Archivio dell'autore: Giorgia Di Sabatino

Torta di mele e kefir con nocciole e mandorle

Con la torta di mele vinco facile e più è facile la ricetta, più la rifate a casa.
Ergo, non smetterò mai di pubblicare ricette di torte di mele.
Questa è l’ultima, con il kefir. Deliziosa!

La torta di mele come piace a me

Cos’è una torta di mele senza le mele?
Se non ci sono mele dentro e fuori per me è solo uno scherzo.
Ecco perchè io, come mi ha insegnato mia nonna, la riempio fino all’inverosimile finché praticamente quasi sparisce il composto e si vede solo la frutta.
Questa è la classica ricetta che piace a me perchè è umida tanto da lasciare le mani sporche e va conservata in frigorifero perchè all’aperto rischia di rovinarsi. Praticamente è una torta al cucchiaio, tanto è cremosa.

Io kefir, voi?

Io ho utilizzato il kefir perchè mi piace molto, ma va bene anche lo yogurt greco o normale intero.
 Considerate sempre le dosi che vanno misurate con il vasetto.
Quindi sempre 7 vasetti in tutto sia che siano da 150 g, che da 125 g o 175 g. 

7 vasetti vuol dire:

2 vasetti di zucchero + 3 di farina + 1 di olio + 1 di yogurt o kefir…risultato 7 vasetti.


Le uova sempre tre!

La ricetta della torta di mele e kefir con nocciole e mandorle

INGREDIENTI
5 mele golden grandi
150 g di kefir cremoso (io uso il vasetto Milk)
1 vasetto di olio extravergine o di semi di girasole
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
3 uova
una bustina di lievito
50 g di nocciole tritate
50 g di mandorle a lamelle
Facoltativi: cannella, scorza di limone grattugiata, estratto di vaniglia.

PREPARAZIONE
Affettate le mele dopo averle private di torsolo e buccia.
Fettine abbastanza sottili, mi raccomando, e non pezzettoni squadrati.
A parte mescolate velocemente con una frusta a mano le uova con lo yogurt e l’olio e poi aggiungete la farina setacciata con il lievito.
Se usate una planetaria o le fruste elettriche potete non setacciare.
Aggiungete la granella di nocciole per ultima e se vi va anche la cannella. Io non l’ho messa questa volta.
Versate la metà delle mele nel composto e mescolate delicatamente.
Riempite uno stampo rotondo da 23 cm di diametro rivestito con la carta forno bagnata e ben strizzata perchè sia perfettamente modellabile.
Sistemate le restanti fette di mela infilandone una parte di taglio dell’impasto e un po’ sopra come decorazione.
Completate con le mandorle a lamelle e infornate a 180° per circa 40 minuti.
Se dopo i primi 30 minuti di cottura le mandorle saranno diventate troppo scure, coprite la torta con la carta stagnola e continuate la cottura selezionando, se vi è possibile, il calore solo dal basso.
Il forno è statico, ma se volete potete anche impostarlo su ventilato abbassando leggermente la temperatura a 175°.

Il consiglio in più
Non mettete meno mele di quelle che vi ho indicato perchè la cosa bella di questa torta è che è talmente piena di mele che sembra fatta di crema all’interno.
Potete provarla anche con le pere, ma sempre tante dovete metterne.

L’ingrediente jolly
Come ho già detto in passato, le renette sarebbero le mele perfette, ma non le ho trovate. Sapete cosa potete fare anche?
Mettere un po’ di farina mandorle insieme a quella 00. Un vasetto di mandorle e due di 00.

6 giorni a New York (con un bambino)

Scrivo questo post mentre ancora tutti i ricordi del viaggio a New York sono vividi.
È stato un viaggio meraviglioso e voglio raccontarvelo perchè spero possa esservi utile avere qualche informazione se avete intenzione di partire, e di farlo con un bambino.

Una piccola premessa prima di iniziare

Sono sincera, si tratta di un viaggio mooolto faticoso che non consiglierei a chi ha bambini piccoli che non sono più in età da passeggino o che non hanno proprio voglia di camminare.
Mio figlio ha 9 anni e lo portiamo in giro fin da quando era piccolo, ma devo dire che lui è un caso singolare perchè anche in città come Venezia ha macinato chilometri su chilometri senza mai un lamento.
I bambini vanno comunque educati ai viaggi, quindi prima tentate, meglio è per voi e per loro!
Certo, l’importante è avere un obiettivo per la giornata, quindi programmando insieme a lui le tappe fondamentali è stato tutto più semplice.
Ogni giorno abbiamo previsto delle attrazioni particolarmente interessanti per lui e ci abbiamo infilato dentro qualcosa anche per noi, che magari non avevamo già visto nel nostro viaggio precedente anni fa.
E poi abbiamo scartato quello che sapevamo già non lo avrebbe colpito particolarmente come tutti i grandi negozi della 5th Avenue (tanti sono italiani o li trovate anche in Italia ed è davvero inutile trascorrere ore a visitarli secondo me!) e alcuni musei poco kids friendly diciamo.

Cose da ricordare prima di partire

Inutile dire che prima di partire per gli Stati Uniti dovete controllare il passaporto perchè potrebbe essere scaduto.
È possibile compilare la domanda online e perdere appuntamento presso la questura della vostra zona per saltate qualche fila.
Quindi, una volta compilata la domanda stampatela, perchè no, voi magari la immaginate già memorizzata da un sistema, ma hey, sarebbe troppo facile!
Quindi stampatela e preparate anche qualche fotocopia della vostra carta di identità.
Se avete un passaporto scaduto dovete comunque mostrarlo in questura perchè deve essere annullato. Non dimenticatelo a casa come abbiamo fatto noi, vi toccherà prendere un nuovo appuntamento in questura e sperate di non averlo perso perchè dovrete a quel punto fare la denuncia di smarrimento…auguri!
Fatto il passaporto non è finita qui, dovete fare l’ESTA.
Anche in questo caso, compilate la vostra domanda e fatelo almeno (dico almeno per dire molto prima) 15 giorni prima della partenza perchè potrebbe non essere accettata e poi sono cazzi!
Per stare sereni io direi di iniziare a pensare a tutte queste operazioni almeno un mese prima.
E se ve lo state chiedendo, tutte queste cose si pagano. Considerate 150 euro a testa più o meno.

Dove abbiamo dormito

Io e mio marito eravamo già stati a New York e ci piaceva l’idea di portare nostro figlio, il vero viaggiatore della famiglia, in un quartiere poco turistico per fargli vivere al massimo l’esperienza americana.
Abbiamo trovato un appartamento a Brooklyn tramite Airbnb nella zona di Crown Heights e abbiamo speso circa 900 dollari per 7 notti.
Non ci interessava tanto spendere meno di un hotel a Manhattan, quanto di provare l’esperienza di una vera casa a New York. Non potevamo fare scelta migliore!
L’appartamento era davvero molto bello, pulitissimo e grande per noi tre.
Avevamo una bella cucina per fare colazione al mattino e per mangiare qualcosa a cena, anche se alle 19 quando rientravamo in casa dopo la giornata in giro eravamo talmente a pezzi, complice anche il fuso orario, che ci dimenticavamo quasi di cenare.
Crown Heights è un quartiere multietnico che si trova al centro di Brooklyn. Dico multietnico perchè da una strada all’altra sembrava di passare in paesi diversi. Nella nostra strada erano tutti originari del West Indian e quindi Jamaica, Barbados, Antigua e tutti quei bei posti lì, dall’altra parte della strada erano tutti ebrei ortodossi, di quelli estremisti con i ricciolini sule orecchie. Davvero un posto caratteristico, impossibile da vedere come turisti.
E se ve lo state chiedendo la risposta è sì, eravamo gli unici turisti e si notava abbastanza!
Era molto divertente al mattino uscire di casa e trovare in giro sempre più o meno le stesse persone del quartiere che ormai imparavano a conoscerci. Al sesto giorno ci sentivamo a casa.
Certo, c’è da dire che non siamo mai usciti dopo una certa ora e che non consiglierei di farlo in alcune strade del quartiere anche se la polizia era ovunque, ma ripeto, dopo una giornata fuori dalle 8 di mattina non era proprio una nostra priorità fare baldoria a cena.

I nostro appartamento Brooklyn

La nostra camera da letto

Come ci spostavamo – Metrocard e Uber

Dall’aereoporto siamo arrivati a casa con Uber, ma solo perchè era sera ed eravamo cotti dopo il viaggio e l’attesa infinita per i controlli all’ingresso (preparatevi ad almeno due ore di fila una volta atterrati!).
Se non avete questa applicazione sul telefono scaricatela immediatamente, anche perchè può servire in tutte le città del mondo.
Da JFK a Brooklyn abbiamo speso circa 40 dollari.
Al ritorno invece abbiamo preso la metro perchè da Brooklyn era molto comoda, e poi il treno per JFK.
Per andare in giro avevamo più di una fermata della metropolitana vicina e da casa ci siamo sempre spostati molto comodamente per raggiungere qualunque posto.
Considerate che da Brooklyn per raggiungere le attrazioni di Manhattan non impiegherete mai meno di 20 minuti con i mezzi.
Appena arrivati abbiamo preso la metrocard che costa 29 dollari e direi che se avete intenzione di girare New York anche con i mezzi vi conviene acquistarla perchè un solo viaggio costa 2,50 dollari.
Noi l’abbiamo “bruciata” tanto l’abbiamo utilizzata.

metro card

Le attrazioni – Citypass

Oltre alla Metrocard, un’altra cosa che vi consiglio di fare se volete visitare alcune tra le attrazioni più famose di New York è comprare un Citypass.
Il Citypass si può acquistare tranquillamente online e anche direttamente da New York. Io l’ho preso mentre ero in fila all’Intrepid perchè non volevo fare la coda per i biglietti. La conferma è arrivata immediatamente insieme ai biglietti elettronici che ho mostrato all’ingresso.
Cosa potete fare con Citypass?
Visitare una di queste attrazioni saltando alcune file. Ci sarà sempre qualcuno che farà la fila con il Citypass come voi, quindi fatevene una ragione, aspetterete comunque un po’.

Le attrazioni proposte sono queste:
– Empire State Building o American Museum of Natural History
– The Metropolitan Museum of Art
– Top of the Rock Observation Deck – O – Guggenheim Museum
– Ferry Access to Statue of Liberty and Ellis Island – O – Circle Line Sightseeing Cruises
– 9/11 Memorial & Museum – O – Intrepid Sea, Air & Space Museum

Nota sui cellulari

Io con HOmobile stavo da Dio perchè telefonavo e avevo internet sempre pagando a consumo. Al massimo avrò speso 5 euro al giorno.
Mio marito aveva fatto la tariffa estera con Wind e non ha mai avuto connessione. Ottimo!
I cellulari a New York si scaricano alla velocità della luce non so perchè e vi consiglio di portare con voi non uno, ma due power bank.
In giro io non ho mai trovato il modo di ricaricare se non in qualche bar, ma almeno ci sono wi-fi in ogni dove.

Il nostro viaggio giorno per giorno

Scoprirete leggendo che le nostre giornate sono state molto intense.
Abbiamo visto tanti posti ogni giorno e non sempre tutti vicini, anzi.
Spessissimo ci siamo spostati con la metropolitana percorrendo tratti da 20-40 minuti, quindi sappiate che il piano di escursioni che vi propongo e che abbiamo trovato perfetto per le nostre esigenze, potrebbe non esserlo per le vostre.

Giorno 1

Svegli all’alba, ma solo perchè non riuscivamo a dormire, siamo usciti a fare un giro del nostro quartiere e praticamente a piedi siamo arrivato a Dumbo. Non so, almeno 10 km di strada!
Abbiamo mangiato in un posto molto carino che si chiama Time-out che è una specie di mercato coperto del cibo dove si possono trovare piatti di ogni genere e dove soprattutto ci sono bagni molto puliti (quindi consigliato con i bambini!).
Abbiamo scattato mille foto in zona con una splendida vista di Manhattan e del ponte di Brooklyn e abbiamo passeggiato lungo la Promenade per vedere da lontano la Statua della Libertà.
La passeggiata a Brooklyn è straconsigliata, e la vista è mozzafiato.
Il ponte a piedi invece non ve lo consiglio con i bambini. Prima di tutto sappiate che è lungo e se pensate sia fattibile in bicicletta sappiate che i local corrono come i matti e possono essere un pericolo…o forse voi sarete un pericolo per loro, ma comunque io eviterei!
Nel pomeriggio siamo stati a Manhattan al Rockfeller Center e poi al negozio Lego che era una tappa importante per mio figlio. E che non te lo compri un Lego a New York? Fatto.
Abbiamo fatto un giro a Bryant Park per prendere un mega frullato ghiacciato alla frutta e riposarci un po’ perchè lì, come in tantissimi altri parchi a New York, ci sono sedie e tavolini a disposizione per tutti. Io la trovo una cosa meravigliosa!
Abbiamo fatto un giro alla Grand Central Station già che eravamo di strada e ci siamo divertiti a chiacchierare nella Galleria dei sospiri al piano interrato. Cercatela anche voi, è nella zona dei bar sotterranei.
Ma non ci siamo mica fermati qui. Siamo anche andati alla Public Library e poi abbiamo proseguito il cammino fino alla funicolare di Roosevelt Island perchè è un giro molto carino da far fare ai bambini. Prima l’abbiamo presa da un lato, poi dall’altro e siamo tornati a casa.
Dopo questa prima giornata estenuante siamo svenuti tutti e tre nel lettone.

Manhattan vista da Brooklyn

Dumbo - Brooklyn

Dumbo – Brooklyn

Dumbo – Brooklyn

La galleria dei sospiri – Grand Central Station

Giorno 2

Sempre sveglia all’alba, siamo usciti presto e alle 9 eravamo già in fila all’Intrepid Sea, Air & Space Museum  che è questa enorme portaerei che ha dentro un sottomarino della guerra fredda, uno shuttle e non avete idea di quante altre cose che fanno impazzire i bambini.
È qui che ho deciso di fare il citypass perchè visti i prezzi era la cosa più conveniente.
Abbiamo passato la mattinata lì tra simulazioni di volo e giochi in 3d e dopo un pranzo rigenerante a base di hamburger e patatine, tanto per cambiare, siamo andati a fare un giro in battello, sempre compreso nel nostro Citypass.
Siccome siamo rincoglioniti, però, abbiamo scelto il giro da due ore e 30 che oltre ad essere un po’ troppo lungo costa pure 5 dollari in più a testa che abbiamo dovuto pagare a parte.
Ne valeva la pena? Certamente si perchè abbiamo visto da vicino la Statua della Libertà, Ellis Island e tante altre attrazioni che ho visitato da piccola con mio padre e delle quali ricordo solo caldo e file. Vederle dal battello è fantastico e molto comodo, ve lo giuro.
Terminata la crociera abbiamo approfittato ancora del nostro Citypasse e siamo saliti sul Top of the Rock. Stupendo e ovviamente in quell’istante mi si è scaricato il cellulare, quindi ho poche foto purtroppo!
La giornata si è conclusa con una piccola spesa al super sotto casa e a nanna presto.

Intrepid

Intrepid – Nel sottomarino

Crociera intorno a Manhattan

Crociera intorno a Manhattan

La vista dall’ultimo piano del Top of the rock

Giorno 3

Decisi ad affittare le bici a Central Park, abbiamo preso la metro prestissimo e siamo arrivati a Central Park nord. Peccato che le bici si affittano solo a Columbus Circle, ovvero dalla parte opposta.
Parlo di bici per le famiglie perchè quelle che si prendono in giro per la città sono ovunque, ma non sono ad altezza di bambino.
Abbiamo percorso praticamente tutto Central Park a piedi ed è una passeggiata meravigliosa con scorci stupendi che vi consiglio, però, solo se avete bambini pazienti e se voi stessi siete molto allenati perché camminerete almeno per due ore. Noi l’abbiamo fatto, ma solo perchè nel pomeriggio avevamo in programma lo spettacolo di Aladdin a Broadway, all’Amsterdam Theatre, uno dei teatri storici del distretto, e sapevamo che avremmo avuto due ore per stare seduti a riposarci.
A proposito di Aladdin, ho acquistato i biglietti online prima di partire e ho speso 70 dollari a testa per avere tre posti in piccionaia. C’erano posti più belli, ma anche molto più costosi e comunque lì sul posto non avremmo trovato nemmeno quelli perchè era tutto sold out. Se volete vedere uno spettacolo del genere, quindi, pensateci prima di partire. Spenderete meno e sarete certi di trovare posto.
Per i bambini ci sono anche Frozen, Harry Potter e Il Re Leone.
È stata un’esperienza meravigliosa. Costumi, Luci, effetti speciali, ballerini-attori super fighi. Davvero, uno spettacolo stupendo che vale tutti i soldi spesi.
La serata si è conclusa con un po’ di shopping super turistico a Broadway che ha visto protagonisti una tazza con la scritta New York, diverse calamite, innumerevoli matite, un piccolo Empire e una Statua della libertà in miniatura perchè mio figlio è un classico collezionista di modellini di monumenti. Lo so, orrore!
Comunque una passeggiata a Broadway alle 5 di pomeriggio stanca più della traversata a piedi di Central Park. Milioni di turisti in giro e caos ovunque. Sconsiglio vivamente!

Central Park

Giorno 4

Sempre sveglia presto e fuori casa prima delle nove, abbiamo preso la metro e siamo andati al Museo di Storia Naturale, prima dell’apertura e ovviamente con il nostro Citypass.
Praticamente eravamo i terzi della fila e siamo entrati con il museo vuoto.
Io capisco che voi in vacanza avete voglia di dormire di più, ma non a New York, non quando puoi vedere certi posti praticamente senza nessuno dentro. Fidatevi del mio consiglio e puntate la sveglia presto!
Il Museo di Storia Naturale è quello del film “Una notte al Museo” ed è un posto bellissimo, sinceramente più per i grandi che per i bambini, ma comunque da visitare.
C’è un’area dedicata alla nascita dell’universo e alle straordinarie trasformazione del nostro pianeta che lascia senza parole e poi ci sono i dinosauri, grandi, enormi, giganti!
Una mattinata non basta per vederlo tutto nel dettaglio, ma con un bambino è anche troppo vi dirò. Dopo un po’ anche quello più appassionato di archeologia darà segni di cedimento.
Prima di pranzo quindi siamo usciti e abbiamo fatto un giro in un mercatino delizioso che credo sia lì davanti al museo tutte le domeniche. Oltre ai produttori locali che vendevano formaggi, frutta, verdura e prodotti da forno, c’erano tanti artigiani. Carino da vedere per una passeggiata veloce e per comprare una tortine di mele calda.
Finalmente abbiamo anche affittato le biciclette a Columbus Circle, con caschetto e assicurazione per tutti. Vi consiglio queste accortezze perché il giro a Central Park è sì molto bello, ma non ci siete solo voi, anzi, circolano carrozze con cavalli e biciclette con trasporto passeggeri che sfrecciano come dannati. Quindi attenzione!
Sappiate che nel parco non ci si può addentrare con le bici e l’unica strada possibile è quella che lo circonda o che lo attraversa. Non immaginate una romantica escursione tra i laghetti insomma, però è un’esperienza carina da fare.
Non vi consiglio invece lo zoo, un po’ perchè in generale non mi piacciono gli zoo, ma anche perchè davvero non c’è nulla da vedere se non qualche animale addormentato. No, non è lo zoo di Madagascar che immaginate e non c’è Rex il leone all’ingresso. Costa anche 15 dollari a testa e non li vale.
Piuttosto affittate le piccole barche a vela telecomandate in uno dei laghetti del parco, proprio accanto allo zoo e divertitevi a fare una gara con i bambini.
Abbiamo concluso la giornata al Metropolitan (sempre grazie al Citypass) e lo abbiamo visitato per circa un paio di ore perchè è un posto meraviglioso, ma vi dirò che ai bambini interessa solo la parte egiziana, almeno al mio bambino!

Museo di storia naturale

Giorno 5

La giornata è iniziata con una festa nel nostro quartiere: una mega parata del West Indian.
In pratica un po’ un carnevale, un po’ una sagra di prodotti tipici, un po’ un’occasione per ballare, bere e mangiare. Abbiamo scoperto poi che si tratta di un evento importantissimo a New York che si svolge ogni anno il primo lunedì di settembre che poi da come ho capito è anche il Labor Day.
Se capitate lì nel mio stesso periodo vi consiglio di fare un giro.
Il tempo era un po’ incerto e nei nostri programmo c’erano Soho e il Flat Iron Building, ma dopo aver fatto un giretto veloce in zona è scoppiato un temporale di quelli che solo a New York puoi aspettarti e ci siamo rifugiati in uno dei famosi 21 Century, un centro commerciale che è in pratica un outlet di grandi firme e quando dico grandi intendo Dolce e Gabbana, Valentino, Armani, ma anche Levi’s, Seven 4allmenkind, Departement e tanti altri brand di jeans che piacciono a me. Conclusione? Ho comprato solo mutande per mio figlio!
Per pranzo ci siamo spostati al Chelsea Market che era super affollato. Abbiamo tirato fuori i panini che avevo preparato a casa e abbiamo mangiato al volo. In realtà per i bambini non c’era una grande offerta se non i soliti hamburger e la pizza e per i grandi anche sì, ma c’erano code infinite. Un posto molto bello che certamente vale una visita, ma non lo metterei tra le priorità in un viaggio a New York.
Ho dato uno sguardo ai negozi che sono molto carini ed è qui che ho preso il mio cerchietto verde di Anthrolpology che avete visto nel video di IGTV.
Se passate di lì vi consiglio all’ingresso uno store molto grande con diversi punti vendita all’interno tipo bancarelle che vende della bigiotteria deliziosa. Fate un giro lì!
Non perdete sempre da Chelsea Market la passeggiata sulla Highline che è un vecchio binario del treno sopraelevato che passa tra i grattacieli. Vi sembrerà di stare in una giardino immerso nella città in alcuni tratti e se siete curiosi come me vi consiglio di buttare l’occhio alle finestre dei grattacieli che costeggerete perchè vedrete case meravigliose che da piano terra non si notano. Una suocera io!
Alla fine della passeggiata c’è il famoso Vessel, una struttura a nido d’ape costruita in cemento armato e rivestita in acciaio al bronzo alta 46 metri e composta da 16, con 154 rampe di scale, 2.500 gradini e 80 terrazze panoramiche per i visitatori. L’ingresso ovviamente non è gratuito e ve lo consiglio solo se avete voglia di fare un sacco di scale. I bambini lasciateli giù, fidatevi!
Anzi, approfittatene per fare un giro da Neimann Marcus, un enorme store all’interno del quale troverete di tutto da Zara, a Muji, a Uniqlo e soprattutto Lulu Lemon che per me ormai è il top in fatto di abbigliamento per lo sport. Provate i leggings comfort e ditemi se non vi sentite in pace con il mondo.
Praticamente gli unici acquisti li ho fatti qui e poi, povera in canna e con il portafogli svuotato, sono tornata nella mia casetta a Brooklyn.
Distrutti, ma super felici anche alla fine di questa giornata!

Flat Iron Building

The Vessel

Passeggiata sulla Highline

Giorno 6

Per l’ultimo giorno a New York abbiamo deciso di prendere la metropolitana e andare a Coney Island, ma siamo arrivati presto e prima delle 11 a Coney Island non succede nulla, sapevatelo.
Siamo andati in spiaggia, abbiamo messo a mollo i piedini nell’oceano e abbiamo fatto una passeggiata sul molo e poi di corsa siamo andati nel posto che forse più di tutti mio figlio voleva visitare: il Transit Museum.
Non lo troverete facilmente perchè l’ingresso è quello di una normale metropolitana. Ci sono queste scalette che portano sottoterra (ma ci devi proprio fare caso) e poi una volta giù resti a bocca aperta, soprattutto se hai meno di 10 anni!
In pratica ci sono i veri binari della metropolitana con non so quanti modelli di metropolitane antiche, partiamo davvero dai primi del 900 per arrivare ad oggi.
C’è anche una zona dedicata ai bambini con un’aera giochi e un’aera pic-nic che è molto divertente perchè puoi sederti e far finta di guidare gli autobus di New York. Non vi dico quante foto mi ha chiesto di fare mio figlio!
Dopo pranzo abbiamo fatto una passeggiata a Fulton street nel quartiere South Street, un posto caratteristico e super chic, con un mercato coperto molto bello che ospita anche la filiale americana di 10 Corso Como, ma io quando sono all’estero le cose italiane non le voglio vedere quindi ho saltato il giro e sono andata a dare uno sguardo al negozio di scarpe di Sarah Jessica Parker dove sono stata cazziata perchè facevo stories per voi!
Comunque un paio di decoltè costava 350 dollari, lo so che volete saperlo! Bellissime.
Ho lasciato i miei uomini al parco giochi perchè si sa che in queste occasioni è meglio stare da sole. Il parco peraltro era davvero molto bello ed enorme come tutti parchi a New York. Si chiama Imagination Playground e se capitate in zona portate i vostri bambini.
Nel tardo pomeriggio ci siamo messi in testa di andare alla scuola di trapezio, proprio quella di Carrie sì, perchè la nostra mappa la segnalava lì, ma no…è da tutt’altra parte, in un altro molo, tra Hudson Square e Greenwich Village. Alla fine siamo arrivati, ma non abbiamo avuto il coraggio di provare. È il classico posto dove devi andare con le amiche ad un addio al nubilato o quando sei stata appena mollata sull’altare e hai bisogno di urlare forte!
A fine giornata mio figlio ha dato segni di cedimento, per la prima volta in tutta la vacanza, e siamo tornati a casa. Povero!
Ultima sera nel nostro appartamento.
Valigie da sistemare tentando di farci entrare tutto e meno male che le avevo portate praticamente vuote.
Abbiamo mangiato quel che restava nel frigo e a nanna presto…già un po’ tristi per la partenza!

Transit Museum

Transit Museum

A piedi nudi nell’Oceano.

Coney Island

Fulton Street e il negozio di Sarah Jessica Parker

South Street – Al molo

Non so dove vicino alla scuola di Trapezio

Autista in prova al Transit

Dove abbiamo mangiato

Questa è la domanda che mi fate più spesso.
Noi abbiamo mangiato sempre dove capitava.
Non siamo proprio quelli che pianificano i viaggi in base ai ristoranti da visitare per fare le foto al luogo e ai piatti.
Abbiamo assaggiato gli hot-dog per strada e anche molti piatti sempre nei baracchini come fanno praticamente tute le persone che vivono lì. Non fate gli schizzinosi e provate perchè ne vale la pena.
Il più buono tra i piatti presi in giro era quello coni  felafel, il riso el’ insalata che abbiamo comodamente mangiato seduti sull’erba a Central Park.
Abbiamo visto praticamente un solo ristorante come ho raccontato nel Giorno 1 e un fast food perché una sera mio figlio voleva assolutamente mangiare il pollo fritto. Si tratta di una catena che troverete praticamente ovunque a New York e si chiama Shake Shack.Le patatine sono buonissime, ma per il resto è un fast food come tutti gli altri.
Abbiamo sempre fatto colazione a casa con dolci da forno presi in una Bakery vicina e altre cose super americane comprate al supermercato.
Stessa cosa a cena. Compravamo quello che ci andava e lo mangiavamo nella nostra cucina.
No, non ho dovuto lavare mille piatti e padelle credetemi!
Spesso preparavo anche panini per il pranzo o per tutte le volte che eravamo in giro e avevamo degli attacchi di fame, ma zero voglia di cercare un posto per sederci a tavola.
Avere una casa è molto comodo anche per questo secondo me, specialmente con i bambini perchè puoi fargli mangiare anche cose un po’ più sane di quello che trovi in giro e a New York trovare un buon piatto di pasta al sugo o una fettina di carne semplici e non troppo conditi e non big size non è semplicissimo. Credetemi!
Mi spiace solo di non aver mangiato da Ellen’s Stardust Diner che è un posto molto carino a Broadway in cui i camerieri sono tutti aspiranti attori e ballerini e si esibiscono dal vivo e quando meno te lo aspetti per i clienti. Super divertente, ma purtroppo sempre pieno!

La nostra Bakery a Brooklyn – Sterling Place

Questo viaggio resterà per sempre nei nostri ricordi, ma credo e spero soprattutto in quelli di mio figlio, perchè è vero che quando fai le cose da piccolo poi non te le ricordi, ma ti resta comunque quella sensazione di aver fatto insieme ai tuoi genitori cose meravigliose.
Portate i bambini in viaggio con voi, quando sono piccoli con il passeggino e quando sono grandi in posti adatti a loro, ma portateli!
Non scegliete mete che sapete già non hanno nulla di interessante per loro, ci andrete per conto vostro quando vorrete fare una vacanza di coppia.
Per loro studiate sempre dei percorsi stimolanti, divertenti e nuovi.
Eh sì, si stancheranno, si lamenteranno, chiederanno di continuo “Quanto manca?” “Quando arriviamo?” “È Lontano?”, ma voi prendeteli per mano, guardateli negli occhi, sorridete con il vostro miglior sorriso e rispondete “Fidati di me!”

Se questo post vi è piaciuto e se credete vi sarà utile fatemelo sapere. Mi farà piacere!
Io intanto preparo anche un video-racconto perchè anche le immagini che ho raccolto devono parlare un po’.

Il mio abito di Ritorno al Futuro e i negozi vintage online

Come sapete (dato che v’ho fatto una capa tanta) a giugno ho compiuto 40 anni e il mio sogno era vestirmi con un abito anni 50, ma non uno qualsiasi: io volevo l’abito del ballo di Ritorno al futuro, l’abito rosa pesco di Lorraine Baines.
Cosa ho fatto quindi? Bè, prima di tutto ho organizzato una festa a tema anni 50, o meglio una festa ispirata al Ballo Incanto sotto il mare di Ritorno al futuro e poi mi sono messa alla ricerca del vestito.
Se non avete visto Ritorno al futuro e non sapete di cosa sto parlando, non meritate di leggere questo articolo e non possiamo essere amici!

L’abito dei miei sogni

Un abito su misura e ti senti subito Cenerentola …senza zucca, ma con una Delorian!

La ricerca non è stata affatto facile e alla fine ovviamente per avere quell’abito ho dovuto chiedere alla sarta più brava che io conosca sul web di confezionarmelo su misura perché altrimenti non l’avrei mai trovato.
La sarta in questione è Alessia Barbarossa e confeziona sogni più che vestiti.
Quando l’ho contattata ha subito accolto la mia proposta con entusiasmo e io non ho avuto dubbi: era lei la persona giusta.
Ci vuole passione nella vita e nel lavoro e mi piacciono le persone che si buttano e rischiano un po’ uscendo dalla comfort zone per provare qualcosa di nuovo. Non lo fanno tutti e ho apprezzato moltissimo il suo atteggiamento positivo.
Non mi ha nemmeno preso le misure perché abitiamo a centinaia di chilometri di distanza, ma si è fidata di quelle che ho preso io con un metro improvvisato e di dubbia precisione. Si è affidata a me e io a lei e senza mai esserci nemmeno viste di persona ha realizzato il mio sogno di bambina.
Il giorno della festa lei è partita da casa sua nelle Marche per venire da me e per portarmi di persona il frutto del suo lavoro. Era la prima volta che provavo il vestito ed eravamo entrambe terrorizzate … ma con una certezza: la macchina da cucire nel suo portabagagli.
Mentre lo infilavo percepivo la sua tensione e io stessa mentalmente incrociavo le dita.
Non appena abbiamo chiuso la cerniera ci siamo guardate e voilà…la perfezione!
Abito su misura nel vero senso della parola. Perfetto nel senso vero dell’aggettivo “perfetto”. Non un cm di più, non uno di meno.
Le mie amiche mi dicevano “Sei pazza? Prendi un abito così? L’abito per la tua festa, senza provarlo, senza le misure giuste. Sei fuori di testa. Non sei preoccupata?”
Che dire, per la prima volta nella vita non avevo dubbi. Ero sicura che sarebbe andato tutto liscio con Alessia e avevo ragione.
Ora però non chiedetele di realizzare tutti i vostri abiti da sogno perchè credo che le sia bastato il mio, almeno per qualche anno 😉

La prima prova e la faccia della soddisfazione!

Negozi vintage online: i miei preferiti

Prima di arrivare ad Alessia e alla convinzione che mai avrei trovato un vero abito vintage identico a quello che volevo io,  ho fatto grandi studi e milioni di ricerche online che mi hanno permesso di conoscere delle realtà straordinarie che voglio condividere con voi.
I negozi che vendono vestiti ispirati agli anni 40-50-60 sono perlopiù inglesi e americani e hanno prezzi un po’ altini, ma vi giuro che troverete una scelta imbarazzante di sottogonne di ogni colore, bustini, gonne a ruota o pencil skirt, camicette, abiti da sposa e tanto altro.

Se volete abiti ispirati agli anni 50 e 60

Questa che segue è una selezione di negozi inglesi che vendono online.
Non sono abiti vintage in senso stretto, ma ricordano esattamente quello stile lì, ma in chiave “moderna”. Vi giuro che ve ne innamorerete.
Vi consiglio di dare uno sguardo agli abiti da sposa perchè sono bellissimi (e non solo per sposarsi) e poi se volete un vestito come il mio cercate il modello swing dress, cioè quello con la gonna a ruota e la sottogonna, che in genere si prende a parte.

Collectif.co.uk ha una vasta scelta a prezzi un filino alti, ma in questo periodo ci sono i saldi e vi consiglierei di approfittare.

abito vintage swing dress

DollyandDotty.co.uk è un altro brand che mi ha fatto innamorare. Ha meno modelli, ma una vasta scelta di colori e prezzi più accessibili e poi potete scegliere la tipologia di abito, se stretto, a ruota, da cerimonia, da giorno.
Ci sono anche quelli per bambine!

vintage dress

Weekenddoll.co.uk è divertente perchè potete scegliere l’anno di riferimento tra i ’40 e i ’50. Meno carino degli altri due, ma sempre da vedere.
Dicamo che gli abiti sono meno in stile vintage rispetto a quelli visti fino ad ora.
Meno crinoline per intenderci!

vintage

Vivienofholloway.com è forse il mio preferito e ha anche una pagina IG molto interessante e sempre aggiornata. Amo follemente gli abiti scamiciati con fantasia hawaiana. Prezzi altini!
Se passate da Londra andate direttamente in negozio.

Lindybop.co.uk è un altro negozio che divide per annate abiti e accessori. Anche questo è davvero delizioso e i prezzi sono abbastanza contenuti.

vintage

Se cercate il vero vintage

Se amate gli anni 50 su Etsy ci sono negozi meravigliosi che vendono abiti originali stupendi, quasi tutti provenienti da Stati Uniti e UK. Prezzi alti, ma vestiti da sogno.

Se invece amate il vintage di tutte le epoche allora affidatevi alle nostre brave italiane che hanno negozi reali e online super forniti e con un ricambio continuo.
Loro sapranno consigliarvi sulle taglie e su tante altre cose. Personalmente ho acquistato da questi negozi e posso dire di essermi trovata molto bene. Le proprietarie sono ragazze molto carine, competenti e super disponibili. Consiglio e straconsiglio.

Dioramaboutique: Parto da Francesca perchè lei è stata la prima che mi ha messo in testa di comprare vintage passando da IG. Io ho tanti pezzi vintage nel mio armadio, la maggiorate presi a Milano, Torino e Buenos Aires e mi piace sbirciare e scegliere personalmente. Poi un giorno mi sono imbattuta nella pagina di Francesca e ho amato il suo modo di fare, di proporre abiti e accessori, di indossarli, di personalizzarli. Proprio una che ama il suo mestiere e si vede.
Da lei ho preso una salopette adorabile di jeans color crema, un abito fuxia in stile vagamente anni 40, e due prendisole.

Celestina Vintage: ancora oggi mi pento di essere andata a Piacenza e di non aver avuto il tempo di andare nel suo negozio. Anche lei è una venditrice attenta e disponibile. Ha un’innata capacita di indossare ciò che vende dalla taglia XS all XL e incredibilmente le sta tutto bene. Un po’ la odio per questo in realtà.
Da lei ho preso un abito subendo blu a fiorellini lungo e comodissimo he indosso spessissimo.

Vintagebogaloo: Se puntate agli anni 50 qui siete nel posto giusto. Lei ha uno stile molto riconoscibile in queso senso e come me ama le gonne a ruota. Purtroppo non è riuscita a reperire l’abito da ballo che desideravo, ma una splendida pettinessa con fiori di carta che ho messo per tenere l’acconciatura e anche un abito blu anni 70 molto carino perfetto per il mare.

Lamaisong: è la mia rovina. Ogni giorno guardo la carrellata dei nuovi arrivi e il mio conto PayPal trema. Ha veramente tante cose che io vorrei e una scelta vastissima.
Da lei ho preso due abitini per l’estate, entrambi blu, uno di lino e uno un po’ “da nonna” di quel tessuto tipo lucidino che non saprei descrivere se non dicendo appunto “da nonna”. Avete presenti i vestiti delle nonne degli anni 90? Quello.

Cosa indossavano le mie invitate?

Ve lo state chiedendo, ne sono certa.
In effetti quando vieni invitata ad una festa a tema le possibili reazioni sono due: curiosità e entusiasmo oppure scazzo totale.
Direi che, a parte qualche rara eccezione, tutte le mie amiche hanno preso fin troppo bene la cosa e si sono calate nella parte. Ci sono state cheerleader con pon pon, pin-up con pantaloncini a vita alta e moltissime ballerine con le gonne a ruota…che poi era il tema della festa. Tutte hanno fatto acquisti su Amazon o hanno tirato fuori cose belle dal baule della nonna. Io ho voluto ricreare il ballo di fine anno di una high school americana e secondo me ci sono riuscita!
Tutto era a tema ovviamente…e non vi dico che playlist musicale. Commovente!
Attendo i miei 50 anni solo per fare un’altra festa. Che tema sceglierò?

Muffin allo sciroppo d’acero

Ricordo ancora la prima volta che nella mia vita ho assaggiato lo sciroppo d’acero.
Ero in vacanza all’estero con i miei e in hotel a colazione servivano pancakes caldi con quello che a me sembrava miele.
Poi un giorno l’ho provato…e credevo fosse resina!
Non so dirvi se sia stato subito amore, forse no.
Con gli anni però ho capito che non potevo fare a meno di quella che resina non è, ma è linfa di un albero. Mi sembra una cosa così poetica e romantica questa cosa che metti la linfa di un albero sulle frittelle a colazione! A voi no?

Come e quando uso lo sciroppo d’acero

Spesso mi chiedete: come usi lo sciroppo d’acero?
Io lo metto un po’ ovunque, soprattutto a colazione.
Mi piace nel porridge, tantissimo in abbinamento con le banane o le mele cotte.
Mi piace anche nello yogurt bianco, quando non ho voglia di usare il miele.
Mi piace nel gelato finto che preparo con le banane congelate e i datteri – Frullate le banane congelate con qualche dattero morbido e un po’ di sciroppo d’acero. Ecco pronto il gelato più buono e facile del mondo –
Mi piace nella mousse di avocado e cioccolato. Non l’avete ancora provata? Pazzi!

Muffin allo sciroppo d’acero

INGREDIENTI
300 g di farina 00
80 g di burro a temperatura ambiente
70 g di zucchero di canna fine
50 ml di sciroppo d’acero
una bustina di lievito
2 uova
1 mela gialla
50 ml di latte intero

PREPARAZIONE
Montate il burro con lo zucchero e poi aggiungete le uova, una alla volta, e poi lo sciroppo d’acero, il latte, la mela grattugiata e la farina setacciata con il lievito.
Versate il composto in uno stampo da muffin rivestito con pirottini di carta oppure imburrato e infarinato.
Cuocete in forno statico a 180° per 30 minuti circa, oppure in forno ventilato a 170° per 35 minuti.

L’ingrediente Jolly: le noci

Le noci e lo sciroppo d’acero sono un’accoppiata vincente.
Potete aggiungere delle noci tritate nel composto base oppure potete utilizzarle come decorazione.

Il consiglio in più

Dopo la cottura, quando i muffin saranno ancora caldi, bagnateli in superficie con un po’ di sciroppo d’acero per renderli più umidi e golosi.

Gnocchetti con asparagi e fave

Oggi prepariamo gli gnocchetti sardi con asparagi e fave, una specialità della mia mamma.

Lo confesso questo piatto non è mio, ma ho chiesto la ricetta a chi lo fa spesso e molto meglio di come lo farei io: la mia mamma.
Amo questa ricetta perché è semplice, ma molto saporita ed è perfetta in questa stagione quando hai voglia di un piatto di pasta con le verdure un po’ diverso dal solito.
È ottimo anche freddo o riscaldato il giorno dopo.

Asparagi e fave
Gli asparagi ideali per questa ricetta sono piccolini e sottili, quelli selvatici in pratica, che trovate in alcuni ortofrutta molto forniti. Anche le fave devono essere piccoline e fresche, ma se non avete voglia di pulirle una ad una vanno bene anche quelle surgelate.
Degli asparagi serve solo la parte morbida, ma non buttate il resto che servirà per fare un brodo vegetale.

Gnocchetti sardi
Io amo questo formato di pasta perché si può mangiare con il cucchiaio e secondo me sta benissimo con questo condimento di verdure.
Se preferite una pasta diversa posso suggerirvi delle pennette rigate o anche delle trofei.
Se invece volete utilizzare una pasta lunga, scegliete delle linguine o delle bavette e frullate una parte delle verdure per rendere il condimento più avvolgente.

RICETTA degli gnocchetti sardi con fave e asparagi

INGREDIENTI

400 gr di gnocchetti sardi
un mazzetto di asparagi selvatici
200 gr di fave pulite
olio EVO
1 scalogno
Parmigiano grattugiato
sale e pepe

PREPARAZIONE

Lavate bene gli asparagi e tagliate le cime a pezzi piccoli. Con la parte più legnosa preparate un brodo vegetale.
Pulite le fave eliminando la pellicina. Se utilizzate quelle congelate tiratele fuori dal freezer qualche ora prima.
Cuocete le punte degli asparagi con poco olio e uno scalogno tritato. Sfumateli con il brodo vegetale e a fine cottura aggiungete le fave pulite e lasciate cuocere tutto per altri 5 minuti. Salate e pepate.
Scolate la pasta conservando l’acqua di cottura e salatatela in padella con il condimento. Aggiungete dell’acqua di cottura per mantecare tutto e un po’ di parmigiano grattugiato.

L’ingrediente jolly: il pecorino

Che ve logico a fare. Il pecorino con le fave …e non aggiungo altro.
A scaglie, non grattugiato.

Il consiglio in più

Per un condimento più avvolgente frullate un po’ di fave e asparagi per ottenere una cremina densa.

Torta allo skyr con lamponi

Avevo voglia di una torta allo yogurt, ma avevo solo lo skyr.
Da oggi non farò mai più una torta con lo yogurt! Solo skyr per me grazie.

Semplice e sofisticata

Definirei questa torta semplice e sofisticata.
Semplice perchè gli ingredienti e il procedimento sono facili facili, sia perchè il sapore è quello di un dolce semplice e casalingo, sia perchè ha un aspetto che sa di coccola, di buono, di confortevole.
Però è anche un dolce sofisticato perchè per me l’abbinamento cioccolato fondente-lamponi è qualcosa di elegante, di complesso, diciamo pure per intenditori.

Lamponi mon amour

Compro lamponi ormai tutte le volte che li trovo, anche se costano un occhio della testa.
Mi piacciono con il kefir, schiacciati dentro a tirar fuori tutto il loro succo, con lo yogurt greco e il cioccolato fuso (mia merenda preferita dell’anno) e anche nell’insalata con la feta.
Noterete che la Grecia vince a mani basse sulla mia tavola!
In questa torta i lamponi non sono solo il frutto fresco che ho messo nella decorazione, ma anche il gusto dello skyr. Potete farla anche con lo skyr bianco, ma perchè non strafare?

Dove trovo lo skyr

Ho detto skyr, non kefir. Non confondetevi!
Io lo compro sempre e lo trovo in tutti i supermercati.
Il mio skyr preferito è quello Lidl e il mio gusto preferito è, indovinate un po’, lamponi.
Mi piace perchè e più denso di uno yogurt normale, ma meno corposo di quello greco, è vellutato, non troppo acido e nemmeno troppo dolce.
Provatelo e provate questa torta.

Ricetta delle Torta allo skyr con lamponi

INGREDIENTI

Utilizzate un bicchiere di carta come misurino o un vasetto di yogurt

  • 1 bicchiere di skyr ai lamponi (lo skyr si trova in confezioni da 500 g)
  • 1 bicchiere scarso di olio di cocco (burro di cocco sciolto)
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 3 uova
  • 3 bicchieri di farina
  • 1 bustina di lievito
  • un cestino di lamponi freschi
  • 100 g di gocce di cioccolato (ma quelle belle grosse)

PREPARAZIONE

Montate le uova con lo zucchero e poi aggiungete lo skyr e l’olio.
Potete utilizzare le fruste elettriche, una planetaria o anche una frusta a mano.
Aggiungete poi la farina setacciata con il lievito e mescolate.
Versate il composto in uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro unto con olio di cocco e infarinato e versate i lamponi lavati e asciugati sulla superficie della torta.
Con le dita fateli sprofondare nell’impasto, ma non troppo.
Con le gocce di cioccolato un po’ infarinate decorate la torta e infornatela a 180° in forno ventilato per circa 45 minuti.

L’ingrediente jolly: le mandorle

O meglio, la farina di mandorle.
Preparatela voi semplicemente tritando finemente delle mandorle spellate.
Ne basta una manciata, circa 50 g.
Aggiungetela al composto per un tocco di sapore e profumo in più.

Il consiglio in più

Con lo stesso impasto potete fare dei muffin.
Saranno deliziosi, ognuno con i suoi lamponi sopra e il cioccolato.
Per renderli più belli e vari potete mettere su alcuni il cioccolato fondente e su altri quello bianco.

 

Il post definitivo sulla torta di mele

La prima ricetta preparata nella mia vita è stata la torta di mele perchè mia nonna Emilia era la regina delle torte di mele. Ovviamente non ho mai e dico mai cucinato una torta di mele buona come la sua!
Le mie torte di mele sono davvero buone, lo ammetto, ma non so come dire…mi chiedo sempre cosa manchi per sfiorare quell’ambita perfezione.
Ho sempre utilizzato solo mele golden, vantandomene pure un sacco come fosse il segreto di Fatima per la torta di mele top, ma poi mi sono bastate 24 ore in Val di Non ospite di Melinda per capire che ho sempre sbagliato e che forse la mia torta di mele non è mai abbastanza buona come quella di mia nonna solo perchè non ho mai usato le mele giuste.
E quali sono queste mele? Ora ve lo dico.

Qualche indizio nella foto!

Ad ogni ricetta la sua mela

Partiamo dal principio: esistono tanti tipi di mele e non tutte si possono utilizzare per fare torte.
La red delicious e la Fuji (la mia preferita dopo la golden) sono ottime da mangiare a morsi e con la buccia.
La Gala è perfetta per il succo di mele, che no, purtroppo non ha nulla a che fare con la centrifuga. È una delle cose più buone che io abbai mai assaggiato nella mia vita. Vi dico solo che stavo per comprare una pressa speciale per farlo, ma mi hanno dissuasa. È troppo grande per tenerla in casa!
La Evelina è perfetta per macedonie e insalate.
E poi c’è la renetta, la vera mela per le torte e per tutte le cotture al forno.
E la golden? Sì, anche lei come la renetta, ma un po’ meno.

La combinazione magica

La renetta è la mela delle torte di mele, ma da sola non basta.
Gli esperti di mele di Melinda (chi può saperne più di loro?) mi dicono che il segreto è aggiungere alla torta anche una mela golden “un po’ andata” che non vuol dire marcia e con i buchi, ma semplicemente un po’ secca e con le rughe.
Questo perchè la renetta contiene acqua e ha un retrogusto acidulo, mentre la golden vecchia di acqua ne ha meno ed è molto dolce.
Quindi, renetta+golden per una torta di mele da sballo!

Sapete come si conservano le mele?

La domanda che tutti mi hanno fatto al ritorno dalla mia gita in Val di Non ai meleti di Melinda è stata: ma le mele vengono raccolte tutto l’anno?
In effetti anche io ho sempre avuto questo dubbio e finalmente ho capito tante cose.
Le mele vengono raccolte quando è il momento giusto, come tutti gli altri frutti del resto, e il momento giusto è la fine dell’estate, settembre-ottobre.
Melinda le raccoglie tutte e le porta in un posto davvero speciale e magico che ho avuto il piacere di visitare. Si tratta di una sorta di miniera sotterranea delle mele (mi piace raccontarvela chiamandola così), che si presenta come un reticolato di tunnel che scavano la montagna e che ospitano delle celle dove vengono conservate le mele ad una temperatura di 1° per poter mantenere inalterate le loro proprietà fino a 12 mesi.
Sembra incredibile eppure io ho provato con mano, o meglio ho assaggiato, e posso assicurarvi che le mele sono croccanti e succose esattamente come appena raccolte.
Giorno dopo giorno, queste mele vengono prelevate un po’ alla volta, vengono selezionate dagli occhi attenti delle signore dell’azienda per scartare quelle che hanno qualche difetto, vengono lavate ed etichettate una per una prima di arrivare nei supermercati e nei negozi ortofrutticoli.

Non vi dico che freschino in questa grotta!

Solo mele grandi per me

Se avete seguito le mie stories si Instagram (@cookthelook) avrete visto che ho una leggera ossessione per le mele enormi. Sotto i 250 g non parliamo di vere mele per me.
In questo tour ho scoperto che non sono pazza, ma che le mele davvero vengono divise a seconda delle dimensioni e a me piacciono quelle che hanno la circonferenza 90, specialmente se sono golden. Esatto, praticamente dei meloni!

Quella rossa pesa solo 250 g. Non va bene!

La torta di mele della signora Cristina

Ora però passiamo alle cose serie e cioè alla ricetta della torta di mele della signora Cristina che è la titolare dell’agritur Renetta che mi ha ospitata. Un posto magico che vi consiglio di visitare se passate in zona. Vale la pena anche solo per la colazione: una tavola imbandita con torta di mele, macedonia, il pane fatto da lei, le brioche fatte da lei, le confetture fatte da lei e un succo di mela senza zucchero preparato solo con una speciale pressa.
Parliamo anche del crumble appena sfornato? No, non aggiungo altro se non la ricetta della sua torta che è quella che vedete in foto e che io ho provato a replicare, anche se la sua è decisamente più bella!

La Signora Cristina dell’Agritur Renetta (anche sosia di Milena Gabanelli)

INGREDIENTI

3 uova
125 g di zucchero
120 g di burro morbido
200 g di farina 0
2 mele renette
2 mele golden vecchie
2 cucchiai di latte
un pizzico di sale
una bustina di lievito
2 cucchiai di zucchero per guarnire

PREPARAZIONE

Sbucciate le mele e tagliatele a fette abbastanza sottili. Io ho utilizzato il taglia-mela (#maipiusenza) perchè toglie il torsolo e affetta alla perfezione. Poi basta solo sbucciare e tagliare gli spicchi più sottili.
Per l’impasto, montate il burro morbido (a pomata, non sciolto) con lo zucchero.
Aggiungete le uova e il latte e poi sempre montando la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Potete aromatizzare anche con la scorza di limone grattugiata.
Versate il composto in uno stampo per torta da 24 cm di diametro ricoperto con carta forno bagnata e strizzata. potete in alternativa imburrare e infarinare lo stampo.
Infilate le mele nell’impasto disponendole una accanto all’altra di taglio.
Cospargete tutto con lo zucchero e infornate a 180° per circa 35 minuti.
Se la torta dovesse risultate troppo dorata in superficie dopo 15-20 minuti, copritela con la carta argentata e proseguite con la cottura.

La signora Cristina ha diposto meglio le fette. Io ero impaziente di infornare!

Come ho potuto vivere senza?

Ancora torte di mele

Ora, se ancora non ne avete abbastanza di torte di mele, date un’occhiata a questa carrellata di ricette già pubblicate sul blog.
La torta di mele di nonna Emilia è buonissima, ma tra tutte non saprei dire quale sia la migliore. Anche se… ho sempre sbagliato usando solo le mele golden!

Torta di mele di Nonna Emilia 

Torta di mele cremosa

Torta mele e mascarpone

Sfogliata di mele

Torta di mele vegana

Crostata sbriciolata di mele

 

 

Questo post è stato sponsorizzato da Melinda

Monday I’m in love: Aloe a colazione

Ve ne parlo da settimane ormai quindi direi che è giunto il momento di mettere tutto nero su bianco perché le domande sono tante e le mie risposte sono state poche. Perdonatemi.
Oggi parliamo dell’aloe e del perchè io da due anni non smetto più di bere questo succo ogni mattina.

Cos’è l’aloe

L’aloe è prima di tutto una piantina grassa (oddio non so se sia grassa o meno!) molto carina che potete acquistare e tenere in casa perchè oltre ad essere adorabile e decorativa ha anche un sacco di proprietà.
All’interno delle sue foglioline cicciottelle infatti ha una specie di gel che può essere utilizzato in tanti modi. Per prelevarlo basta recidere la foglia dal basso e poi dividerla a metà.

5 modi di utilizzare il gel di aloe

Il gel prelevato dalla foglia di aloe può essere ingerito, ma attenzione perchè potrebbe avere un leggero effetto lassativo. In realtà molti lo assumono proprio per questo motivo però!
Prelevatelo e conservatelo in un barattolo di vetro ben chiuso in frigorifero per due settimane al massimo e utilizzatelo in questi 5 modi:
– strofinate denti e gengive perchè il gel disinfetta e disinfiamma
– preparate impacchi per capelli perchè il gel idrata e illumina
– applicato sul viso per 10 minuti è un’ottima maschera naturale energizzante
– è un ottimo rimedio su ferite e scottature della pelle
– ha un effetto lenitivo e cura le punture di insetti

Il succo di aloe

Io non ho una piantina di aloe, ma compro il succo in erboristeria.
Non prediligo una marca in particolare, mi basta che sia puro e con la polpa, anche se la presenza della polpa non incide particolarmente sull’efficacia. A me semplicemente piacciono i pezzettini, tutto qui!
Esistono in commercio anche dei succhi aromatizzati e devo dire che ho provato quello alla pesca e quello al mango e sono molto buoni, ma contengono molto spesso dello zucchero e io preferisco assumere il succo puro, anche se un po’ meno gustoso…anzi a dirla tutta, abbastanza imbevibile!
Sì, inutile mentire, il succo di aloe è cattivo, però fa bene, ve lo giuro ed è per questo che una tipa incostante cronica come me lo beve ogni giorno e non salta mai l’appuntamento.
Se non posso portare il succo con me perchè magari sono in viaggio, per qualche giorno lo sostituisco con delle capsule.

I benefici che ho riscontrato io:

– I miei capelli crescono alla velocità della luce e così anche le unghie (ovvio, anche i peli!)
– Con l’aloe soffro molto meno di disturbi intestinali
– È una mano santa per chi soffre di stipsi ed emorroidi!
– Grande energia già al risveglio
– Digerisco anche i macigni

Come assumo il succo di aloe

Al mattino appena sveglia mi precipito in cucina, apro il frigo e mi verso nel misurino i miei 40 ml di aloe. Non diluisco perchè se già fa abbastanza schifo così, figuriamoci cosa vuol dire bere un bicchiere intero di questa roba.
Quindi il mio consiglio è di non pensarci troppo, one shot, e via, buttatelo giù senza indugio.
Che poi, ora sto facendo terrorismo psicologico, ma a qualuno piace pure questo sapore leggermente agrumato e un po’ erboso.
Io sono sincera, alcuni succhi sanno di pomodoro andato a male, ma altri sono abbastanza buoni tipo quello di Zuccari e Matt, due marche che trovate in erboristeria e nelle parafarmacie.
Poi c’è Forever, è il marchio più famoso in fatto di aloe, che potete acquistare da venditori autorizzati e anche online, ma ance lì solo tramite venditori. Occhio perchè su Amazon trovate spesso delle imitazioni. Io eviterei.
Forever costa più degli altri, pare essere il top del top, ma il succo puro non ha un gran sapore. Quello alla pesca invece è strepitoso e ve lo consiglio.

Succo e bevanda

Attenzione, quando parliamo di succo di aloe intendiamo il succo puro.
Esistono in commercio anche delle bevande all’aloe aromatizzate e zuccherate che però nulla hanno a che vedere con quanto detto fin qui.
Cercate il succo puro e iniziate la vostra cura.
Sono curiosa di sapere cosa ne pensate. Tenetemi aggiornata!

Sformato (gateau) di patate

Quando mi avanzano delle patate e qualche affettato in frigo io preparo il gateau di patate.

In realtà dalle mie parti si chiama sformato e non gateau, ed è forse un po’ diverso da quello tradizionale. Il mio, poi, è tutto strano perché è fatto un po’ “a occhio”, diciamo così!

Gateau di patate

Potrei dire con assoluta certezza che questo è uno dei miei piatti preferiti perché è semplice, rustico ed economico. Amo che sia croccante fuori e morbido e filante dentro. Quando voglio prepararlo per un’occasione un po’ importante lo faccio in monoporzioni e il figurone è assicurato.

Ditemi se esiste qualcuno al mondo che non ama il gateau di patate.
Impossibile. Piace ai bambini, ai grandi, ai vegetariani se si prepara senza affettati, ed è un piatto completo perfetto anche da portare a lavoro nella schiscetta.
Vabè, io lo mangerei a ogni ora del giorno, l’avete capito vero?

Questa è la ricetta un po’ improvvisata che preparo con quello che ho.
Come formaggio uso quello che mi avanza. Una volta ho fatto un gateau straordinario con i Babybell per intenderci.
Come affettati vi sconsiglio il prosciutto crudo e invece voto fortissimamente per la mortadella e il salame.

INGREDIENTI dello sformato di patate

6 patate medie (quelle che avete in casa)
1 uovo grande
50 gr di formaggio morbido tipo fontina
1 mozzarella
100 gr di mortadella o prosciutto cotto o salame a fette spesse
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
pan grattato qb
burro qb
sale e pepe
prezzemolo

PREPARAZIONE

Fate bollire le patate con la buccia partendo da acqua fredda.
Quando saranno morbide fino al cuore scolatele e ancora calde passatele in uno schiaccia-patate, oppure sbucciatele e schiacciatele con la forchetta.
NON FRULLATELE!
Aggiungete poi gli affettati (un tipo o tutti e tre) e il formaggio a pezzetti, il parmigiano, l’uovo sbattuto, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe, una noce di burro e la mozzarella sfilacciata a mano.
Mescolate bene e versate il composto in una pirofila ben imburrata e spolverizzata con pan grattato.
Cospargete la superficie con fiocchetti di burro e pan grattato e infornate a 200° per circa 30 minuti.

L’ingrediente jolly

A me piace aggiungere altre verdure che possono essere in foglia come spinaci e cicoria, oppure zucchine e carote, sempre precedentemente sbollentate.

Il consiglio in più

Volete uno sformato dal cuore morbido?
Versate una parte di composto nella pirofila, coprite con delle fette di fontina o taleggio e completate con il composto mancante.
Infornate e gustate!

Peperoni in padella con capperi e alici

Vado pazza per i peperoni e lo confesso, li mangio anche fuori stagione.
Mi piacciono in tutte le salse, ma la ricetta che proprio mi fa andare fuori di testa è quella che vi propongo oggi, che poi è forse la più semplice.

Gialli, verdi o rossi?

A me piacciono tutte le varianti di colore, ma faccio una distinzione per ricette.
I gialli e i verdi in generi li mangio crudi nelle insalate o li cuocio in padella.
I rossi quasi sempre al forno con le patate (e le salsicce!) e molto spesso in combinazione con i verdi.
Però, detto tra noi, utilizzateli anche tutti insieme perchè il giallo e il rosso sono dolci e il verde più amaro e si compensano. Vi do la mia benedizione!

Peperoni in padella con capperi e alici

INGREDIENTI
2 peperoni gialli
1 cipolla
olio evo
sale
prezzemolo
una manciata di capperi sotto sale
2-3 alici sott’olio

PREPARAZIONE
Lavate i peperoni, svuotateli dei semini e tagliateli a listarelle non troppo sottili o a pezzetti.
Tritate al coltelo una cipolla.
Sciogliete le alici con olio caldo in una padella antiaderente.
Aggiungete la cipolla e i peperoni e cuocete tutto.
Il fuoco deve essere abbastanza vivace e i peperoni vanno saltati continuamente.
Aggiungete a metà cottura dei capperi ben lavati e asciugati e un pizzico di sale.
Sono pronti quando prendono colore, ma non perdono eccessivamente di consistenza.
A ,e piacciono così, ma potete andare avanti con la cottura finché non saranno morbidissimi.
Completate con del prezzemolo tritato al coltello.

L’ingrediente jolly: uvetta e mandorle

Potete rendere questo contorno leggermente agrodolce con un po’ di zucchero e aceto, ma a me piace molto di più con l’uvetta e le mandorle in scaglie.
Basta ammorbidire l’uvetta in acqua fredda e poi strizzala e cuocerla con i peperoni.
Alla fine servite tutto con delle mandorle in lamelle precedentemente tostate in padella.

Il consiglio in più

Se non avete voglia di cuocere i peperoni in padella perchè non potete seguire la cottura, metteteli in una teglia da forno con cipolla tritata, olio e capperi e fateli andare a 200° per 30 minuti in forno statico.
Sono ottimi anche su un bel bruscehettone caldo o come condimento di una pasta corta.

Gamberi al forno con il limone

Quando pubblico ricette molto semplici in genere le cucinate in tempo record.
Ecco, diciamo che vedo già questi gamberi al forno sulle vostre tavole.

Code di gamberi…dall’Irlanda

Un, due tre… è il momento di prendere appunti per andare a fare la spesa.
Bè, questa spesa sarà molto leggera perché gli ingredienti sono pochissimi e secondo me, a parte i gamberi, avete già tutto in casa.
Se non amate i gamberi usate le mazzancolle e se non li trovate freschi provate con i surgelati.
Io ho comprato delle code di gamberi irlandesi, ma solo perchè non sono molto brava a scegliere il pesce e mi sono lasciata convincere dalla provenienza.
L’Irlanda…io ho i capelli rossi…mi dicono tutti che sembro irlandese. Mi sembra un ottimo motivo per selezionare gli ingredienti di una ricetta, no?
Ah, la professionalità di una foodblogger, questa sconosciuta!

Ricetta dei gamberi al limone

INGREDIENTI
10 code di gamberi
1 limone
pangrattato qb
sale e pepe
prezzemolo
olio evo

PREPARAZIONE
Pulite le code di gamberi lasciando la corazza solo nella codina finale.
Eliminate il filetto nero sul dorso e tamponatele per bene con carta assorbente.
Conditele con olio e succo di mezzo limone e poi passatele nel pangrattato.
Disponete sulla base di una teglia da forno le fettine sottili del mezzo limone rimasto e sistemate sopra i gamberi.
Un pizzico di sale e pepe, prezzemolo tritato, un filo di olio e in forno a 200° per 15 minuti.

L’ingrediente jolly: l’avocado

Io accompagnerei questo gambero con una crema di avocado, tipo guaiamole, ma molto più semplice. Silo polpa di avocado schiacciata con la forchetta e condita con sale e limone.

Il consiglio in più

Potete servire questi gamberi come spiedini, magari per un aperitivo in piedi.

Sformato di zucchine

Ricetta appena fatta, fotografata e assaggiata.
La scrivo subito perchè so che vi piacerà. Quando dici, la dedizione al lavoro…

Non è una frittata

Ecco, specifichiamolo subito.
Sembra, ma non è. Si tratta di un incrocio tra una torta salata e uno sformato.
Nell’impasto ci sono farina e lievito e quindi il senso è che ne venga fuori una sorta di pane, ma pane non è. Ma insomma cos’è?
Dipende un po’ da voi. Se mettete dentro più zucchine del previsto sarà uno sformato, se ne mettete meno sarà una torta salata, se mettete meno farina sarà una frittata.
Vi dico cosa ho fatto io intanto: ho abbondato con le zucchine.

Tutto in forno in un colpo solo

Evviva si, non bisogna cuocere nulla a parte!
Avete capito bene, le zucchine non vanno cotte prima, ma si aggiungono al resto da crude.
Che poi, le avete mai mangiate le zucchine crude nell’insalata? Io ne vado matta. Provatele.

Ricetta dello sformato di zucchine

INGREDIENTI
2 uova
100 g di ricotta di mucca
2 zucchine grandi
70 g di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate (non lievito di birra)
sale e pepe
prezzemolo
Parmigiano grattugiato qb

PREPARAZIONE
Lavate e tagliate le zucchine a rondelle sottili con una mandolina.
A parte sbattete le uova con la ricotta, il sale e il pepe.
Aggiungete al composto la farina setacciata con il lievito e poi le zucchine e mescolate.
Versate tutto in uno stampo rotondo (22 cm di diametro) rivestito con carta forno e cospargete la superficie con il parmigiano.
Cuocete a 180° per circa 25-30 minuti.

L’ingrediente Jolly: La cipolla
Lo sapete che io la metterei da tutte le parti, un po’ come l’aglio.
Affettatela sottilmente sempre con la mandolinata e aggiungetela all’impasto.
Se non volete uno sformato troppo cipolloso allora provate a dargli solo un po’ di colore e un pizzico di sapore in più con l’erba cipollina.

Il consiglio in più
Se volete preparare una vera e propria torta salata con tanto di pasta alla base, sapete cosa potete fare? Stendete un rotolo di brisè sullo stampo, bucherellatelo con la forchetta e poi versateci dentro l’impasto preparato.
Cuocete in forno a 200° per 35 minuti e otterrete una sorta di quiche.
Non vi consiglio la pasta sfoglia perché non la amo molto, ma voi fate come preferite!