Archivio dell'autore: Giorgia Di Sabatino

Il mio abito di Ritorno al Futuro e i negozi vintage online

Come sapete (dato che v’ho fatto una capa tanta) a giugno ho compiuto 40 anni e il mio sogno era vestirmi con un abito anni 50, ma non uno qualsiasi: io volevo l’abito del ballo di Ritorno al futuro, l’abito rosa pesco di Lorraine Baines.
Cosa ho fatto quindi? Bè, prima di tutto ho organizzato una festa a tema anni 50, o meglio una festa ispirata al Ballo Incanto sotto il mare di Ritorno al futuro e poi mi sono messa alla ricerca del vestito.
Se non avete visto Ritorno al futuro e non sapete di cosa sto parlando, non meritate di leggere questo articolo e non possiamo essere amici!

L’abito dei miei sogni

Un abito su misura e ti senti subito Cenerentola …senza zucca, ma con una Delorian!

La ricerca non è stata affatto facile e alla fine ovviamente per avere quell’abito ho dovuto chiedere alla sarta più brava che io conosca sul web di confezionarmelo su misura perché altrimenti non l’avrei mai trovato.
La sarta in questione è Alessia Barbarossa e confeziona sogni più che vestiti.
Quando l’ho contattata ha subito accolto la mia proposta con entusiasmo e io non ho avuto dubbi: era lei la persona giusta.
Ci vuole passione nella vita e nel lavoro e mi piacciono le persone che si buttano e rischiano un po’ uscendo dalla comfort zone per provare qualcosa di nuovo. Non lo fanno tutti e ho apprezzato moltissimo il suo atteggiamento positivo.
Non mi ha nemmeno preso le misure perché abitiamo a centinaia di chilometri di distanza, ma si è fidata di quelle che ho preso io con un metro improvvisato e di dubbia precisione. Si è affidata a me e io a lei e senza mai esserci nemmeno viste di persona ha realizzato il mio sogno di bambina.
Il giorno della festa lei è partita da casa sua nelle Marche per venire da me e per portarmi di persona il frutto del suo lavoro. Era la prima volta che provavo il vestito ed eravamo entrambe terrorizzate … ma con una certezza: la macchina da cucire nel suo portabagagli.
Mentre lo infilavo percepivo la sua tensione e io stessa mentalmente incrociavo le dita.
Non appena abbiamo chiuso la cerniera ci siamo guardate e voilà…la perfezione!
Abito su misura nel vero senso della parola. Perfetto nel senso vero dell’aggettivo “perfetto”. Non un cm di più, non uno di meno.
Le mie amiche mi dicevano “Sei pazza? Prendi un abito così? L’abito per la tua festa, senza provarlo, senza le misure giuste. Sei fuori di testa. Non sei preoccupata?”
Che dire, per la prima volta nella vita non avevo dubbi. Ero sicura che sarebbe andato tutto liscio con Alessia e avevo ragione.
Ora però non chiedetele di realizzare tutti i vostri abiti da sogno perchè credo che le sia bastato il mio, almeno per qualche anno 😉

La prima prova e la faccia della soddisfazione!

Negozi vintage online: i miei preferiti

Prima di arrivare ad Alessia e alla convinzione che mai avrei trovato un vero abito vintage identico a quello che volevo io,  ho fatto grandi studi e milioni di ricerche online che mi hanno permesso di conoscere delle realtà straordinarie che voglio condividere con voi.
I negozi che vendono vestiti ispirati agli anni 40-50-60 sono perlopiù inglesi e americani e hanno prezzi un po’ altini, ma vi giuro che troverete una scelta imbarazzante di sottogonne di ogni colore, bustini, gonne a ruota o pencil skirt, camicette, abiti da sposa e tanto altro.

Se volete abiti ispirati agli anni 50 e 60

Questa che segue è una selezione di negozi inglesi che vendono online.
Non sono abiti vintage in senso stretto, ma ricordano esattamente quello stile lì, ma in chiave “moderna”. Vi giuro che ve ne innamorerete.
Vi consiglio di dare uno sguardo agli abiti da sposa perchè sono bellissimi (e non solo per sposarsi) e poi se volete un vestito come il mio cercate il modello swing dress, cioè quello con la gonna a ruota e la sottogonna, che in genere si prende a parte.

Collectif.co.uk ha una vasta scelta a prezzi un filino alti, ma in questo periodo ci sono i saldi e vi consiglierei di approfittare.

abito vintage swing dress

DollyandDotty.co.uk è un altro brand che mi ha fatto innamorare. Ha meno modelli, ma una vasta scelta di colori e prezzi più accessibili e poi potete scegliere la tipologia di abito, se stretto, a ruota, da cerimonia, da giorno.
Ci sono anche quelli per bambine!

vintage dress

Weekenddoll.co.uk è divertente perchè potete scegliere l’anno di riferimento tra i ’40 e i ’50. Meno carino degli altri due, ma sempre da vedere.
Dicamo che gli abiti sono meno in stile vintage rispetto a quelli visti fino ad ora.
Meno crinoline per intenderci!

vintage

Vivienofholloway.com è forse il mio preferito e ha anche una pagina IG molto interessante e sempre aggiornata. Amo follemente gli abiti scamiciati con fantasia hawaiana. Prezzi altini!
Se passate da Londra andate direttamente in negozio.

Lindybop.co.uk è un altro negozio che divide per annate abiti e accessori. Anche questo è davvero delizioso e i prezzi sono abbastanza contenuti.

vintage

Se cercate il vero vintage

Se amate gli anni 50 su Etsy ci sono negozi meravigliosi che vendono abiti originali stupendi, quasi tutti provenienti da Stati Uniti e UK. Prezzi alti, ma vestiti da sogno.

Se invece amate il vintage di tutte le epoche allora affidatevi alle nostre brave italiane che hanno negozi reali e online super forniti e con un ricambio continuo.
Loro sapranno consigliarvi sulle taglie e su tante altre cose. Personalmente ho acquistato da questi negozi e posso dire di essermi trovata molto bene. Le proprietarie sono ragazze molto carine, competenti e super disponibili. Consiglio e straconsiglio.

Dioramaboutique: Parto da Francesca perchè lei è stata la prima che mi ha messo in testa di comprare vintage passando da IG. Io ho tanti pezzi vintage nel mio armadio, la maggiorate presi a Milano, Torino e Buenos Aires e mi piace sbirciare e scegliere personalmente. Poi un giorno mi sono imbattuta nella pagina di Francesca e ho amato il suo modo di fare, di proporre abiti e accessori, di indossarli, di personalizzarli. Proprio una che ama il suo mestiere e si vede.
Da lei ho preso una salopette adorabile di jeans color crema, un abito fuxia in stile vagamente anni 40, e due prendisole.

Celestina Vintage: ancora oggi mi pento di essere andata a Piacenza e di non aver avuto il tempo di andare nel suo negozio. Anche lei è una venditrice attenta e disponibile. Ha un’innata capacita di indossare ciò che vende dalla taglia XS all XL e incredibilmente le sta tutto bene. Un po’ la odio per questo in realtà.
Da lei ho preso un abito subendo blu a fiorellini lungo e comodissimo he indosso spessissimo.

Vintagebogaloo: Se puntate agli anni 50 qui siete nel posto giusto. Lei ha uno stile molto riconoscibile in queso senso e come me ama le gonne a ruota. Purtroppo non è riuscita a reperire l’abito da ballo che desideravo, ma una splendida pettinessa con fiori di carta che ho messo per tenere l’acconciatura e anche un abito blu anni 70 molto carino perfetto per il mare.

Lamaisong: è la mia rovina. Ogni giorno guardo la carrellata dei nuovi arrivi e il mio conto PayPal trema. Ha veramente tante cose che io vorrei e una scelta vastissima.
Da lei ho preso due abitini per l’estate, entrambi blu, uno di lino e uno un po’ “da nonna” di quel tessuto tipo lucidino che non saprei descrivere se non dicendo appunto “da nonna”. Avete presenti i vestiti delle nonne degli anni 90? Quello.

Cosa indossavano le mie invitate?

Ve lo state chiedendo, ne sono certa.
In effetti quando vieni invitata ad una festa a tema le possibili reazioni sono due: curiosità e entusiasmo oppure scazzo totale.
Direi che, a parte qualche rara eccezione, tutte le mie amiche hanno preso fin troppo bene la cosa e si sono calate nella parte. Ci sono state cheerleader con pon pon, pin-up con pantaloncini a vita alta e moltissime ballerine con le gonne a ruota…che poi era il tema della festa. Tutte hanno fatto acquisti su Amazon o hanno tirato fuori cose belle dal baule della nonna. Io ho voluto ricreare il ballo di fine anno di una high school americana e secondo me ci sono riuscita!
Tutto era a tema ovviamente…e non vi dico che playlist musicale. Commovente!
Attendo i miei 50 anni solo per fare un’altra festa. Che tema sceglierò?

Muffin allo sciroppo d’acero

Ricordo ancora la prima volta che nella mia vita ho assaggiato lo sciroppo d’acero.
Ero in vacanza all’estero con i miei e in hotel a colazione servivano pancakes caldi con quello che a me sembrava miele.
Poi un giorno l’ho provato…e credevo fosse resina!
Non so dirvi se sia stato subito amore, forse no.
Con gli anni però ho capito che non potevo fare a meno di quella che resina non è, ma è linfa di un albero. Mi sembra una cosa così poetica e romantica questa cosa che metti la linfa di un albero sulle frittelle a colazione! A voi no?

Come e quando uso lo sciroppo d’acero

Spesso mi chiedete: come usi lo sciroppo d’acero?
Io lo metto un po’ ovunque, soprattutto a colazione.
Mi piace nel porridge, tantissimo in abbinamento con le banane o le mele cotte.
Mi piace anche nello yogurt bianco, quando non ho voglia di usare il miele.
Mi piace nel gelato finto che preparo con le banane congelate e i datteri – Frullate le banane congelate con qualche dattero morbido e un po’ di sciroppo d’acero. Ecco pronto il gelato più buono e facile del mondo –
Mi piace nella mousse di avocado e cioccolato. Non l’avete ancora provata? Pazzi!

Muffin allo sciroppo d’acero

INGREDIENTI
300 g di farina 00
80 g di burro a temperatura ambiente
70 g di zucchero di canna fine
50 ml di sciroppo d’acero
una bustina di lievito
2 uova
1 mela gialla
50 ml di latte intero

PREPARAZIONE
Montate il burro con lo zucchero e poi aggiungete le uova, una alla volta, e poi lo sciroppo d’acero, il latte, la mela grattugiata e la farina setacciata con il lievito.
Versate il composto in uno stampo da muffin rivestito con pirottini di carta oppure imburrato e infarinato.
Cuocete in forno statico a 180° per 30 minuti circa, oppure in forno ventilato a 170° per 35 minuti.

L’ingrediente Jolly: le noci

Le noci e lo sciroppo d’acero sono un’accoppiata vincente.
Potete aggiungere delle noci tritate nel composto base oppure potete utilizzarle come decorazione.

Il consiglio in più

Dopo la cottura, quando i muffin saranno ancora caldi, bagnateli in superficie con un po’ di sciroppo d’acero per renderli più umidi e golosi.

Gnocchetti con asparagi e fave

Oggi prepariamo gli gnocchetti sardi con asparagi e fave, una specialità della mia mamma.

Lo confesso questo piatto non è mio, ma ho chiesto la ricetta a chi lo fa spesso e molto meglio di come lo farei io: la mia mamma.
Amo questa ricetta perché è semplice, ma molto saporita ed è perfetta in questa stagione quando hai voglia di un piatto di pasta con le verdure un po’ diverso dal solito.
È ottimo anche freddo o riscaldato il giorno dopo.

Asparagi e fave
Gli asparagi ideali per questa ricetta sono piccolini e sottili, quelli selvatici in pratica, che trovate in alcuni ortofrutta molto forniti. Anche le fave devono essere piccoline e fresche, ma se non avete voglia di pulirle una ad una vanno bene anche quelle surgelate.
Degli asparagi serve solo la parte morbida, ma non buttate il resto che servirà per fare un brodo vegetale.

Gnocchetti sardi
Io amo questo formato di pasta perché si può mangiare con il cucchiaio e secondo me sta benissimo con questo condimento di verdure.
Se preferite una pasta diversa posso suggerirvi delle pennette rigate o anche delle trofei.
Se invece volete utilizzare una pasta lunga, scegliete delle linguine o delle bavette e frullate una parte delle verdure per rendere il condimento più avvolgente.

RICETTA degli gnocchetti sardi con fave e asparagi

INGREDIENTI

400 gr di gnocchetti sardi
un mazzetto di asparagi selvatici
200 gr di fave pulite
olio EVO
1 scalogno
Parmigiano grattugiato
sale e pepe

PREPARAZIONE

Lavate bene gli asparagi e tagliate le cime a pezzi piccoli. Con la parte più legnosa preparate un brodo vegetale.
Pulite le fave eliminando la pellicina. Se utilizzate quelle congelate tiratele fuori dal freezer qualche ora prima.
Cuocete le punte degli asparagi con poco olio e uno scalogno tritato. Sfumateli con il brodo vegetale e a fine cottura aggiungete le fave pulite e lasciate cuocere tutto per altri 5 minuti. Salate e pepate.
Scolate la pasta conservando l’acqua di cottura e salatatela in padella con il condimento. Aggiungete dell’acqua di cottura per mantecare tutto e un po’ di parmigiano grattugiato.

L’ingrediente jolly: il pecorino

Che ve logico a fare. Il pecorino con le fave …e non aggiungo altro.
A scaglie, non grattugiato.

Il consiglio in più

Per un condimento più avvolgente frullate un po’ di fave e asparagi per ottenere una cremina densa.

Torta allo skyr con lamponi

Avevo voglia di una torta allo yogurt, ma avevo solo lo skyr.
Da oggi non farò mai più una torta con lo yogurt! Solo skyr per me grazie.

Semplice e sofisticata

Definirei questa torta semplice e sofisticata.
Semplice perchè gli ingredienti e il procedimento sono facili facili, sia perchè il sapore è quello di un dolce semplice e casalingo, sia perchè ha un aspetto che sa di coccola, di buono, di confortevole.
Però è anche un dolce sofisticato perchè per me l’abbinamento cioccolato fondente-lamponi è qualcosa di elegante, di complesso, diciamo pure per intenditori.

Lamponi mon amour

Compro lamponi ormai tutte le volte che li trovo, anche se costano un occhio della testa.
Mi piacciono con il kefir, schiacciati dentro a tirar fuori tutto il loro succo, con lo yogurt greco e il cioccolato fuso (mia merenda preferita dell’anno) e anche nell’insalata con la feta.
Noterete che la Grecia vince a mani basse sulla mia tavola!
In questa torta i lamponi non sono solo il frutto fresco che ho messo nella decorazione, ma anche il gusto dello skyr. Potete farla anche con lo skyr bianco, ma perchè non strafare?

Dove trovo lo skyr

Ho detto skyr, non kefir. Non confondetevi!
Io lo compro sempre e lo trovo in tutti i supermercati.
Il mio skyr preferito è quello Lidl e il mio gusto preferito è, indovinate un po’, lamponi.
Mi piace perchè e più denso di uno yogurt normale, ma meno corposo di quello greco, è vellutato, non troppo acido e nemmeno troppo dolce.
Provatelo e provate questa torta.

Ricetta delle Torta allo skyr con lamponi

INGREDIENTI

Utilizzate un bicchiere di carta come misurino o un vasetto di yogurt

  • 1 bicchiere di skyr ai lamponi (lo skyr si trova in confezioni da 500 g)
  • 1 bicchiere scarso di olio di cocco (burro di cocco sciolto)
  • 2 bicchieri di zucchero
  • 3 uova
  • 3 bicchieri di farina
  • 1 bustina di lievito
  • un cestino di lamponi freschi
  • 100 g di gocce di cioccolato (ma quelle belle grosse)

PREPARAZIONE

Montate le uova con lo zucchero e poi aggiungete lo skyr e l’olio.
Potete utilizzare le fruste elettriche, una planetaria o anche una frusta a mano.
Aggiungete poi la farina setacciata con il lievito e mescolate.
Versate il composto in uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro unto con olio di cocco e infarinato e versate i lamponi lavati e asciugati sulla superficie della torta.
Con le dita fateli sprofondare nell’impasto, ma non troppo.
Con le gocce di cioccolato un po’ infarinate decorate la torta e infornatela a 180° in forno ventilato per circa 45 minuti.

L’ingrediente jolly: le mandorle

O meglio, la farina di mandorle.
Preparatela voi semplicemente tritando finemente delle mandorle spellate.
Ne basta una manciata, circa 50 g.
Aggiungetela al composto per un tocco di sapore e profumo in più.

Il consiglio in più

Con lo stesso impasto potete fare dei muffin.
Saranno deliziosi, ognuno con i suoi lamponi sopra e il cioccolato.
Per renderli più belli e vari potete mettere su alcuni il cioccolato fondente e su altri quello bianco.

 

Il post definitivo sulla torta di mele

La prima ricetta preparata nella mia vita è stata la torta di mele perchè mia nonna Emilia era la regina delle torte di mele. Ovviamente non ho mai e dico mai cucinato una torta di mele buona come la sua!
Le mie torte di mele sono davvero buone, lo ammetto, ma non so come dire…mi chiedo sempre cosa manchi per sfiorare quell’ambita perfezione.
Ho sempre utilizzato solo mele golden, vantandomene pure un sacco come fosse il segreto di Fatima per la torta di mele top, ma poi mi sono bastate 24 ore in Val di Non ospite di Melinda per capire che ho sempre sbagliato e che forse la mia torta di mele non è mai abbastanza buona come quella di mia nonna solo perchè non ho mai usato le mele giuste.
E quali sono queste mele? Ora ve lo dico.

Qualche indizio nella foto!

Ad ogni ricetta la sua mela

Partiamo dal principio: esistono tanti tipi di mele e non tutte si possono utilizzare per fare torte.
La red delicious e la Fuji (la mia preferita dopo la golden) sono ottime da mangiare a morsi e con la buccia.
La Gala è perfetta per il succo di mele, che no, purtroppo non ha nulla a che fare con la centrifuga. È una delle cose più buone che io abbai mai assaggiato nella mia vita. Vi dico solo che stavo per comprare una pressa speciale per farlo, ma mi hanno dissuasa. È troppo grande per tenerla in casa!
La Evelina è perfetta per macedonie e insalate.
E poi c’è la renetta, la vera mela per le torte e per tutte le cotture al forno.
E la golden? Sì, anche lei come la renetta, ma un po’ meno.

La combinazione magica

La renetta è la mela delle torte di mele, ma da sola non basta.
Gli esperti di mele di Melinda (chi può saperne più di loro?) mi dicono che il segreto è aggiungere alla torta anche una mela golden “un po’ andata” che non vuol dire marcia e con i buchi, ma semplicemente un po’ secca e con le rughe.
Questo perchè la renetta contiene acqua e ha un retrogusto acidulo, mentre la golden vecchia di acqua ne ha meno ed è molto dolce.
Quindi, renetta+golden per una torta di mele da sballo!

Sapete come si conservano le mele?

La domanda che tutti mi hanno fatto al ritorno dalla mia gita in Val di Non ai meleti di Melinda è stata: ma le mele vengono raccolte tutto l’anno?
In effetti anche io ho sempre avuto questo dubbio e finalmente ho capito tante cose.
Le mele vengono raccolte quando è il momento giusto, come tutti gli altri frutti del resto, e il momento giusto è la fine dell’estate, settembre-ottobre.
Melinda le raccoglie tutte e le porta in un posto davvero speciale e magico che ho avuto il piacere di visitare. Si tratta di una sorta di miniera sotterranea delle mele (mi piace raccontarvela chiamandola così), che si presenta come un reticolato di tunnel che scavano la montagna e che ospitano delle celle dove vengono conservate le mele ad una temperatura di 1° per poter mantenere inalterate le loro proprietà fino a 12 mesi.
Sembra incredibile eppure io ho provato con mano, o meglio ho assaggiato, e posso assicurarvi che le mele sono croccanti e succose esattamente come appena raccolte.
Giorno dopo giorno, queste mele vengono prelevate un po’ alla volta, vengono selezionate dagli occhi attenti delle signore dell’azienda per scartare quelle che hanno qualche difetto, vengono lavate ed etichettate una per una prima di arrivare nei supermercati e nei negozi ortofrutticoli.

Non vi dico che freschino in questa grotta!

Solo mele grandi per me

Se avete seguito le mie stories si Instagram (@cookthelook) avrete visto che ho una leggera ossessione per le mele enormi. Sotto i 250 g non parliamo di vere mele per me.
In questo tour ho scoperto che non sono pazza, ma che le mele davvero vengono divise a seconda delle dimensioni e a me piacciono quelle che hanno la circonferenza 90, specialmente se sono golden. Esatto, praticamente dei meloni!

Quella rossa pesa solo 250 g. Non va bene!

La torta di mele della signora Cristina

Ora però passiamo alle cose serie e cioè alla ricetta della torta di mele della signora Cristina che è la titolare dell’agritur Renetta che mi ha ospitata. Un posto magico che vi consiglio di visitare se passate in zona. Vale la pena anche solo per la colazione: una tavola imbandita con torta di mele, macedonia, il pane fatto da lei, le brioche fatte da lei, le confetture fatte da lei e un succo di mela senza zucchero preparato solo con una speciale pressa.
Parliamo anche del crumble appena sfornato? No, non aggiungo altro se non la ricetta della sua torta che è quella che vedete in foto e che io ho provato a replicare, anche se la sua è decisamente più bella!

La Signora Cristina dell’Agritur Renetta (anche sosia di Milena Gabanelli)

INGREDIENTI

3 uova
125 g di zucchero
120 g di burro morbido
200 g di farina 0
2 mele renette
2 mele golden vecchie
2 cucchiai di latte
un pizzico di sale
una bustina di lievito
2 cucchiai di zucchero per guarnire

PREPARAZIONE

Sbucciate le mele e tagliatele a fette abbastanza sottili. Io ho utilizzato il taglia-mela (#maipiusenza) perchè toglie il torsolo e affetta alla perfezione. Poi basta solo sbucciare e tagliare gli spicchi più sottili.
Per l’impasto, montate il burro morbido (a pomata, non sciolto) con lo zucchero.
Aggiungete le uova e il latte e poi sempre montando la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Potete aromatizzare anche con la scorza di limone grattugiata.
Versate il composto in uno stampo per torta da 24 cm di diametro ricoperto con carta forno bagnata e strizzata. potete in alternativa imburrare e infarinare lo stampo.
Infilate le mele nell’impasto disponendole una accanto all’altra di taglio.
Cospargete tutto con lo zucchero e infornate a 180° per circa 35 minuti.
Se la torta dovesse risultate troppo dorata in superficie dopo 15-20 minuti, copritela con la carta argentata e proseguite con la cottura.

La signora Cristina ha diposto meglio le fette. Io ero impaziente di infornare!

Come ho potuto vivere senza?

Ancora torte di mele

Ora, se ancora non ne avete abbastanza di torte di mele, date un’occhiata a questa carrellata di ricette già pubblicate sul blog.
La torta di mele di nonna Emilia è buonissima, ma tra tutte non saprei dire quale sia la migliore. Anche se… ho sempre sbagliato usando solo le mele golden!

Torta di mele di Nonna Emilia 

Torta di mele cremosa

Torta mele e mascarpone

Sfogliata di mele

Torta di mele vegana

Crostata sbriciolata di mele

 

 

Questo post è stato sponsorizzato da Melinda

Monday I’m in love: Aloe a colazione

Ve ne parlo da settimane ormai quindi direi che è giunto il momento di mettere tutto nero su bianco perché le domande sono tante e le mie risposte sono state poche. Perdonatemi.
Oggi parliamo dell’aloe e del perchè io da due anni non smetto più di bere questo succo ogni mattina.

Cos’è l’aloe

L’aloe è prima di tutto una piantina grassa (oddio non so se sia grassa o meno!) molto carina che potete acquistare e tenere in casa perchè oltre ad essere adorabile e decorativa ha anche un sacco di proprietà.
All’interno delle sue foglioline cicciottelle infatti ha una specie di gel che può essere utilizzato in tanti modi. Per prelevarlo basta recidere la foglia dal basso e poi dividerla a metà.

5 modi di utilizzare il gel di aloe

Il gel prelevato dalla foglia di aloe può essere ingerito, ma attenzione perchè potrebbe avere un leggero effetto lassativo. In realtà molti lo assumono proprio per questo motivo però!
Prelevatelo e conservatelo in un barattolo di vetro ben chiuso in frigorifero per due settimane al massimo e utilizzatelo in questi 5 modi:
– strofinate denti e gengive perchè il gel disinfetta e disinfiamma
– preparate impacchi per capelli perchè il gel idrata e illumina
– applicato sul viso per 10 minuti è un’ottima maschera naturale energizzante
– è un ottimo rimedio su ferite e scottature della pelle
– ha un effetto lenitivo e cura le punture di insetti

Il succo di aloe

Io non ho una piantina di aloe, ma compro il succo in erboristeria.
Non prediligo una marca in particolare, mi basta che sia puro e con la polpa, anche se la presenza della polpa non incide particolarmente sull’efficacia. A me semplicemente piacciono i pezzettini, tutto qui!
Esistono in commercio anche dei succhi aromatizzati e devo dire che ho provato quello alla pesca e quello al mango e sono molto buoni, ma contengono molto spesso dello zucchero e io preferisco assumere il succo puro, anche se un po’ meno gustoso…anzi a dirla tutta, abbastanza imbevibile!
Sì, inutile mentire, il succo di aloe è cattivo, però fa bene, ve lo giuro ed è per questo che una tipa incostante cronica come me lo beve ogni giorno e non salta mai l’appuntamento.
Se non posso portare il succo con me perchè magari sono in viaggio, per qualche giorno lo sostituisco con delle capsule.

I benefici che ho riscontrato io:

– I miei capelli crescono alla velocità della luce e così anche le unghie (ovvio, anche i peli!)
– Con l’aloe soffro molto meno di disturbi intestinali
– È una mano santa per chi soffre di stipsi ed emorroidi!
– Grande energia già al risveglio
– Digerisco anche i macigni

Come assumo il succo di aloe

Al mattino appena sveglia mi precipito in cucina, apro il frigo e mi verso nel misurino i miei 40 ml di aloe. Non diluisco perchè se già fa abbastanza schifo così, figuriamoci cosa vuol dire bere un bicchiere intero di questa roba.
Quindi il mio consiglio è di non pensarci troppo, one shot, e via, buttatelo giù senza indugio.
Che poi, ora sto facendo terrorismo psicologico, ma a qualuno piace pure questo sapore leggermente agrumato e un po’ erboso.
Io sono sincera, alcuni succhi sanno di pomodoro andato a male, ma altri sono abbastanza buoni tipo quello di Zuccari e Matt, due marche che trovate in erboristeria e nelle parafarmacie.
Poi c’è Forever, è il marchio più famoso in fatto di aloe, che potete acquistare da venditori autorizzati e anche online, ma ance lì solo tramite venditori. Occhio perchè su Amazon trovate spesso delle imitazioni. Io eviterei.
Forever costa più degli altri, pare essere il top del top, ma il succo puro non ha un gran sapore. Quello alla pesca invece è strepitoso e ve lo consiglio.

Succo e bevanda

Attenzione, quando parliamo di succo di aloe intendiamo il succo puro.
Esistono in commercio anche delle bevande all’aloe aromatizzate e zuccherate che però nulla hanno a che vedere con quanto detto fin qui.
Cercate il succo puro e iniziate la vostra cura.
Sono curiosa di sapere cosa ne pensate. Tenetemi aggiornata!

Sformato (gateau) di patate

Quando mi avanzano delle patate e qualche affettato in frigo io preparo il gateau di patate.

In realtà dalle mie parti si chiama sformato e non gateau, ed è forse un po’ diverso da quello tradizionale. Il mio, poi, è tutto strano perché è fatto un po’ “a occhio”, diciamo così!

Gateau di patate

Potrei dire con assoluta certezza che questo è uno dei miei piatti preferiti perché è semplice, rustico ed economico. Amo che sia croccante fuori e morbido e filante dentro. Quando voglio prepararlo per un’occasione un po’ importante lo faccio in monoporzioni e il figurone è assicurato.

Ditemi se esiste qualcuno al mondo che non ama il gateau di patate.
Impossibile. Piace ai bambini, ai grandi, ai vegetariani se si prepara senza affettati, ed è un piatto completo perfetto anche da portare a lavoro nella schiscetta.
Vabè, io lo mangerei a ogni ora del giorno, l’avete capito vero?

Questa è la ricetta un po’ improvvisata che preparo con quello che ho.
Come formaggio uso quello che mi avanza. Una volta ho fatto un gateau straordinario con i Babybell per intenderci.
Come affettati vi sconsiglio il prosciutto crudo e invece voto fortissimamente per la mortadella e il salame.

INGREDIENTI dello sformato di patate

6 patate medie (quelle che avete in casa)
1 uovo grande
50 gr di formaggio morbido tipo fontina
1 mozzarella
100 gr di mortadella o prosciutto cotto o salame a fette spesse
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
pan grattato qb
burro qb
sale e pepe
prezzemolo

PREPARAZIONE

Fate bollire le patate con la buccia partendo da acqua fredda.
Quando saranno morbide fino al cuore scolatele e ancora calde passatele in uno schiaccia-patate, oppure sbucciatele e schiacciatele con la forchetta.
NON FRULLATELE!
Aggiungete poi gli affettati (un tipo o tutti e tre) e il formaggio a pezzetti, il parmigiano, l’uovo sbattuto, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe, una noce di burro e la mozzarella sfilacciata a mano.
Mescolate bene e versate il composto in una pirofila ben imburrata e spolverizzata con pan grattato.
Cospargete la superficie con fiocchetti di burro e pan grattato e infornate a 200° per circa 30 minuti.

L’ingrediente jolly

A me piace aggiungere altre verdure che possono essere in foglia come spinaci e cicoria, oppure zucchine e carote, sempre precedentemente sbollentate.

Il consiglio in più

Volete uno sformato dal cuore morbido?
Versate una parte di composto nella pirofila, coprite con delle fette di fontina o taleggio e completate con il composto mancante.
Infornate e gustate!

Peperoni in padella con capperi e alici

Vado pazza per i peperoni e lo confesso, li mangio anche fuori stagione.
Mi piacciono in tutte le salse, ma la ricetta che proprio mi fa andare fuori di testa è quella che vi propongo oggi, che poi è forse la più semplice.

Gialli, verdi o rossi?

A me piacciono tutte le varianti di colore, ma faccio una distinzione per ricette.
I gialli e i verdi in generi li mangio crudi nelle insalate o li cuocio in padella.
I rossi quasi sempre al forno con le patate (e le salsicce!) e molto spesso in combinazione con i verdi.
Però, detto tra noi, utilizzateli anche tutti insieme perchè il giallo e il rosso sono dolci e il verde più amaro e si compensano. Vi do la mia benedizione!

Peperoni in padella con capperi e alici

INGREDIENTI
2 peperoni gialli
1 cipolla
olio evo
sale
prezzemolo
una manciata di capperi sotto sale
2-3 alici sott’olio

PREPARAZIONE
Lavate i peperoni, svuotateli dei semini e tagliateli a listarelle non troppo sottili o a pezzetti.
Tritate al coltelo una cipolla.
Sciogliete le alici con olio caldo in una padella antiaderente.
Aggiungete la cipolla e i peperoni e cuocete tutto.
Il fuoco deve essere abbastanza vivace e i peperoni vanno saltati continuamente.
Aggiungete a metà cottura dei capperi ben lavati e asciugati e un pizzico di sale.
Sono pronti quando prendono colore, ma non perdono eccessivamente di consistenza.
A ,e piacciono così, ma potete andare avanti con la cottura finché non saranno morbidissimi.
Completate con del prezzemolo tritato al coltello.

L’ingrediente jolly: uvetta e mandorle

Potete rendere questo contorno leggermente agrodolce con un po’ di zucchero e aceto, ma a me piace molto di più con l’uvetta e le mandorle in scaglie.
Basta ammorbidire l’uvetta in acqua fredda e poi strizzala e cuocerla con i peperoni.
Alla fine servite tutto con delle mandorle in lamelle precedentemente tostate in padella.

Il consiglio in più

Se non avete voglia di cuocere i peperoni in padella perchè non potete seguire la cottura, metteteli in una teglia da forno con cipolla tritata, olio e capperi e fateli andare a 200° per 30 minuti in forno statico.
Sono ottimi anche su un bel bruscehettone caldo o come condimento di una pasta corta.

Gamberi al forno con il limone

Quando pubblico ricette molto semplici in genere le cucinate in tempo record.
Ecco, diciamo che vedo già questi gamberi al forno sulle vostre tavole.

Code di gamberi…dall’Irlanda

Un, due tre… è il momento di prendere appunti per andare a fare la spesa.
Bè, questa spesa sarà molto leggera perché gli ingredienti sono pochissimi e secondo me, a parte i gamberi, avete già tutto in casa.
Se non amate i gamberi usate le mazzancolle e se non li trovate freschi provate con i surgelati.
Io ho comprato delle code di gamberi irlandesi, ma solo perchè non sono molto brava a scegliere il pesce e mi sono lasciata convincere dalla provenienza.
L’Irlanda…io ho i capelli rossi…mi dicono tutti che sembro irlandese. Mi sembra un ottimo motivo per selezionare gli ingredienti di una ricetta, no?
Ah, la professionalità di una foodblogger, questa sconosciuta!

Ricetta dei gamberi al limone

INGREDIENTI
10 code di gamberi
1 limone
pangrattato qb
sale e pepe
prezzemolo
olio evo

PREPARAZIONE
Pulite le code di gamberi lasciando la corazza solo nella codina finale.
Eliminate il filetto nero sul dorso e tamponatele per bene con carta assorbente.
Conditele con olio e succo di mezzo limone e poi passatele nel pangrattato.
Disponete sulla base di una teglia da forno le fettine sottili del mezzo limone rimasto e sistemate sopra i gamberi.
Un pizzico di sale e pepe, prezzemolo tritato, un filo di olio e in forno a 200° per 15 minuti.

L’ingrediente jolly: l’avocado

Io accompagnerei questo gambero con una crema di avocado, tipo guaiamole, ma molto più semplice. Silo polpa di avocado schiacciata con la forchetta e condita con sale e limone.

Il consiglio in più

Potete servire questi gamberi come spiedini, magari per un aperitivo in piedi.

Sformato di zucchine

Ricetta appena fatta, fotografata e assaggiata.
La scrivo subito perchè so che vi piacerà. Quando dici, la dedizione al lavoro…

Non è una frittata

Ecco, specifichiamolo subito.
Sembra, ma non è. Si tratta di un incrocio tra una torta salata e uno sformato.
Nell’impasto ci sono farina e lievito e quindi il senso è che ne venga fuori una sorta di pane, ma pane non è. Ma insomma cos’è?
Dipende un po’ da voi. Se mettete dentro più zucchine del previsto sarà uno sformato, se ne mettete meno sarà una torta salata, se mettete meno farina sarà una frittata.
Vi dico cosa ho fatto io intanto: ho abbondato con le zucchine.

Tutto in forno in un colpo solo

Evviva si, non bisogna cuocere nulla a parte!
Avete capito bene, le zucchine non vanno cotte prima, ma si aggiungono al resto da crude.
Che poi, le avete mai mangiate le zucchine crude nell’insalata? Io ne vado matta. Provatele.

Ricetta dello sformato di zucchine

INGREDIENTI
2 uova
100 g di ricotta di mucca
2 zucchine grandi
70 g di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate (non lievito di birra)
sale e pepe
prezzemolo
Parmigiano grattugiato qb

PREPARAZIONE
Lavate e tagliate le zucchine a rondelle sottili con una mandolina.
A parte sbattete le uova con la ricotta, il sale e il pepe.
Aggiungete al composto la farina setacciata con il lievito e poi le zucchine e mescolate.
Versate tutto in uno stampo rotondo (22 cm di diametro) rivestito con carta forno e cospargete la superficie con il parmigiano.
Cuocete a 180° per circa 25-30 minuti.

L’ingrediente Jolly: La cipolla
Lo sapete che io la metterei da tutte le parti, un po’ come l’aglio.
Affettatela sottilmente sempre con la mandolinata e aggiungetela all’impasto.
Se non volete uno sformato troppo cipolloso allora provate a dargli solo un po’ di colore e un pizzico di sapore in più con l’erba cipollina.

Il consiglio in più
Se volete preparare una vera e propria torta salata con tanto di pasta alla base, sapete cosa potete fare? Stendete un rotolo di brisè sullo stampo, bucherellatelo con la forchetta e poi versateci dentro l’impasto preparato.
Cuocete in forno a 200° per 35 minuti e otterrete una sorta di quiche.
Non vi consiglio la pasta sfoglia perché non la amo molto, ma voi fate come preferite!

Muffin acqua e limone

La torta all’acqua calda è una delle ricette più lette e rifatte del blog, ecco perchè ho deciso di preparare qualcosa di molto simile, cioè questi muffins acqua e limone che hanno un impasto leggero e una consistenza super soffice. Li adorerete!

Senza burro e senza latte

In questa ricetta ci sono le uova come anche in quella della torta, quindi non si tratta di un dolce vegano, anche se mancano burro e latte che sono sostituiti da olio e acqua.
Potete utilizzare un olio di semi delicato o un olio extravergine di oliva dal gusto fruttato.
L’acqua, invece, deve essere a temperatura ambiente e naturale e se volete potete sostituirla completamente con il succo di limone. Otterrete muffin più umidi e dall’intenso gusto di limone…o arancia. Sì potete utilizzare anche altri agrumi!

Ricetta dei muffin acqua e limone

INGREDIENTI
2 uova
150 g di zucchero
80 g di olio di semi
80 g di acqua naturale a temperatura ambiente
una bustina di lievito
160 g di farina 00 (o anche 0)
un limone (succo e scorza)
estratto di vaniglia qb

PREPARAZIONE
Montate molto bene le uova con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche.
Aggiungete 80 g di olio di semi (o olio di cocco) e 80 g di acqua naturale a temperatura ambiente.
Montate ancora per bene e aggiungete due cucchiai di spremuta di limone e la scorza del limone grattugiata.
Setacciate a parte 160 g di farina 0 (o anche 00) e una bustina di lievito e aggiungete agli altri ingredienti.
Infine, se vi piace, profumate tutto con dell’estratto naturale di vaniglia o con dei semi.
Distribuite il composto in uno stampo da muffin oliato e infarinato o riempito con pirottini di carta.
Cuocete a 180° per 30 minuti circa in forno statico già ben caldo.
Decorate con lo zucchero a velo.

L’ingrediente jolly: le mandorle

Ho deciso che da oggi aggiungerò alle ricette un ingrediente in più che potete scegliere se utilizzare o meno.
In questo caso si tratta delle mandorle che con il gusto del limone stanno benissimo.
Potete aggiungerle a lamelle sui muffin prima di cuocerli oppure potete utilizzare nell’impasto un cucchiaio di farina di frutta secca preparata semplicemente tritando finemente delle mandorle.
Mandorle con o senza pellicina? Non fa differenza. Cambia solo un po’ il colore e la grana della farina. Per me vanno bene entrambe.

Il consiglio in più: lo sciroppo

Potete preparare uno sciroppo con succo di limone, acqua e zucchero (un bicchiere scarso di succo (spremuta), un cucchiaio di acqua e tre cucchiai di zucchero) sciolti a fuoco lento.
Versatelo ancora caldo sui muffin appena sfornati dopo averli bucherellati con una forchetta sulla superficie.
Lo sciroppo penetrerà all’interno rendendo questi dolcetti umidi e gustosi.
Certo, dovete amare proprio molto il sapore del limone!

Caponata di mele

Come trovo le ricette?
Semplice! Navigo molto online e studio, un po’ per lavoro e un po’ per passione.
La stessa passione che mi porta ogni giorno a trascorrere ore a sfogliare libri di ricette e riviste di cucina pieni di fotografie.
Questa caponata di mele per esempio, non è una mia idea. L’ho trovata per caso mentre cercavo ricette con le mele in giro per il web. Mai e poi mai avrei pensato di rifarla.
Mele con il pomodoro? Ma stiamo scherzando? Eppure…

Caponata d’inverno

La caponata d’inverno suona un po’ come una bestemmia perchè le melanzane si cucinano solo d’estate e i siciliani se fai una caponata a febbraio ti bacchettano – Se poi la fai pure con le mele non lo so cosa succede!
Eppure questa è la ricetta di un ristorante di Palermo che ha pensato bene di realizzare per i suoi clienti una versione invernale del piatto più richiesto del menù.

Quali mele?

Qui parliamo solo di mele verdi, dure e aspre, le granny smith tanto per intenderci, perchè sono le uniche che si prestano a mio avviso ad essere abbinate ad un condimento tanto sapido e saporito.
Non provate nemmeno per sbaglio a preparare questa ricetta con mele golden o renette perchè ne verrebbe fuori una cosa dolciastra e immangiabile e non voglio assumermi questa responsabilità.
Con le mele verdi non vi accorgerete nemmeno di mangiare mele.

La ricetta della caponata di mele

INGREDIENTI

3 mele granny
200 g di passata di pomodoro
sedano, carota e cipolla
una manciata di capperi sotto sale
olive verdi denocciolate qb
sale e olio evo

PREPARAZIONE

Per prima cosa tagliate grossolanamente sedano, carota e cipolla e lasciateli soffriggere con l’olio extravergine di oliva per 10 minuti a fuoco medio-basso.
Aggiungete la passata e lasciatela rapprendere per circa 5 minuti.
Intanto tagliate le mele a cubotti abbastanza grandi dopo averle sbucciate e private del torsolo.
Cuocetele nel sugo insieme ai capperi ben sciacquati e strizzati e alle olive.
Le mele devono rimanere consistenti e non ammorbidirsi troppo. Cuocetele per poco più di 5 minuti a fuoco medio e alla fine salate.
Servite su una bruschetta di pane abbrustolito o come contorno.