Archivio dell'autore: Giorgia Di Sabatino

Torta allo skyr con lamponi

Avevo voglia di una torta allo yogurt, ma avevo solo lo skyr.
Da oggi non farò mai più una torta con lo yogurt! Solo skyr per me grazie.

Semplice e sofisticata

Definirei questa torta semplice e sofisticata.
Semplice perchè gli ingredienti e il procedimento sono facili facili, sia perchè il sapore è quello di un dolce semplice e casalingo, sia perchè ha un aspetto che sa di coccola, di buono, di confortevole.
Però è anche un dolce sofisticato perchè per me l’abbinamento cioccolato fondente-lamponi è qualcosa di elegante, di complesso, diciamo pure per intenditori.

Lamponi mon amour

Compro lamponi ormai tutte le volte che li trovo, anche se costano un occhio della testa.
Mi piacciono con il kefir, schiacciati dentro a tirar fuori tutto il loro succo, con lo yogurt greco e il cioccolato fuso (mia merenda preferita dell’anno) e anche nell’insalata con la feta.
Noterete che la Grecia vince a mani basse sulla mia tavola!
In questa torta i lamponi non sono solo il frutto fresco che ho messo nella decorazione, ma anche il gusto dello skyr. Potete farla anche con lo skyr bianco, ma perchè non strafare?

Dove trovo lo skyr

Ho detto skyr, non kefir. Non confondetevi!
Io lo compro sempre e lo trovo in tutti i supermercati.
Il mio skyr preferito è quello Lidl e il mio gusto preferito è, indovinate un po’, lamponi.
Mi piace perchè e più denso di uno yogurt normale, ma meno corposo di quello greco, è vellutato, non troppo acido e nemmeno troppo dolce.
Provatelo e provate questa torta.

Ricetta delle Torta allo skyr con lamponi

INGREDIENTI

Utilizzate un bicchiere di carta come misurino o un vasetto di yogurt

  • 1 bicchiere di skyr ai lamponi (lo skyr si trova in confezioni da 500 g)
  • 1 bicchiere scarso di olio di cocco (burro di cocco sciolto)
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 3 uova
  • 3 bicchieri di farina
  • 1 bustina di lievito
  • un cestino di lamponi freschi
  • 100 g di gocce di cioccolato (ma quelle belle grosse)

PREPARAZIONE

Montate le uova con lo zucchero e poi aggiungete lo skyr e l’olio.
Potete utilizzare le fruste elettriche, una planetaria o anche una frusta a mano.
Aggiungete poi la farina setacciata con il lievito e mescolate.
Versate il composto in uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro unto con olio di cocco e infarinato e versate i lamponi lavati e asciugati sulla superficie della torta.
Con le dita fateli sprofondare nell’impasto, ma non troppo.
Con le gocce di cioccolato un po’ infarinate decorate la torta e infornatela a 180° in forno ventilato per circa 45 minuti.

L’ingrediente jolly: le mandorle

O meglio, la farina di mandorle.
Preparatela voi semplicemente tritando finemente delle mandorle spellate.
Ne basta una manciata, circa 50 g.
Aggiungetela al composto per un tocco di sapore e profumo in più.

Il consiglio in più

Con lo stesso impasto potete fare dei muffin.
Saranno deliziosi, ognuno con i suoi lamponi sopra e il cioccolato.
Per renderli più belli e vari potete mettere su alcuni il cioccolato fondente e su altri quello bianco.

 

Il post definitivo sulla torta di mele

La prima ricetta preparata nella mia vita è stata la torta di mele perchè mia nonna Emilia era la regina delle torte di mele. Ovviamente non ho mai e dico mai cucinato una torta di mele buona come la sua!
Le mie torte di mele sono davvero buone, lo ammetto, ma non so come dire…mi chiedo sempre cosa manchi per sfiorare quell’ambita perfezione.
Ho sempre utilizzato solo mele golden, vantandomene pure un sacco come fosse il segreto di Fatima per la torta di mele top, ma poi mi sono bastate 24 ore in Val di Non ospite di Melinda per capire che ho sempre sbagliato e che forse la mia torta di mele non è mai abbastanza buona come quella di mia nonna solo perchè non ho mai usato le mele giuste.
E quali sono queste mele? Ora ve lo dico.

Qualche indizio nella foto!

Ad ogni ricetta la sua mela

Partiamo dal principio: esistono tanti tipi di mele e non tutte si possono utilizzare per fare torte.
La red delicious e la Fuji (la mia preferita dopo la golden) sono ottime da mangiare a morsi e con la buccia.
La Gala è perfetta per il succo di mele, che no, purtroppo non ha nulla a che fare con la centrifuga. È una delle cose più buone che io abbai mai assaggiato nella mia vita. Vi dico solo che stavo per comprare una pressa speciale per farlo, ma mi hanno dissuasa. È troppo grande per tenerla in casa!
La Evelina è perfetta per macedonie e insalate.
E poi c’è la renetta, la vera mela per le torte e per tutte le cotture al forno.
E la golden? Sì, anche lei come la renetta, ma un po’ meno.

La combinazione magica

La renetta è la mela delle torte di mele, ma da sola non basta.
Gli esperti di mele di Melinda (chi può saperne più di loro?) mi dicono che il segreto è aggiungere alla torta anche una mela golden “un po’ andata” che non vuol dire marcia e con i buchi, ma semplicemente un po’ secca e con le rughe.
Questo perchè la renetta contiene acqua e ha un retrogusto acidulo, mentre la golden vecchia di acqua ne ha meno ed è molto dolce.
Quindi, renetta+golden per una torta di mele da sballo!

Sapete come si conservano le mele?

La domanda che tutti mi hanno fatto al ritorno dalla mia gita in Val di Non ai meleti di Melinda è stata: ma le mele vengono raccolte tutto l’anno?
In effetti anche io ho sempre avuto questo dubbio e finalmente ho capito tante cose.
Le mele vengono raccolte quando è il momento giusto, come tutti gli altri frutti del resto, e il momento giusto è la fine dell’estate, settembre-ottobre.
Melinda le raccoglie tutte e le porta in un posto davvero speciale e magico che ho avuto il piacere di visitare. Si tratta di una sorta di miniera sotterranea delle mele (mi piace raccontarvela chiamandola così), che si presenta come un reticolato di tunnel che scavano la montagna e che ospitano delle celle dove vengono conservate le mele ad una temperatura di 1° per poter mantenere inalterate le loro proprietà fino a 12 mesi.
Sembra incredibile eppure io ho provato con mano, o meglio ho assaggiato, e posso assicurarvi che le mele sono croccanti e succose esattamente come appena raccolte.
Giorno dopo giorno, queste mele vengono prelevate un po’ alla volta, vengono selezionate dagli occhi attenti delle signore dell’azienda per scartare quelle che hanno qualche difetto, vengono lavate ed etichettate una per una prima di arrivare nei supermercati e nei negozi ortofrutticoli.

Non vi dico che freschino in questa grotta!

Solo mele grandi per me

Se avete seguito le mie stories si Instagram (@cookthelook) avrete visto che ho una leggera ossessione per le mele enormi. Sotto i 250 g non parliamo di vere mele per me.
In questo tour ho scoperto che non sono pazza, ma che le mele davvero vengono divise a seconda delle dimensioni e a me piacciono quelle che hanno la circonferenza 90, specialmente se sono golden. Esatto, praticamente dei meloni!

Quella rossa pesa solo 250 g. Non va bene!

La torta di mele della signora Cristina

Ora però passiamo alle cose serie e cioè alla ricetta della torta di mele della signora Cristina che è la titolare dell’agritur Renetta che mi ha ospitata. Un posto magico che vi consiglio di visitare se passate in zona. Vale la pena anche solo per la colazione: una tavola imbandita con torta di mele, macedonia, il pane fatto da lei, le brioche fatte da lei, le confetture fatte da lei e un succo di mela senza zucchero preparato solo con una speciale pressa.
Parliamo anche del crumble appena sfornato? No, non aggiungo altro se non la ricetta della sua torta che è quella che vedete in foto e che io ho provato a replicare, anche se la sua è decisamente più bella!

La Signora Cristina dell’Agritur Renetta (anche sosia di Milena Gabanelli)

INGREDIENTI

3 uova
125 g di zucchero
120 g di burro morbido
200 g di farina 0
2 mele renette
2 mele golden vecchie
2 cucchiai di latte
un pizzico di sale
una bustina di lievito
2 cucchiai di zucchero per guarnire

PREPARAZIONE

Sbucciate le mele e tagliatele a fette abbastanza sottili. Io ho utilizzato il taglia-mela (#maipiusenza) perchè toglie il torsolo e affetta alla perfezione. Poi basta solo sbucciare e tagliare gli spicchi più sottili.
Per l’impasto, montate il burro morbido (a pomata, non sciolto) con lo zucchero.
Aggiungete le uova e il latte e poi sempre montando la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Potete aromatizzare anche con la scorza di limone grattugiata.
Versate il composto in uno stampo per torta da 24 cm di diametro ricoperto con carta forno bagnata e strizzata. potete in alternativa imburrare e infarinare lo stampo.
Infilate le mele nell’impasto disponendole una accanto all’altra di taglio.
Cospargete tutto con lo zucchero e infornate a 180° per circa 35 minuti.
Se la torta dovesse risultate troppo dorata in superficie dopo 15-20 minuti, copritela con la carta argentata e proseguite con la cottura.

La signora Cristina ha diposto meglio le fette. Io ero impaziente di infornare!

Come ho potuto vivere senza?

Ancora torte di mele

Ora, se ancora non ne avete abbastanza di torte di mele, date un’occhiata a questa carrellata di ricette già pubblicate sul blog.
La torta di mele di nonna Emilia è buonissima, ma tra tutte non saprei dire quale sia la migliore. Anche se… ho sempre sbagliato usando solo le mele golden!

Torta di mele di Nonna Emilia 

Torta di mele cremosa

Torta mele e mascarpone

Sfogliata di mele

Torta di mele vegana

Crostata sbriciolata di mele

 

 

Questo post è stato sponsorizzato da Melinda

Monday I’m in love: Aloe a colazione

Ve ne parlo da settimane ormai quindi direi che è giunto il momento di mettere tutto nero su bianco perché le domande sono tante e le mie risposte sono state poche. Perdonatemi.
Oggi parliamo dell’aloe e del perchè io da due anni non smetto più di bere questo succo ogni mattina.

Cos’è l’aloe

L’aloe è prima di tutto una piantina grassa (oddio non so se sia grassa o meno!) molto carina che potete acquistare e tenere in casa perchè oltre ad essere adorabile e decorativa ha anche un sacco di proprietà.
All’interno delle sue foglioline cicciottelle infatti ha una specie di gel che può essere utilizzato in tanti modi. Per prelevarlo basta recidere la foglia dal basso e poi dividerla a metà.

5 modi di utilizzare il gel di aloe

Il gel prelevato dalla foglia di aloe può essere ingerito, ma attenzione perchè potrebbe avere un leggero effetto lassativo. In realtà molti lo assumono proprio per questo motivo però!
Prelevatelo e conservatelo in un barattolo di vetro ben chiuso in frigorifero per due settimane al massimo e utilizzatelo in questi 5 modi:
– strofinate denti e gengive perchè il gel disinfetta e disinfiamma
– preparate impacchi per capelli perchè il gel idrata e illumina
– applicato sul viso per 10 minuti è un’ottima maschera naturale energizzante
– è un ottimo rimedio su ferite e scottature della pelle
– ha un effetto lenitivo e cura le punture di insetti

Il succo di aloe

Io non ho una piantina di aloe, ma compro il succo in erboristeria.
Non prediligo una marca in particolare, mi basta che sia puro e con la polpa, anche se la presenza della polpa non incide particolarmente sull’efficacia. A me semplicemente piacciono i pezzettini, tutto qui!
Esistono in commercio anche dei succhi aromatizzati e devo dire che ho provato quello alla pesca e quello al mango e sono molto buoni, ma contengono molto spesso dello zucchero e io preferisco assumere il succo puro, anche se un po’ meno gustoso…anzi a dirla tutta, abbastanza imbevibile!
Sì, inutile mentire, il succo di aloe è cattivo, però fa bene, ve lo giuro ed è per questo che una tipa incostante cronica come me lo beve ogni giorno e non salta mai l’appuntamento.
Se non posso portare il succo con me perchè magari sono in viaggio, per qualche giorno lo sostituisco con delle capsule.

I benefici che ho riscontrato io:

– I miei capelli crescono alla velocità della luce e così anche le unghie (ovvio, anche i peli!)
– Con l’aloe soffro molto meno di disturbi intestinali
– È una mano santa per chi soffre di stipsi ed emorroidi!
– Grande energia già al risveglio
– Digerisco anche i macigni

Come assumo il succo di aloe

Al mattino appena sveglia mi precipito in cucina, apro il frigo e mi verso nel misurino i miei 40 ml di aloe. Non diluisco perchè se già fa abbastanza schifo così, figuriamoci cosa vuol dire bere un bicchiere intero di questa roba.
Quindi il mio consiglio è di non pensarci troppo, one shot, e via, buttatelo giù senza indugio.
Che poi, ora sto facendo terrorismo psicologico, ma a qualuno piace pure questo sapore leggermente agrumato e un po’ erboso.
Io sono sincera, alcuni succhi sanno di pomodoro andato a male, ma altri sono abbastanza buoni tipo quello di Zuccari e Matt, due marche che trovate in erboristeria e nelle parafarmacie.
Poi c’è Forever, è il marchio più famoso in fatto di aloe, che potete acquistare da venditori autorizzati e anche online, ma ance lì solo tramite venditori. Occhio perchè su Amazon trovate spesso delle imitazioni. Io eviterei.
Forever costa più degli altri, pare essere il top del top, ma il succo puro non ha un gran sapore. Quello alla pesca invece è strepitoso e ve lo consiglio.

Succo e bevanda

Attenzione, quando parliamo di succo di aloe intendiamo il succo puro.
Esistono in commercio anche delle bevande all’aloe aromatizzate e zuccherate che però nulla hanno a che vedere con quanto detto fin qui.
Cercate il succo puro e iniziate la vostra cura.
Sono curiosa di sapere cosa ne pensate. Tenetemi aggiornata!

Sformato (gateau) di patate

Quando mi avanzano delle patate e qualche affettato in frigo io preparo il gateau di patate.

In realtà dalle mie parti si chiama sformato e non gateau, ed è forse un po’ diverso da quello tradizionale. Il mio, poi, è tutto strano perché è fatto un po’ “a occhio”, diciamo così!

Gateau di patate

Potrei dire con assoluta certezza che questo è uno dei miei piatti preferiti perché è semplice, rustico ed economico. Amo che sia croccante fuori e morbido e filante dentro. Quando voglio prepararlo per un’occasione un po’ importante lo faccio in monoporzioni e il figurone è assicurato.

Ditemi se esiste qualcuno al mondo che non ama il gateau di patate.
Impossibile. Piace ai bambini, ai grandi, ai vegetariani se si prepara senza affettati, ed è un piatto completo perfetto anche da portare a lavoro nella schiscetta.
Vabè, io lo mangerei a ogni ora del giorno, l’avete capito vero?

Questa è la ricetta un po’ improvvisata che preparo con quello che ho.
Come formaggio uso quello che mi avanza. Una volta ho fatto un gateau straordinario con i Babybell per intenderci.
Come affettati vi sconsiglio il prosciutto crudo e invece voto fortissimamente per la mortadella e il salame.

INGREDIENTI dello sformato di patate

6 patate medie (quelle che avete in casa)
1 uovo grande
50 gr di formaggio morbido tipo fontina
1 mozzarella
100 gr di mortadella o prosciutto cotto o salame a fette spesse
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
pan grattato qb
burro qb
sale e pepe
prezzemolo

PREPARAZIONE

Fate bollire le patate con la buccia partendo da acqua fredda.
Quando saranno morbide fino al cuore scolatele e ancora calde passatele in uno schiaccia-patate, oppure sbucciatele e schiacciatele con la forchetta.
NON FRULLATELE!
Aggiungete poi gli affettati (un tipo o tutti e tre) e il formaggio a pezzetti, il parmigiano, l’uovo sbattuto, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe, una noce di burro e la mozzarella sfilacciata a mano.
Mescolate bene e versate il composto in una pirofila ben imburrata e spolverizzata con pan grattato.
Cospargete la superficie con fiocchetti di burro e pan grattato e infornate a 200° per circa 30 minuti.

L’ingrediente jolly

A me piace aggiungere altre verdure che possono essere in foglia come spinaci e cicoria, oppure zucchine e carote, sempre precedentemente sbollentate.

Il consiglio in più

Volete uno sformato dal cuore morbido?
Versate una parte di composto nella pirofila, coprite con delle fette di fontina o taleggio e completate con il composto mancante.
Infornate e gustate!

Peperoni in padella con capperi e alici

Vado pazza per i peperoni e lo confesso, li mangio anche fuori stagione.
Mi piacciono in tutte le salse, ma la ricetta che proprio mi fa andare fuori di testa è quella che vi propongo oggi, che poi è forse la più semplice.

Gialli, verdi o rossi?

A me piacciono tutte le varianti di colore, ma faccio una distinzione per ricette.
I gialli e i verdi in generi li mangio crudi nelle insalate o li cuocio in padella.
I rossi quasi sempre al forno con le patate (e le salsicce!) e molto spesso in combinazione con i verdi.
Però, detto tra noi, utilizzateli anche tutti insieme perchè il giallo e il rosso sono dolci e il verde più amaro e si compensano. Vi do la mia benedizione!

Peperoni in padella con capperi e alici

INGREDIENTI
2 peperoni gialli
1 cipolla
olio evo
sale
prezzemolo
una manciata di capperi sotto sale
2-3 alici sott’olio

PREPARAZIONE
Lavate i peperoni, svuotateli dei semini e tagliateli a listarelle non troppo sottili o a pezzetti.
Tritate al coltelo una cipolla.
Sciogliete le alici con olio caldo in una padella antiaderente.
Aggiungete la cipolla e i peperoni e cuocete tutto.
Il fuoco deve essere abbastanza vivace e i peperoni vanno saltati continuamente.
Aggiungete a metà cottura dei capperi ben lavati e asciugati e un pizzico di sale.
Sono pronti quando prendono colore, ma non perdono eccessivamente di consistenza.
A ,e piacciono così, ma potete andare avanti con la cottura finché non saranno morbidissimi.
Completate con del prezzemolo tritato al coltello.

L’ingrediente jolly: uvetta e mandorle

Potete rendere questo contorno leggermente agrodolce con un po’ di zucchero e aceto, ma a me piace molto di più con l’uvetta e le mandorle in scaglie.
Basta ammorbidire l’uvetta in acqua fredda e poi strizzala e cuocerla con i peperoni.
Alla fine servite tutto con delle mandorle in lamelle precedentemente tostate in padella.

Il consiglio in più

Se non avete voglia di cuocere i peperoni in padella perchè non potete seguire la cottura, metteteli in una teglia da forno con cipolla tritata, olio e capperi e fateli andare a 200° per 30 minuti in forno statico.
Sono ottimi anche su un bel bruscehettone caldo o come condimento di una pasta corta.

Gamberi al forno con il limone

Quando pubblico ricette molto semplici in genere le cucinate in tempo record.
Ecco, diciamo che vedo già questi gamberi al forno sulle vostre tavole.

Code di gamberi…dall’Irlanda

Un, due tre… è il momento di prendere appunti per andare a fare la spesa.
Bè, questa spesa sarà molto leggera perché gli ingredienti sono pochissimi e secondo me, a parte i gamberi, avete già tutto in casa.
Se non amate i gamberi usate le mazzancolle e se non li trovate freschi provate con i surgelati.
Io ho comprato delle code di gamberi irlandesi, ma solo perchè non sono molto brava a scegliere il pesce e mi sono lasciata convincere dalla provenienza.
L’Irlanda…io ho i capelli rossi…mi dicono tutti che sembro irlandese. Mi sembra un ottimo motivo per selezionare gli ingredienti di una ricetta, no?
Ah, la professionalità di una foodblogger, questa sconosciuta!

Ricetta dei gamberi al limone

INGREDIENTI
10 code di gamberi
1 limone
pangrattato qb
sale e pepe
prezzemolo
olio evo

PREPARAZIONE
Pulite le code di gamberi lasciando la corazza solo nella codina finale.
Eliminate il filetto nero sul dorso e tamponatele per bene con carta assorbente.
Conditele con olio e succo di mezzo limone e poi passatele nel pangrattato.
Disponete sulla base di una teglia da forno le fettine sottili del mezzo limone rimasto e sistemate sopra i gamberi.
Un pizzico di sale e pepe, prezzemolo tritato, un filo di olio e in forno a 200° per 15 minuti.

L’ingrediente jolly: l’avocado

Io accompagnerei questo gambero con una crema di avocado, tipo guaiamole, ma molto più semplice. Silo polpa di avocado schiacciata con la forchetta e condita con sale e limone.

Il consiglio in più

Potete servire questi gamberi come spiedini, magari per un aperitivo in piedi.

Sformato di zucchine

Ricetta appena fatta, fotografata e assaggiata.
La scrivo subito perchè so che vi piacerà. Quando dici, la dedizione al lavoro…

Non è una frittata

Ecco, specifichiamolo subito.
Sembra, ma non è. Si tratta di un incrocio tra una torta salata e uno sformato.
Nell’impasto ci sono farina e lievito e quindi il senso è che ne venga fuori una sorta di pane, ma pane non è. Ma insomma cos’è?
Dipende un po’ da voi. Se mettete dentro più zucchine del previsto sarà uno sformato, se ne mettete meno sarà una torta salata, se mettete meno farina sarà una frittata.
Vi dico cosa ho fatto io intanto: ho abbondato con le zucchine.

Tutto in forno in un colpo solo

Evviva si, non bisogna cuocere nulla a parte!
Avete capito bene, le zucchine non vanno cotte prima, ma si aggiungono al resto da crude.
Che poi, le avete mai mangiate le zucchine crude nell’insalata? Io ne vado matta. Provatele.

Ricetta dello sformato di zucchine

INGREDIENTI
2 uova
100 g di ricotta di mucca
2 zucchine grandi
70 g di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate (non lievito di birra)
sale e pepe
prezzemolo
Parmigiano grattugiato qb

PREPARAZIONE
Lavate e tagliate le zucchine a rondelle sottili con una mandolina.
A parte sbattete le uova con la ricotta, il sale e il pepe.
Aggiungete al composto la farina setacciata con il lievito e poi le zucchine e mescolate.
Versate tutto in uno stampo rotondo (22 cm di diametro) rivestito con carta forno e cospargete la superficie con il parmigiano.
Cuocete a 180° per circa 25-30 minuti.

L’ingrediente Jolly: La cipolla
Lo sapete che io la metterei da tutte le parti, un po’ come l’aglio.
Affettatela sottilmente sempre con la mandolinata e aggiungetela all’impasto.
Se non volete uno sformato troppo cipolloso allora provate a dargli solo un po’ di colore e un pizzico di sapore in più con l’erba cipollina.

Il consiglio in più
Se volete preparare una vera e propria torta salata con tanto di pasta alla base, sapete cosa potete fare? Stendete un rotolo di brisè sullo stampo, bucherellatelo con la forchetta e poi versateci dentro l’impasto preparato.
Cuocete in forno a 200° per 35 minuti e otterrete una sorta di quiche.
Non vi consiglio la pasta sfoglia perché non la amo molto, ma voi fate come preferite!

Muffin acqua e limone

La torta all’acqua calda è una delle ricette più lette e rifatte del blog, ecco perchè ho deciso di preparare qualcosa di molto simile, cioè questi muffins acqua e limone che hanno un impasto leggero e una consistenza super soffice. Li adorerete!

Senza burro e senza latte

In questa ricetta ci sono le uova come anche in quella della torta, quindi non si tratta di un dolce vegano, anche se mancano burro e latte che sono sostituiti da olio e acqua.
Potete utilizzare un olio di semi delicato o un olio extravergine di oliva dal gusto fruttato.
L’acqua, invece, deve essere a temperatura ambiente e naturale e se volete potete sostituirla completamente con il succo di limone. Otterrete muffin più umidi e dall’intenso gusto di limone…o arancia. Sì potete utilizzare anche altri agrumi!

Ricetta dei muffin acqua e limone

INGREDIENTI
2 uova
150 g di zucchero
80 g di olio di semi
80 g di acqua naturale a temperatura ambiente
una bustina di lievito
160 g di farina 00 (o anche 0)
un limone (succo e scorza)
estratto di vaniglia qb

PREPARAZIONE
Montate molto bene le uova con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche.
Aggiungete 80 g di olio di semi (o olio di cocco) e 80 g di acqua naturale a temperatura ambiente.
Montate ancora per bene e aggiungete due cucchiai di spremuta di limone e la scorza del limone grattugiata.
Setacciate a parte 160 g di farina 0 (o anche 00) e una bustina di lievito e aggiungete agli altri ingredienti.
Infine, se vi piace, profumate tutto con dell’estratto naturale di vaniglia o con dei semi.
Distribuite il composto in uno stampo da muffin oliato e infarinato o riempito con pirottini di carta.
Cuocete a 180° per 30 minuti circa in forno statico già ben caldo.
Decorate con lo zucchero a velo.

L’ingrediente jolly: le mandorle

Ho deciso che da oggi aggiungerò alle ricette un ingrediente in più che potete scegliere se utilizzare o meno.
In questo caso si tratta delle mandorle che con il gusto del limone stanno benissimo.
Potete aggiungerle a lamelle sui muffin prima di cuocerli oppure potete utilizzare nell’impasto un cucchiaio di farina di frutta secca preparata semplicemente tritando finemente delle mandorle.
Mandorle con o senza pellicina? Non fa differenza. Cambia solo un po’ il colore e la grana della farina. Per me vanno bene entrambe.

Il consiglio in più: lo sciroppo

Potete preparare uno sciroppo con succo di limone, acqua e zucchero (un bicchiere scarso di succo (spremuta), un cucchiaio di acqua e tre cucchiai di zucchero) sciolti a fuoco lento.
Versatelo ancora caldo sui muffin appena sfornati dopo averli bucherellati con una forchetta sulla superficie.
Lo sciroppo penetrerà all’interno rendendo questi dolcetti umidi e gustosi.
Certo, dovete amare proprio molto il sapore del limone!

Caponata di mele

Come trovo le ricette?
Semplice! Navigo molto online e studio, un po’ per lavoro e un po’ per passione.
La stessa passione che mi porta ogni giorno a trascorrere ore a sfogliare libri di ricette e riviste di cucina pieni di fotografie.
Questa caponata di mele per esempio, non è una mia idea. L’ho trovata per caso mentre cercavo ricette con le mele in giro per il web. Mai e poi mai avrei pensato di rifarla.
Mele con il pomodoro? Ma stiamo scherzando? Eppure…

Caponata d’inverno

La caponata d’inverno suona un po’ come una bestemmia perchè le melanzane si cucinano solo d’estate e i siciliani se fai una caponata a febbraio ti bacchettano – Se poi la fai pure con le mele non lo so cosa succede!
Eppure questa è la ricetta di un ristorante di Palermo che ha pensato bene di realizzare per i suoi clienti una versione invernale del piatto più richiesto del menù.

Quali mele?

Qui parliamo solo di mele verdi, dure e aspre, le granny smith tanto per intenderci, perchè sono le uniche che si prestano a mio avviso ad essere abbinate ad un condimento tanto sapido e saporito.
Non provate nemmeno per sbaglio a preparare questa ricetta con mele golden o renette perchè ne verrebbe fuori una cosa dolciastra e immangiabile e non voglio assumermi questa responsabilità.
Con le mele verdi non vi accorgerete nemmeno di mangiare mele.

La ricetta della caponata di mele

INGREDIENTI

3 mele granny
200 g di passata di pomodoro
sedano, carota e cipolla
una manciata di capperi sotto sale
olive verdi denocciolate qb
sale e olio evo

PREPARAZIONE

Per prima cosa tagliate grossolanamente sedano, carota e cipolla e lasciateli soffriggere con l’olio extravergine di oliva per 10 minuti a fuoco medio-basso.
Aggiungete la passata e lasciatela rapprendere per circa 5 minuti.
Intanto tagliate le mele a cubotti abbastanza grandi dopo averle sbucciate e private del torsolo.
Cuocetele nel sugo insieme ai capperi ben sciacquati e strizzati e alle olive.
Le mele devono rimanere consistenti e non ammorbidirsi troppo. Cuocetele per poco più di 5 minuti a fuoco medio e alla fine salate.
Servite su una bruschetta di pane abbrustolito o come contorno.

Torta di pere al cucchiaio

Questa torta di pere al cucchiaio è un dolce buonissimo che mi piace preparare spesso per colazione. Purtroppo a casa mia non ha lunga vita e la finiamo giusto il tempo di una colazione!
È morbida e umida e ti lecchi le dita dopo ogni fetta.
Una di quelle torte che sembrano super burrose e invece sono leggere e piene zeppe di frutta.

Un cucchiaio come dosatore

La cosa divertente di questa ricetta è che non dovete utilizzare la bilancia, ma solo un cucchiaio da minestra. I cucchiai sono sempre 9 per ogni ingrediente. Difficile fare pasticci!
Talmente facile che potrebbe farla un bambino.

Pere o mele…o tutte e due

Mi ricorda tanto la torta di mele di mia Nonna Emilia perché è piena di frutta che diventa morbida come una crema durante la cottura.
Io la faccio sia con le pere che con le mele e a volte aggiungo qualche variante come la cannella oppure le gocce di cioccolato o anche due tre cucchiai di farina di cocco.
Se avete da finire una mela e una pera prima che vadano a male, potete provare ad aggiungerle entrambe nell’impasto.
La quantità di frutta è facoltativa e potete decidere se mescolare le pere nell’impasto oppure aggiungerle direttamente in teglia prima della cottura.
Più frutta c’è più la torta sarà cremosa.

A proposito, date un’occhiata alla ricetta della torta di mele di Nonna Emilia.

Quali pere e come tagliarle

Potete utilizzare le pere che preferite.
Io vi suggerisco le kaiser che sono dolci e molto morbide, oppure le abate che mantengono un po’ la consistenza e restano più sode e compatte al taglio.
Se invece utilizzate le mele, le golden sono sempre l’ideale in queste preparazioni.

Ricetta della Torta di pere al cucchiaio

INGREDIENTI
2-3 pere abate o kaiser
2 uova
9 cucchiai di yogurt bianco intero
9 cucchiai di farina 0
9 cucchiai di zucchero
9 cucchiai di olio EVO
1 bustina di lievito

PROCEDIMENTO
Sbattete le uova con 9 cucchiai di zucchero e 9 cucchiai di yogurt.
Aggiungete 9 cucchiai di olio EVO sempre mescolando con una frusta a mano.
Aggiungete 9 cucchiai di farina e 1 bustina di lievito setacciati.
Tagliate a fette o a cubetti le pere oppure grattugiatele e mescolatele con il resto.
Versate il composto in una teglia rivestita con carta forno bagnata e ben strizzata.
Spolverizzate con dello zucchero semolato e infornate a 180° per circa 35 minuti.
Decorate con lo zucchero a velo prima di servire.

Uno Nessuno e 100K

Tante volte mi sono lamentata del fatto che alcuni colleghi non si comportino onestamente.
Mi sono arrabbiata, ho sollevato polveroni, mi sono sentita dire che sono un’incazzosa invidiosa, che sono pesante, che non mostro il meglio di me, ma solo il peggio parlando di queste cose in maniera polemica e poco costruttiva.

Da zero a 1 milione

Ho visto gente passare da 10 a 100k like in 10 minuti, ricevere millemila commenti fatti di cuori e sorrisi da account stranieri e improbabili oppure un solo commento e dalla propria madre.
Ho visto scambi di commenti – io a me tu a me, il do ut des del nuovo millennio.
Ho letto sul mio stesso profilo, sotto le mie foto, commenti scritti a caso, per sbaglio, sotto una caption che parlava d’altro. Commenti buttati lì forse nemmeno da una persona, ma da una app scaricata per seminare commenti un po’ alla cazzo su profili scelti senza criterio, solo per far numero e per ricevere qualche visita al proprio profilo.
Ho visto amicizie nate per interesse. Ho visto gente che pretende rispetto pur non avendone per gli altri, solo perchè “io ho i numeri e tu non sei nessuno”.
Ho sentito dire prima una cosa e poi il suo esatto contrario, perchè faceva più like.

Compro anche io?

Io stessa molte volte ho pensato che se funziona così e se tutti barano forse dovrei barare anche io. Lo dico sempre, ma non c’è stata una sola volta in cui io abbia pensato davvero di scrivere su google “Comprare followers”.
Qualcuno che lavora nel settore da molto tempo e che si intende di queste dinamiche mi ha suggerito di farlo “perchè tanto lo fanno tutti e se resti indietro gli altri continueranno a superarti”.
Qualcuno invece mi ha detto di smettere di parlarne perchè fare polemica non è bello, ma è molto più costruttivo mostrare una bella vetrina di quello che si è capaci di fare.
Basta denunciare, stai zitta, vai avanti e fai il tuo…se sei capace!
Una persona mi ha detto che semplicemente dovrei riflettere sul fatto che io non sono capace di fare quello che fanno gli altri, evidentemente molto meglio di me. Che non so comunicare chi sono e cosa faccio, che non so fare altro che cucinare e lo faccio pure poco.

Ai posti di partenza

Per carità, non dico di aver fatto del mio meglio in questi anni, ma nemmeno tanto male.
Ho fatto tantissime cose belle e con un entusiasmo che solo chi ha lavorato con me può raccontare. 
Non posso vantarmi di essere una professionista, ma posso affermare di essere una che se si prende un impegno lo porta a termine nel migliore dei modi, nel rispetto del lavoro e della fiducia altrui.
Ho scritto per me stessa e per altri, ho pubblicato un libro, sono finita in TV. Non sono cose da poco anche se essendo io EGOMINUTA tendo sempre a farle passare per cazzate! Però no.
Sono cresciuta tanto per le mie possibilità e con i limiti dell’essere lontana dal centro di tutto, dagli eventi, dagli incontri con le persone giuste e con le amicizie giuste. Sono cresciuta imparando dai miei sbagli perchè non c’è un manuale che ti insegna a fare questo mestiere se no da brava secchiona lo avrei studiato.
Quando sono partita con questo lavoro non eravamo in molti e non c’erano questi numeri, forse questo non era nemmeno un vero lavoro. Di sicuro, non c’era Instagram.
A mio parere è stato proprio Instagram a ribaltare tutto, a cambiare le carte in gioco perchè su Facebook ce la facevi a raggiungere un bel pubblico – bello forse no, ma numeroso si e ci riuscivi di più se sponsorizzavi i post e se avevi dei bei contenuti, ma che io sappia non si poteva barare. Sponsorizzare era lecito, come lo è su IG. Ma barare è più facile.
Stessa cosa valeva per Youtube. Eravamo in pochi e quelli che sono cresciuti sono stati i più bravi e costanti.
 Poi ho scoperto che anche lì si può barare, ma questo davvero non me l’aspettavo e ci sono rimasta tanto male.
Sarei una brava youtuber anche io se in questi anni fossi stata costante, avessi comprato le attrezzature giuste e avessi fatto dei corsi per imparare a fare dei bei video. Lo ammetto, non sono stata lungimirante in questo, ma non è mai troppo tardi e noto con un certo conforto che almeno nei video paga l’essere se stessi e quelli che si mostrano con una maschera vengono scartati al volo. Su Youtube poca finzione e più fatti. Amen!
Poi è arrivato IG e molte delle persone che sono partite con me, e anche dopo di me, hanno fatto un salto enorme.
Qualcuno meritatamente, altri non so ancora spiegarmi come.

Ci sono anche quelli bravi

Non voglio dire che tutti sono brutti, cattivi e disonesti perchè non è così.
Ci sono persone bravissime e professionali che hanno trovato la chiave giusta per parlare ad un pubblico enorme.
C’è chi fa ridere, chi sa scrivere, chi propone dei contenuti diversi da tutti gli altri, chi sa tenere il video e in 15 secondi ti rapisce, chi crea un rapporto speciale con i followers e che riesce a riportarli a sé giorno dopo giorno come un appuntamento fisso e imperdibile.
Poi ci sono i personaggi pubblici, ma questa è un’altra storia. Qui parliamo di gente normale.
Io stessa seguo delle persone che amo, stimo, ammiro e non mi perdo una loro story cascasse il mondo. Tra quelli che c’erano anni fa insieme a me c’è gente davvero tanto tanto brava che merita quello che ha ottenuto, altri bravi rimasti come me dov’erano e altri ancora bravissimi entrati per sempre nel dimenticatoio perchè si sono rotti le palle di certe dinamiche e hanno mollato il colpo.

Fatti furbo!

Poi ci sono i furbi, perchè è inutile dire che non ci sono.
C’è chi ha creato dei gruppi di scambio, chiamiamoli così. E per gruppi di scambio non intendo solo chi si commenta reciprocamente, ma anche gente che si lega magari ad un portavoce importante per ottenere consensi tramite i suoi tag e qualche comparsata nelle story.
Io credo nell’amicizia sui social, molto, e lo dimostra il fatto che ho amiche che da virtuali sono diventate reali.
Ho perso negli anni anche alcune amiche social e questa cosa mi ha fatto soffrire come quando perdi un’amica nella vita reale. Succede. È la vita. Ma che non si dica che non tengo alle amicizie.
Comunque, tutto questo preambolo per dire che li sgamo subito i rapporti di convenienza. Voi no?

Soldi soldi soldi

Non voglio nemmeno parlare di quelli che i numeri grandi li hanno comprati, 100 al giorno…per giorni, mesi e anni. Un po’ alla volta perchè se te ne compri 50k in una settimana sei fesso e ti sgamano subito., se ne compri 10 oggi, 50 domani e 30 dopodomani non ti becca nessuno e poi social blade tanto non lo guarda nessuno e ti buoi oscurare pure se vuoi! I report alle agenzie come li mandi se non hai raggiunto gli obiettivi? Bè ma che ci vuole? C’è photoshop.
– Io non l’ho nemmeno mai acquistato quel programma e non saprei come utilizzarlo. Quanto sono sfigata! –
Queste persone lì io le paragono a quelli che per vincere una gara di corsa fanno lo sgambetto all’avversario oppure scelgono di battersi solo con i più deboli. Queste persone non sono proprio degne della mia stima e mi stupisco ancora del fatto che qualcuno li faccia lavorare.
Occhio perchè queste persone si nascondono benissimo tra noi e sono molte volte le stesse persone che fanno campagne contro i disonesti dei social pensando che avendo acquistato tutti i loro followers anni fa il reato sia praticamente caduto in prescrizione. E ci credono davvero.
“L’ho fatto molto tempo fa, non se ne accorgerà mai più nessuno. Non è mai successo.”
In effetti quelli che li fanno lavorare non se ne accorgono davvero…

Il pubblico che vorrei

Tra tutti quelli che non sono stati onesti in questi anni però c’è chi ha conquistato comunque una bella fetta di pubblico. Ok, non hanno giocato ad armi pari, ma devo riconoscere che alla fine da qualche parte sono arrivati e il loro seguito ce l’hanno.
E questo è il punto. Di che seguito stiamo parlando?
Mi lamento magari del fatto che i contenuti di queste persone siano finti, studiati, spesso ridicoli eppure super commentati e amati.
Ma le questioni sono due: Io pubblicherei mai certi contenuti? Io vorrei mai avere quella fetta di pubblico?
Io sarei capace di mostrarmi diversa da come sono, di snaturarmi solo per avere l’approvazione di un grande pubblico? Mi piacerebbe essere osannata perchè ostento qualcosa che non esiste nella realtà?
 Vorrei dei followers che commentano tutto quello che faccio, qualsiasi cosa io faccia, senza alcun senso critico, ma sempre con un cuore, un “sei stupenda”, “sei fantastica”?
Vorrei dei bei numeri, questo si, ma di sostanza!
Io voglio il riscontro vero.
Sono felice di “influenzare” in  modo positivo e reale.
Sono contenta quando vi consiglio la cioccolata e dopo un minuto siete al supermercato a comprarla solo perchè vi fidate di me, sono felice quando mi chiedete un consiglio, quando mi scrivete che avete provato una mia ricetta, quando mi segnalate qualcosa che sapete mi piacerà o forse no.
Vedo che tante influencer di successo non hanno questo rapporto di fiducia con i followers e mi chiedo allora cosa trasmettano con i loro post programmati e pure un po’ paraculo!

Incapace, onesta, serena

Dopo una lunga discussione con un’amica che stimo molto, oggi sono giunta ad una conclusione.
Forse aveva ragione la persona che tempo fa mi ha detto che non sono brava come quelli che hanno più numeri di me e che invece di lamentarmi dovrei lavorare meglio sulla mia persona e su quello che voglio “vendere” di me.
Io, continuando a credere fortemente che l’onestà e la sincerità in quello che faccio mi porteranno da qualche parte, voglio comunque promettere a me stessa che lavorerò meglio, che studierò perchè non bisogna mai smettere di imparare, che prenderò quello che di positivo portano i social e allontanerò la negatività. Mi migliorerò perchè c’e sempre da migliorare e ascolterò i vostri consigli, anche quando saranno critiche.
Non posso promettere di non arrabbiarmi mai più davanti alla disonestà, ma continuerò a credere fortissimamente in quello che faccio come facevo un po’ di anni fa prima di entrare in questo vortice.
 Le cose cambieranno forse, ma dovrebbero cambiare dal profondo.
Io da parte mia vorrei imparare ad avere più rispetto per me stessa e credere di più in quello che faccio, e vorrei vedere negli altri più rispetto per chi segue, chi legge, chi mette un like e chi scrive un commento, perchè non si prendono in giro le persone che ripongono fiducia in noi che di mestiere facciamo comunicazione.
Poi se vogliamo parlare di INFLUENCER, allora io non sono la persona giusta!

Monday I’m in love: 5 ricette al cioccolato per San Valentino

Spesso mi scrivete: “Dove trovo una torta buona per la colazione?”, “Che dessert preparato per una cena con amici?” “Un dolcetto light?” “Un dolce per il mio fidanzato?”.
Io rispondo sempre “Con il cioccolato ovviamente?”

Allora, facciamo così, io vi metto qui le 5 ricette del blog che non potete non provare almeno una volta nella vita e poi voi mi dite.
Sono tutte al cioccolato perchè a San Valentino si mangia il cioccolato. Punto.
Non che tutte le altre 500 non vadano bene, ma queste sono proprio la TOP5 tra i dolci, le fondamentali, quelle che vi faranno sempre dire “Uh mamma che bontà!” e poi sono anche le più facili.

La torta al cacao senza uova né burro

Forse la ricetta più richiesta e rifatta da chi mi segue.
Ogni volta che la nomino o la preparo poi devo dare la ricetta.
Perché dovete farla? Perchè facile, perché ha pochi ingredienti, perchè ve lo giuro piace a tutti, perchè è un peccato di gola ma fino ad un certo punto e perchè sembra una torta di quelle piene zeppe di burro e invece non è.
Ah tra gli ingredienti non troverete il cioccolato, ma il cacao e comunque se la farcite con la Nutella avete la mia benedizione.

Ecco la ricetta della torta al cacao senza burro e uova

I brownies vegani

Se siete alla ricerca di un dolce da urlo che però non sia nemmeno troppo pesante eccolo qua. L’unico problema è che vorrete mangiarlo tutto!
Provate questi brownies e ditemi sinceramente se notate la differenza con quelli classici.

Ecco la ricetta dei brownies vegani 

Gelatini

Questi biscotti ripieni di gelato – che poi gelato non è – sono il dolce che preparo più spesso durante l’anno perchè mette tutti d’accordo.
Potete fare i biscotti in casa (ahahaha state ridendo vi devo), oppure potete comprarli.
Se li comprate io vi consiglio i cookies americani o gli OroSaiwa con gocce di cioccolato perchè se una cosa bisogna farla bene…
Dimenticavo, il gelato in realtà non c’è in questa ricetta.
Quella che vedete in mezzo è panna montata che una volta congelata diventa un vero e proprio gelato. Provate per credere.

Ecco la ricetta dei gelatini
Ma provate anche la versione dei gelatini con i wafer
E già che ci siete anche i cookies con il gelato.

Torta Barozzi

Caffè e cioccolato fondente in una torta che sembra una Tenerina per la consistenza friabile all’esterno e cremosa nel cuore.
Non sento di dover aggiungere altro!

Ecco la ricetta della torta Barozzi

Finger tiramisù

Ero indecisa sull’ultima delle 5 ricette al cioccolato da inserire, ma poi ho pensato che una proposta veloce e alla portata di tutti doveva esserci e quindi ecco qui non una, ma ben due versioni dei miei finger tiramisù. Uno tira l’altro…
Finger tiramisù con i Pavesini
Finger tiramisù con gli amaretti anche noti come baci di dama facili

Buon San Valentino a tutti.
Mangiate cioccolato, baciatevi tante e siate felici!
Se siete single siate felici comunque anzi di più e mangiate cioccolato a volontà perchè male non fa.