi una confettura homemade.
Non manca nemmeno l’avena per le mattine in cui decido di farmi il porridge e i semi di chia che danno più sostanza al mio porridge.
Yogurt, latte e derivati li ho già citati sopra.
In genere a colazione mangio il pane tostato con crema di frutta secca e confettura e una tazza di latte e caffè.
Oppure yogurt con cereali o porridge, ma resto con una gran fame!

Organizzazione settimanale – cotture

Fino ad ora credi di aver detto tutto, ma perdonatemi se ho dimenticato qualcosa.
Passo all’organizzazione settimanale.
Io faccio poche cose che però mi semplificano la vita.
Eccole.

– Un giorno a settimana, in genere la domenica mattina, faccio bollire i cereali tipo riso, integrale o rosso, farro e orzo. Parliamo di circa 1 kg di cereali se non di più.
Ogni giorno a pranzo io e mio marito mangiamo una porzione di circa 50 g a testa con verdure e altro che ora vedremo.
 Si conservano in un contenitore ermetico per 5 giorno.
Appena cotti dovete scolarli e passarli sotto l’acqua fredda e lasciarli asciugare un po’ prima di riporli in frigorifero.

– Cuocio alcune verdure in forno. Amo per esempio il mix di patate e zucca, oppure i cavolfiori al curry, oppure le zucchine con le carote e la cipolla.
Ne faccio due o tre belle teglie e le conservo per al massimo tre giorni.
Posso utilizzarle per condire una pasta o i miei cereali del pranzo.
Potrei forse congelarli, ma non mi va.

– Cuocio in padella, cioè stufo o come si dice in gergo “soffoco”, le verdure in foglia.
In pratica io le lavo bene e poi le cuocio coperte solo con uno spicchio di aglio e un po’ di acqua a fuoco bassissimo finché non si ammorbidiscono.
Ne faccio tante e anche queste tra pranzo e cena per tre giorni bastano. Sì, queste potete congelarle.

– A volte preparo delle uova sode, ma le mangio nel giro di 48 ore.

Come mi organizzo ogni giorno

Colazione
Non la organizzo se non la sera prima e se mi prende la voglia di pancakes preparo subito l’impasto da cuocere al mattino (in genere per la colazione della domenica), oppure metto in frigo un overnight oatmeal, cioè il porridge senza cottura con fiocchi di avena, semi di chia, latte e cacao e al mattino aggiungo sciroppo d’acero e un cubetto di cioccolato, scaldo nel microonde e impazzisco di gioia.

Pranzo
Dal lunedì al venerdì è più o meno sempre lo stesso, ma non monotono come pensate. Mi piace variare.
In un piatto unico metto una porzione dei cereali che ho preparato, una porzione di verdure cotte e qualcosa di proteico che può variare tra legumi, ricotta, salmone, uova, fiocchi di latte o tonno.

Cena
In genere a cena ho più tempo per cucinare quindi un po’ di pesce o della carne riesco a farli in rapidità.
Vanno alla grande durante la settimana polpette bianche, pollo al curry e filetti di merluzzo con pomodorini.
In alternativa preparo un’insalata con legumi e feta, oppure un avocado toast con le uova.
Un po’ di pane e una porzione di verdure e il gioco è fatto.

Spuntini
Frutta fresca e frutta secca e yogurt.
La frutta io la mangio due volte al giorno e in genere fuori dai pasti ,a solo perchè io mi trovo meglio così e perchè mi piace mangiare poco e spesso.
Qualche volta mi preparo lo yogurt greco con il cioccolato fuso, in genere dopo l’allenamento.

E nel fine settimana che succede?

Il sabato a pranzo ci facciamo una pasta per tutti e tre o ci concediamo una porzione di qualcosa di buono dal freezer, tipo i cannelloni della mamma o il timballo della suocera.
A cena rigorosamente pizza o arrosticini con gli amici.
Domenica a pranzo un po’ quello che capita se non siamo fuori e a cena qualcosa di leggero se a pranzo ci abbiamo dato dentro.

Piccola postilla per le madri disperate
Non organizzo il meal prep per mio figlio perchè sarebbe una missione impossibile.
Vi sono vicina e sono una di voi.
No, mio figlio non mangia sempre cose fatte in casa con amore da me medesima.
Ci si prova, ma non sempre ci si riesce e non sempre ho tempo di essere una madre perfetta.
Se ve lo state chiedendo vi rispondo subito: sì, a volte mangia i tortellini confezionati, i bastoncini, i sofficini e le merendine, ma posso vantarmi di avere un figlio che non ama le bevande dolci, le caramelle e la Nutella – Ma di cosa mi vanto? Dovrei disconoscerlo per questo.
Ma mangia le patatine fritte, quelle del pacchetto, e io gliele rubo!

Monday I’m in love: 5 film del cuore (anni 80)

Blue Monday. In questo lunedì che dicono essere il lunedì più triste dell’anno anche se non ho capoto perchè, io sono alla ricerca della felicità.
E cosa ci rende più felici di un bel film del passato?

Riflettevo sul fatto che molti ragazzi di oggi, i famosi millenials, non hanno mai visto alcuni film della mia generazione.
Le mie nipoti, per esempio, 16 e 19 anni, non sanno cosa sia Grease. Ma siamo matti?
Per questo motivo io ho già proposto a mio figlio tutta la cinematografia dei miei tempi e anche quella precedente, da Ghostbuster a Grease, passando da American Graffiti ai Blues Brothers e Frankenstein Junior e sono felice di constatare che apprezza molto.

Ma veniamo a noi e parliamo di quelli che per me sono i 5 film del cuore degli anni 80.
Film che guardo e riguardo quando li danno in tv oppure in dvd o in vhs – tutti qui sappiamo di cosa sto parlando quando dico vhs vero?

Peggy Sue si è sposata
Al quinto posto metterei Peggy Sue si è sposata, anno 1986.
Un film di Francis Ford Coppola che racconta di un viaggio nel tempo e di una storia d’amore.
Protagonisti una meravigliosa Kathleen Turner e un giovane Nicolas Cage.
Amo questo film perchè è stato il primo affittato in dvd. Ricordo che mio padre me ne aveva parlato e io volevo vederlo a tutti i costi solo che nella videoteca avevano dovuto ordinarlo perchè non c’era e dato che ogni giorno mi presentavo per avere notizie del dvd ero diventata per tutti Peggy Sue.
Nota: colona sonora pazzesca

Splash una sirena a Manhattan
Al quarto posto nel mio cuore c’è Splash una sirena a Manhattan, anno 1984.
Un film di Ron Howard con un giovanissimo Tom Hanks.
Che dire di un film che parla di una sirena? Io da piccola ero affascinata dalle storie di sirene e quindi questo film mi ha letteralmente lasciata senza fiato. Credevo che Daryl Hannah fosse davvero una sirena perchè la sua coda era meravigliosamente realistica e immaginavo che un giorno guardando il mare ne avrei vista una anche io.
Amo questo film oltre che per la storia anche per i capelli di Daryl Hannah. Un frisè pazzesco da vera sirenetta. Ma poi, mi spiegate perchè le sirene hanno sempre il frisè e invece io quando esco dall’acqua sembro una scopa bagnata?
Nota: credo ancora nell’esistenza delle sirene!

Ritorno al futuro
Al terzo posto c’è Ritorno al futuro, ma solo il primo perchè gli altri due non mi hanno fatta impazzire.
Film di Robert Zemeckis del 1985.
Anche qui parliamo di viaggi nel tempo, altra cosa che mi ha sempre affascinato, ma non quanto le sirene.
Avrò visto questo film milioni di volte e continuo a guardarlo tutte le volte che lo danno in tv.
Amo questo film perchè mi piace moltissimo l’ambientazione anni 50-60 e credo che prima o poi viaggeremo nel tempo, spero anche noi con una Delorian.
Nota: ero follemente innamorata di Michael J. Fox e guardavo tutti i suoi film.

Piramide di paura
Al secondo posto sono indecisa tra Flashdance e Piramide di paura, ma credo sceglierò il secondo. Film di Barry Levinson del 1985.
Racconta la storia di un giovane Sherlock Holmes alle prese con il suo primo caso.
Amo questo film perchè mi piacciono i gialli e perchè in qualche modo c’entrano l’Egitto e un’antica leggenda, altra mia fissa.
Nota: amavo follemente anche Nicholas Row, l’attore che interpretava Holmes, perchè era uguale ad un ragazzo del mare che mi piaceva.

Bella in rosa
Al primo posto, indiscusso, senza alcun dubbio e senza esitazioni c’è nel mio cuore Bella in rosa.
Film del 1986 di Howard Deutch.
Una commedia sull’amore adolescenziale che ha come protagonista l’idolo di noi ragazzine degli anni 80: Molly Ringwald.
Io, rossa di capelli come lei, sognavo un giorno di diventare figa e stilosa come lei e speravo di incontrare anche io un Blane che mi amasse tanto da rinnegare la sua ricchissima famiglia e da sfanculare i suoi amici snob.
No, non sono mai diventata figa e stilosa come lei, ecco perchè continuo a guardare quel film.
Amo questo film per la scena in cui lei cuce l’abito rosa per il ballo, un vestito super anni 80 a tubo che le stava veramente male, ma che io sogno nel mio guardaroba!
Nota: Quando avevo i capelli corti mi sentivo molto Molly Ringwald!

Ora vi vedo già smanettare sul pc alla ricerca di questi film da guardare in streaming.
Fatelo, fatelo assolutamente questa sera per dare un calcio nel sedere a questo triste lunedì!

La mia pavlova facile (con e senza uova)

Oggi parliamo di una ricetta che spopola sul web e che incuriosisce e spaventa allo stesso tempo: la plavlova.
Non la conoscete? Pazzi.

Una super meringa

La pavlova è proprio questo, una meringa gigante che diventa la base per una torta.
È bella, friabile , leggera e tutta bianca – non proprio bianca bianca, ma se aumentate l’esposizione nelle foto sarà bianchissima ahahahah! – e può essere farcita in tanti modi.
Io la amo con la crema e la frutta oppure con la panna montata.
La cosa bella di questo dolce è che se anche la consistenza non dovesse venire perfetta dopo la cottura – e con le meringhe può succedere – la soluzione c’è. Basta coprire tutto con la panna e non se accorgerà nessuno! 
Lo so, lo so che non dovrei suggerirvi di fare certe magagne, ma è inutile mentire.
I pasticci li facciamo tutti in cucina, io per prima!

Ricetta della pavlova

INGREDIENTI
150 g di albumi
150 g di zucchero (oppure 70 di zucchero a velo e 80 di semolato)

Iniziate montando con le fruste elettriche o in una planetaria gli albumi (circa 4) con poco zucchero a velocità media. Attenzione il peso degli albumi deve essere preciso e deve essere uguale a quello dello zucchero.
Aggiungete pian piano altro zucchero fino ad ottenere un composto lucido, bianchissimo e compatto.
Con una sac a poche o con un cucchiaio disponete la meringa su una placca da forno dandole una forma circolare e infornate in forno caldo a 120° statico e con cottura sia dall’alto che dal basso per circa 75 minuti.
Poi spegnete e aprite leggermente il forno e lasciate raffreddare completamente così la meringa.
 Estraetela dal forno e lasciatela su un ripiano senza coprirla. Resta perfetta per un paio di giorni, ma se la farcite dovete servirla nel giro di poche ore perchè perde di croccantezza.

Come la preparo io

Vi dicevo prima che mi piace molto la versione con la crema pasticcera, ma solo quando ho voglia di farla.
In alternativa uso la panna montata, tanta panna montata.
La compro fresca e aggiungo lo zucchero perchè quella da montare già pronta non mi fa impazzire anche se mantiene la consistenza più a lungo, lo ammetto.
Una volta distribuita la panna sulla pavlova nella maniera più elegante possibile aggiungo la frutta mista ben tagliata e do una spolverata di zucchero a velo.
I frutti rossi secondo me sono perfetti sulla pavlova, un po’ perché essendo acidini contrastano la dolcezza della meringa, un po’ perchè i colori bianco e rosso insieme sono meravigliosi.
Potete giocare anche con i frutti tropicali, per esempio mango, ananas, kiwi, alchechengi e papaia e poi decorare con la polpa del passion fruit.
Ci stanno molto bene anche delle foglioline di menta per dare un tocco di verde.
E se siete dei super golosoni, invece, una generosa quantità di crema di nocciole colata sulla panna e via. La gioia!

Pavlova vegana

E se non voglio usare le uova?
Ora vi svelo un segreto che si chiama aquafaba.
Non è un’acqua magica che nasce dalle sorgenti di un bosco della Norvegia con la benedizione delle Fate del nord, ma semplicemente acqua di cottura dei ceci o meglio acqua di conservazione.
Prendete i ceci cotti e conservati in vetro, scolateli e utilizzate l’acqua per fare la meringa. Non ci credete eh? Provate per credere.
Occhio che con i ceci cotti in casa non funziona. Sono sincera!

Come fare la meringa vegana

Montate con le fruste elettriche 150 g di aquafaba con 150 g di zucchero a velo e otterrete un composto soffice e compatto come quello che si fa con gli albumi.
Utilizzatelo o per fare le meringhe, o per comporre la base di una pavlova.